Il caso

Bari, avvocatessa sventa uno scippo: insegue ladro e lo costringe ad arrendersi

Ha inseguito il ladro costringendolo a rinunciare al bottino

Bari, presa la coppia degli scippi di orecchini: erano il terrore di tre quartieri

Scippo collane e orecchini

BARI - Quel crimine tra arte e scienza. Per il codice penale è una circostanza del reato di furto che determina un inasprimento delle pena. Ci riferiamo al furto «con destrezza», aggravante del reato (come specificato nell’articolo 625 del codice penale) che si verifica quando il ladro compie le azioni con particolare «abilità, astuzia o avvedutezza». Ciò significa che la vittima viene sorpresa e non è in grado di vigilare normalmente sull’oggetto che gli viene sottratto. Non lo era certamente l’anziana signora alla quale ieri mattina in via Melo, un uomo ha sottratto il portafogli, sfilandolo dalla borsetta che portava a tracolla.

Il furto con destrezza viene punito in modo più severo, cioè con la reclusione da 2 a 6 anni e con una multa da 927 a 1.500 euro. Questo dice il codice penale. Materia per avvocati come la giovane e coraggiosa tributarista che proprio ieri mattina, intorno alle 11.30, ha assistito al furto (con destrezza) in presenza e in flagranza, mentre si trovava all’incrocio tra via Melo e via Davanzati. Chi sono gli avvocati tributaristi? Si tratta, essenzialmente di avvocati estremamente competenti per quanto riguarda la materia fiscale e tributaria, che possono lavorare come consulente tributario, per organizzarne la contabilità e per attuare i vari adempimenti fiscali, ma hanno anche la facoltà di svolgere attività di tipo contenzioso, ossia di assistenza ai clienti nei confronti di commissioni tributarie. I reati da strada non sono la loro materia dei tributaristi ma la trentenne avvocato Maria De Tommaso, quando ieri ha visto quell’uomo infilare la mano nella borsa della nonnina, non ha esitato a reagire. Non tutti lo avrebbero fatto al suo posto, lei invece ha cominciato ad urlare, intimando al ladro di mollare l’osso. Il borseggiatore non se ne è dato per inteso e come nulla fosse si è allontanato dalla scena del reato con passo svelto. La giovane avvocatessa gli è corsa dietro e non l’ha mollato un attimo continuando ad intimargli ad alta voce di lasciare il portafogli. In piazza Umberto l’uomo ha capito che non sarebbe riuscito a seminare la sua inseguitrice e per non attirarsi addosso altri guai ha deciso di liberarsi del maltolto dopo aver sfilato una banconota da 20 euro. La giovane Tributarista ha immediatamente recuperato il portafogli e chiamato la Polizia, fornendo una descrizione molto dettagliata del borseggiatore.

Immagina la contentezza della vittima quando si è vista restituire il portafogli nel quale vi erano una serie di tessere e documenti personali. La coraggiosa avvocatessa ha ricevuto il plauso di alcuni passanti che avevano assistito alla scena.
Molto più «perniciosi» degli scippi sono i borseggi. Ogni anno a Bari ne vengono consumati mediamente un migliaio. I «furti con strappo» sono poco meno della metà ma fanno più paura per la componente della violenza.
I borseggiatori solitamente hanno un’aria distinta e inoffensiva, quasi insospettabile. Si appostano alle fermate degli autobus, bazzicano le feste patronali, i concerti di piazza, i raduni sportivi, le stazioni ferroviarie e gli ipermercati nei giorni di piena. Si confondono nella folla. Non hanno quasi mai un volto, il più delle volte le vittime non riescono a rendersi conto della loro presenza e quasi mai ricordano le loro sembianze, quasi fossero dei fantasmi. Sorprenderli in flagranza di reato è difficile, se non impossibile, tranne in rare occasioni come è accaduto ieri mattina in via Melo.