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sanità medici salute

Sanità

I medici e più in generale il personale sanitario sono la prima linea nella battaglia contro il nuovo coronavirus. Ci sono esempi di grande abnegazione che a volte sfiorano l’eroismo. Ma come sempre, come in ogni battaglia, c’è chi tenta di evitare la prima linea, finendo per mettere in difficoltà tutto il sistema. Al Policlinico di Bari, il più grande ospedale pugliese, da alcuni giorni si registra un tasso di assenze dal lavoro sensibilmente più alto della media. Un dato che non è legato ai contagi covid (che nell’ospedale universitario sono in tutto 14) e che, apparentemente, non ha spiegazione. E non ne avrà nemmeno in futuro.
Giovedì scorso risultavano assenti per malattia 185 infermieri, 74 medici e 69 operatori socio-sanitari. In tutto, dunque, 298 persone. Parliamo di «malattia», quindi dal conto sono escluse tutte le assenze dal servizio per altri motivi, compresi i permessi che spettano al lavoratore a vario titolo (ad esempio congedi parentali e legge 104) con i quali il totale degli assenti arriverebbe a 607 su un totale di poco meno di 4mila addetti. E con un tasso di assenza che supera di almeno 5 punti percentuali quello medio registrato nel marzo del 2019: vuol dire circa 200 persone in più assenti dal lavoro.

Il fenomeno non si registra solo al Policlinico di Bari, naturalmente. Ma è qui che, più ancora di altri posti, sta creando problemi a chi si spacca la schiena per far fronte all’emergenza. In quel giovedì che abbiamo preso ad esempio, la malattia ha colpito in contemporanea e in modo pesante nel reparto di Pneumologia. Il giorno successivo, ha creato una situazione abbastanza singolare nell’Ufficio relazioni con il pubblico, rimasto chiuso alcune ore perché tutti gli addetti in turno si sono ammalati contemporaneamente.

Il direttore generale, Giovanni Migliore, ha fatto una ricognizione dei numeri dopo aver ricevuto in questi giorni varie segnalazioni dai reparti, tutti evidentemente messi in grande difficoltà da un numero di assenze per malattia non solo non preventivabile ma anche - e soprattutto - anomalo rispetto al dato storico. Ma anche i vertici dell’azienda ospedaliera si sono dovuti arrendere all’evidenza dei fatti. Soprattutto di fronte alla circostanza che, in questo momento, i certificati di malattia costituiscono profezie autoavveranti: dopo il decreto del 9 marzo, infatti, l’Inps ha emanato una circolare in materia di visite fiscali, prescrivendo una serie di adempimenti alternativi. Ma nella prassi, l’accertamento - se avviene - avviene per telefono.
Cosa sta avvenendo? Si possono fare soltanto delle ipotesi. Una delle ipotesi riguarda gli effetti del decreto Cura Italia, che prevede tra l’altro la possibilità per le pubbliche amministrazioni di «lasciare a casa» il personale non necessario (ad esempio perché le sale operatorie sono chiuse), collocandolo in ferie. Ebbene può accadere che qualcuno, piuttosto che consumare le proprie ferie per rimanersene in isolamento, preferisca utilizzare altre strade. Il problema è ben noto alla Regione, che infatti sta studiando la possibilità di «mettere in libertà» il personale senza incidere (almeno) sulle ferie dell’anno.

L’altra ipotesi riguarda gli effetti della paura per il coronavirus. Anche in questo caso, fonti della Regione spiegano di aver trovato qualche fenomeno di questo tipo soprattutto nel settore sociosanitario (le residenze assistenziali). Qui il personale, un po’ per paura, un po’ per mancata conoscenza delle procedure, un po’ perché obiettivamente mancano tute e mascherine, spesso si mette in malattia al primo accenno di problema. Mettendo in crisi tutto il sistema.
Come si risolve? Il Policlinico sta facendo approfondimenti. Ma il personale che manca, soprattutto gli infermieri, in questo momento è tutt’altro che inutile. E dunque l’ospedale è costretto a trovare un’altra soluzione. Nei prossimi giorni entreranno in servizio 50 infermieri assunti a tempo determinato con le procedure semplificate del decreto Cura Italia. Speriamo che basti ad evitare turni massacranti a chi resta in servizio turni massacranti.

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