nel Barese

Bitonto, «Tu di qui non esci vivo»: minacce a imprenditore, in carcere affiliato clan Cipriano

Nel mirino Roberto Lovero detto 'U'Can': voleva convincere il costruttore a ritirare una denuncia

Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza di Bari ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip con cui è stato disposto il carcere nei confronti del 30enne Roberto Lovero, conosciuto come 'U' Can', affiliato al clan Cipriano attivo a Bitonto (Ba). L'ordinanza è l'epilogo di un'indagine a carico del giovane per l'estorsione ai danni di un imprenditore edile del posto, in concorso con altre persone, aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose, nonché dall'uso delle armi. 

Il costruttore nel 2014 aveva ceduto il 50% delle quote di una Srl con sede a Bitonto all'altro suo socio, uno zio, pattuendo un prezzo complessivo di 1.250.000 euro. Ma lo zio dopo avergli dato 135mila euro non voleva corrispondere la restante somma. Perciò l'imprenditore aveva più volte provato a rientrare in possesso del suo denaro, arrivando a denunciare tutto alla Guardia di Finanza. A quel punto Lovero l'ha convocato, intimandogli di ritirare la denuncia, ma davanti al suo rifiuto l'aveva minacciato impugnando due pistole, e ordinando a due complici di portarlo in cantina, legargli mani e piedi con due fascette, e dicendogli: «Tu di qua non esci vivo». Si è scoperto, quindi, che i soldi investiti dallo zio dell'imprenditore erano riconducibili al clan Cipriano. Per salvarsi la vita, il costruttore ha promesso di ritirare la denuncia, tuttavia ha poi raccontato tutto ai finanzieri. Anche negli ultimi tempi l'imprenditore era stato oggetto di intimidazioni: erano stati lanciati proiettili contro la porta della sua abitazione, nel settembre e nel dicembre 2019.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it