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Pupi e Antonio Avati al Bif&st a Bari con un film horror: «Paura del Covid? Italia reagisca»

Il regista al Bif&st: «ondata di ritorno fisiologica, si riparta»

Pupi e Antonio Avati al Bif&st a Bari con un film horror: «Paura del Covid? Italia reagisca»

Foto Ansa

BARI - «Abbiamo avvertito la necessità di raccontare il male. Anche se non si parla più di demonio, neanche nelle omelie in chiesa, il male esiste, spesso con grande compiacimento soprattutto delle persone potenti. Raccontiamo un male che proviamo dentro di noi quotidianamente, che aleggia nel nostro modo di sopravvivere e di agire». I fratelli Pupi e Antonio, regista e produttore, parlano del loro ultimo film «Il signor diavolo», nelle sale da ieri, per il quale oggi riceveranno in occasione del Bif&st, il Bari international film festival, il premio «Tonino Guerra» per il miglior soggetto originale.
Un horror che loro definiscono «gotico», nel quale «il male viene rappresentato nel film in un certo modo fisicamente e poi - anticipano - c'è una sorpresa finale che ribalta totalmente la situazione e scopriamo che il male sta dall’altra parte, perché il male è ovunque». Parlando dei progetti futuri, «siamo esattamente alla metà, al giro di boa - spiega Pupi Avati - di un film che ha per titolo 'Lei mi parla ancora', una storia sentimentale sui 65 anni di matrimonio del papà di Vittorio e Elisabetta Sgarbi, quindi anacronistico oggi. Un matrimonio in cui lei viene a mancare e il film racconta la sopravvivenza di quest’uomo senza questa donna, il dopo». Un film che vuole «dimostrare - dice Antonio Avati - la nostra grande fiducia nel futuro del cinema e del grande schermo, nella ripresa della fruizione del cinema attraverso il grande schermo e le sale, perché è un film che viene realizzato unicamente per quello, non abbiamo nessuna voglia, nessun motivo o spinta a proporlo sui canali digitali o web, stiamo facendo un film per il cinema, come si faceva una volta».
La «ciliegina sulla torta», come la definisce Pupi Avati, sarà poi la «biografia di Dante Alighieri raccontata da Boccaccio, interpretato da Sergio Castelitto. Un film atteso da 18 anni che dovrebbe portare con sé le conseguenze di tutto il lavoro della nostra vita».

CORONAVIRUS, IL COMMENTO DEL REGISTA PUPI AVATI - «Questo festival era necessario. Tutto il Paese ha bisogno di iniziative di questo tipo, non solo limitate al cinema, ma estese a qualunque tipo di contesto. Il Paese deve dimostrare di essere nuovamente vivo, di reagire a questo terrore, a questo panico creato da questo virus in modo tremendo e che abbiamo saputo in qualche modo combattere». Lo dichiara il regista Pupi Avati, che oggi partecipa al Bari international film festival in occasione del quale ritirerà con il fratello Antonio un premio per il film 'Il signor diavolo', parlando del blocco causato dell’emergenza sanitaria. «Adesso - aggiunge - , per quanto ci sia una ondata di ritorno che era fisiologica e prevedibilissima, mille contagi al giorno su 50-60 milioni di abitanti sono veramente ragionevolissimi e credo che qualunque esperto li avesse assolutamente previsti, bisogna ripartire». «Allora penso che questo Bif&st, che è il primo festival di cinema che si fa dopo la pandemia, sia assolutamente da applaudire - dice ancora Avati - , come ho apprezzato Roberto Cicutto quando ha coraggiosamente deciso di non interrompere la mostra del cinema di Venezia. Non dobbiamo farci battere da questa cosina che gira nell’aria e che ci ha già costretti per tre mesi a perdere tutto quello che abbiamo perduto. Adesso dobbiamo cominciare a tornare all’incasso e ad essere risarciti».

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