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De Carlo (Assohotel): bene i B&b, a rischio i ristorantini

Bari, hotel e ristoranti ripartono a piccoli passi

BARI - I primi segnali ci sono ma è ancora presto per definirli «ripartenza». Tra sole, mare e buon cibo il settore turistico locale cerca di rimettersi in piedi, ma le difficoltà non sono alle spalle e soprattutto le ferite non ancora cicatrizzate.

«Sappiamo che stanno arrivando le prime timide prenotazioni per i B&b e l'àmbito extra alberghiero - sottolinea Francesco De Carlo, vicepresidente nazionale Assohotel e coordinatore Assoturismo Puglia di Confesercenti - ma dobbiamo vedere anche i numeri prima di definire il tutto un reale trend positivo. Molte strutture sono ancora chiuse, gli alberghi sono fermi. Certo, ora si riapre la mobilità tra regioni, riprendono i primi timidi voli, vedremo nelle prossime settimane. Sicuramente al momento non si stanno muovendo i volumi che immaginavamo - evidenzia -, ma è presto per tracciare un qualche bilancio. La stessa movida giovanile, al di là delle polemiche che può sollevare, non muove sicuramente numeri importanti da poter far stare tranquilli gli imprenditori dei locali».

A pesare sono le regole che la ristorazione e le imprese dell'accoglienza devono seguire. Assohotel ha già da settimane steso un protocollo per facilitare l'organizzazione, specie per quanto riguarda le sanificazioni e la somministrazione di cibo e bevande.

«Stiamo registrando una differenza tra quanto accade per chi gestisce ristoranti e pizzerie e chi si occupa di accoglienza - spiega De Carlo -, non tutte le strutture stanno vivendo una ripartenza, in alcuni casi essere piccoli è un vantaggio, in altri no. Prendiamo le prime prenotazioni ai bed & breakfast, probabilmente un ospite si sente più sicuro a soggiornare in una struttura piccola e familiare rispetto a un grande villaggio vacanze con tanti altri ospiti attorno. Invece le piccole locande o ristorantini, che non hanno la possibilità di organizzarsi secondo le norme del distanziamento, sono ancora in sofferenza».

Chiaroscuri che al momento rappresentano una realtà molto variegata e dove la parola d'ordine per tutti sembra essere «cautela».

«Gli alberghi che stanno decidendo di riaprire stanno avviando solo alcune camere - sottolinea De Carlo -, la scelta viene fatta per vedere come va, per non dover assumere lavoratori stagionali che poi non si riescono a reggere. C'è poi tutta la questione del rispetto delle norme, imprenditori e gestori non sono poliziotti, in tanti spiegano che si fa fatica a farle osservare. In un ristorante, se ti arriva un gruppo di amici, li si può anche sistemare a distanza l'uno dall'altro, ma se si vogliono avvicinare come impedirlo? Abbiamo sentito che il Veneto ha varato una propria normativa per cui se sei in un ristorante all'aperto puoi anche stare senza mascherina, ma come declini una cosa del genere nei localini dei centri storici di Polignano o Locorotondo? - si domanda De Carlo -. Bari è stata una delle prime amministrazioni comunali a garantire l'ampliamento degli spazi all'aperto, ora pian piano ci sono le ordinanze anche degli altri Comuni, ma per alcuni resta la difficoltà logistica a realizzarlo. Nei nostri centri storici, con le viuzze strette, come si fa?».

Insomma è ancora presto per capire che cosa succederà in questa estate imminente.

«La notizia che ricominciano ad arrivare prenotazioni per B&b e case vacanze è comunque un buon segnale, ma sono ancora tante le strutture che non stanno raccogliendo nulla, nessuna prenotazione neanche ad agosto - conclude De Carlo -. Il turista italiano sceglierà la Puglia? E come arriverà? In auto, in treno o in aereo? Servono almeno un altro paio di settimane per orientarci. Sicuramente le nostre bellezze ci potranno aiutare a ripartire, ma come e quando è ancora tutto da vedere».

Il sole, il mare, il buon cibo, tutto il nostro patrimonio ambientale ed enogastronomico hanno subito una sorta di 11 settembre, ci vorrà tempo.

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