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Dall'UniBa asce Sanitarapp: in rete medici, farmacisti e pazienti

Il progetto nasce dalla mente del professor Bortone

Dall'UniBa asce Sanitarapp: in rete medici, farmacisti e pazienti

Si chiama «Sanitarapp» e a breve metterà in Rete medici (di famiglia, ospedalieri, specializzati), farmacisti e pazienti. Pensata per le malattie cardiologiche, avrà presto una «pagina» dedicata esclusivamente al Covid-19. L’emergenza lo impone.
L’idea è del professor Alessandro Santo Bortone dell’Università degli studi di Bari che, oltre ad averla progettata e studiata da un punto di vista medico scientifico, nonché realizzata grazie alla collaborazione con una società informatica, ha pure personalmente finanziato il progetto. «Facile, intuitiva e gratuita rappresenta un importante passo avanti verso la medicina 4.0, ovvero tecnologia e Big Data al servizio della medicina, nel solo interesse del paziente - spiega il prof. Bortone -. L’obiettivo è trasformare quest’ultimo da “stackeholder” passivo ad attivo: se si insegna al paziente come curarsi, la qualità dei servizi migliora e la spesa sanitaria si alleggerisce. Questo è il principio».

Ma come funziona in concreto Sanitarapp e che contributo può dare a chi sta fronteggiando l’emergenza Coronavirus.
«Ci sono tre finestre, una ciascuna per medici, farmacisti e pazienti. Questi ultimi, iscrivendosi, inseriscono i loro dati sullo smartphone e poi rispondono a cinque domande della serie “Hai avuto contatti con persone contagiate”; “Sei stato in una zona a rischio”; “Quali sintomi avverti” e via discorrendo. Senza doversi muovere da casa ed entrando in contatto diretto col medico ma da remoto. Il professionista che decide di iscriversi, prende in carico il paziente parlando direttamente con lui. Non ultimi, i farmacisti che “intercettano” tutte le informazioni».

Soprattutto, il potenziale paziente affetto da Covid-19, sarà «geolocalizzato con un margine di errore minimo e trascurabile. Nella sezione dedicata alla grande emergenza che stiamo vivendo, in sostanza, comparirà una pagina di autodenuncia. Il medico saprà se il paziente proviene da comuni ad alto rischio, quali sintomi ha, se è in quarantena o se l’ha terminata, se ha parenti o conviventi contagiati, se ha fatto il tampone, se è stato contagiato e guarito».
Tutti dati che contribuiscono a raggiungere un importante obiettivo: «Rintracciare un passo alla volta potenziali portatori sani del virus, un modo più efficace rispetto ad alcuni test rapidi di cui si parla molto in questi giorni ma per i quali l’affinità tra virus e anticorpi è bassa».

Anche se al momento, farmaci specifici non ce ne sono, in prospettiva, diventerà fondamentale il ruolo delle farmacie, che «devono essere sempre più “farmacie di servizi” nel senso che, prescritta la terapia, l’applicazione invia un allarme al paziente e ai suoi parenti da lui indicati. In pratica, la spia suonerà sino a quando qualcuno non digiterà il tasto per spegnerla. E’ il segnale che il paziente avrà preso la sua medicina. Medico e farmacista, sempre a distanza, saranno informati di tutto grazie attraverso il tablet o lo smartphone».

Una rivoluzione, non c’è dubbio, sia sul piano medico scientifico, sia su quello culturale e sociale. «L’obiettivo, soprattutto per il Covid-19, limitare gli accessi negli ospedali. Per far questo è necessaria la disponibilità di noi medici. L’applicazione avrà anche una valenza sociale per chi è in quarantena. Insomma, dobbiamo portare il professionista dal paziente e non il paziente dal professionista per far sì che il paziente si senta meno solo».
Da quando tutto questo sarà operativo? «E’ quasi tutto pronto. Penso che Sanitarapp sarà disponibile a giorni, entro fine mese», conclude il prof. Bortone.

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