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In Puglia e Basilicata

mezzogiorno di focus

Bari al terzo posto fra le città meno care

Spesa al supemercato

In Italia a luglio il carrello della spesa costa il 9,1% in più

11 Agosto 2022

Antonella Fanizzi

BARI - Pane, pasta, riso, olio, carne, pesce, frutta, verdura: il carrello della spesa, in Italia, vola a un +9,1%, un record mai toccato dal 1984. Ma ci sono buone notizie per la città di Bari, dove i prezzi salgono meno che altrove su base annua: +7,8%. Significa che ogni famiglia spende in media 1.354 euro in più dell’anno scorso. Il capoluogo pugliese si posiziona al terzo posto delle città con oltre 150mila abitanti dove l’inflazione è più contenuta. Fanno meglio soltanto Campobasso, la città più virtuosa, (con un’inflazione del +6,9% e una spesa aggiuntiva per famiglia pari a 1.263 euro) e Catanzaro (inflazione al +7,1% e aumenti per famiglia pari a 1.326 euro). A fare i conti in tasca agli italiani è l’Unione nazionale consumatori che rielabora i dati Istat sul caro-vita in riferimento al mese di luglio.

Bolzano svetta in testa alla classifica delle città più costose della Penisola, con un’inflazione annua del +10% (la più alta in tutta la nazione), che si traduce in una maggiore spesa annua equivalente a 2.658 euro. Al secondo posto c’è Trento, dove il rialzo dei prezzi del +9,5% determina un incremento medio di spesa di 2.486 euro per famiglia. Per quanto riguarda la classifica delle regioni e delle provincie autonome, con un’inflazione annua al +9,7%, al Trentino spetta il podio, con un aggravio medio di 2.521 euro. Seguono la Lombardia, dove la crescita dei prezzi del +7,7% implica un’impennata del costo della vita che si traduce in 2.001 euro, e il Veneto (+8,5%) con un rincaro annuo di 1.946 euro.

A Bologna si ha un aumento dei prezzi dell’8,6% che comporta un rincaro della spesa di 2.145 euro, mentre a Firenze si registra un +8,6% per 2.006 euro aggiuntivi a famiglia. Roma registra un’inflazione al 7,5%, inferiore alla media italiana, con una spesa maggiore di 1.756 euro rispetto all’anno scorso. A Napoli i prezzi sono saliti del 7,6%, per una spesa per nucleo tipo maggiorata di 1.538 euro. Abitare in Molise, Calabria e Puglia, rispetto al Trentino e alla Lombardia, dunque, è più conveniente, se l’obiettivo è quello di riempire il frigorifero e la dispensa.

In attesa che il rialzo dei tassi deciso dalla Bce faccia effetto, l’Istat conferma la stima preliminare di luglio: nel mese i prezzi sono cresciuti dello 0,4% su giugno e del 7,9% su luglio 2021 (da +8% del mese precedente). E sebbene i prezzi dei beni energetici siano in rallentamento, l’Istat sottolinea che le tensioni inflazionistiche si stanno diffondendo agli altri comparti merceologici. Anche Coldiretti traccia un bilancio. Gli italiani spenderanno 564 euro in più per la tavola nel 2022, non solo a causa dell’inflazione, ma anche per la siccità che ha ridotto la produzione. E Coldiretti Puglia parla di un aumento del 10% del paniere dei beni alimentari e delle bevande analcoliche che trainano i rincari.

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