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Bari aspetta la notte di San Giovanni tra «chelumme» e cavatelli

Bari aspetta la notte di San Giovanni tra «chelumme» e cavatelli

Torna la festa di San Giovanni a Bari Vecchia (foto Fasano)

Nella città vecchia, nel cuore dei vicoli e delle stradine vicine a piazza Cattedrale, tutto è pronto per onorare la tradizione popolare

23 Giugno 2022

Annadelia Turi

Per due anni, durante la pandemia, questa festa è tanto mancata ai baresi che piano piano e negli anni hanno imparato ad apprezzarla. Bari è pronta a rivivere la vigilia di san Giovanni. Nella città vecchia, nel cuore dei vicoli e delle stradine vicine a piazza Cattedrale tutto è pronto per onorare la tradizione popolare di quella che viene definita una serata magica dal sapore popolare. Canti, balli, buon cibo e tanto altro… tutto all’insegna della «baresità».

L’appuntamento per tutti, a partire dalle 18.30 è in piazza Cattedrale. Si comincia con una visita guidata con un itinerario dedicato a san Giovanni. Sarà possibile visitare la piazza nella quale è nata la prima vigilia dedicata a san Giovanni e la chiesa medievale di Giovanni Crisostomo (un tempo cappella gentilizia della famiglia Carducci) all’interno della quale è previsto un momento di preghiera con rito ortodosso dedicato alla pace. Poi si proseguirà alla scoperta delle edicole votive dedicate a san Giovanni. Alle 20.15 di nuovo tutti in piazza Cattedrale per dare il via alla sagra con il gruppo musicale «USciaraballe» del maestro Vito Guerra. A presentare la serata, Michele Fanelli, presidente del circolo Acli Dalfino. A lui si deve l’impegno per il recupero delle tradizioni baresi in chiave storica e popolare: «C’è una grande voglia di rivivere questa festa dopo due anni di stop legati alla pandemia, ma soprattutto c’è il desiderio di ritornare alle origini che rappresentano la nostra identità. I baresi hanno voglia di riappropriarsi delle tradizioni popolari che stavano lentamente scomparendo. Tutto questo rimarca la vera anima della nostra città e della nostra memoria storica».

E dopo la musica è prevista la degustazione dell’ormai noto piatto di san Giovanni ovvero i cavatelli con la ricotta marzotica e i fioroni, meglio noti come «le chelumme di San Geuanne», accompagnati da un bicchiere di vino. Fino alle 22.45 tutti per strada per godersi la serata a suon di musica. Infine, a chiudere la sagra, la rievocazione di una tradizione popolare legata al «risveglio di san Giovanni» a suon di trombe, fuochi, campanelli e palloncini. La tradizione popolare, infatti, vuole che il santo porti la «Vigilia» perché a Lui sarebbero legati 3 giorni, cosiddetti di S. Giovanni. La leggenda narra che S. Giovanni Battista dormì per 3 giorni e 3 notti consecutivi ed il suo sonno fu talmente profondo che neanche Gesù riuscì a svegliarlo. Al suo risveglio, Gesù gli disse: «Ieri è stato il tuo onomastico e non te ne sei accorto!».

Per la fantasia popolare, chi si chiama Giovanni doveva onorare il Santo addobbando lo spazio in cui abitava. Al termine, il pranzo si concludeva obbligatoriamente con il frutto tipico di stagione le chelumme de san Geuanne (i fioroni). Infatti, il motto di San Giovanni è il seguente: «San Geuanne San Geuanne, pigghe chelumme e ammine ‘nganne». La notte di S. Giovanni viene ricordata anche come «la notte del comparizio» in cui si stringe un patto di sangue legato ad un impegno o ad un contratto.

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