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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il ritrovamento

Palo, nello scantinato del Comune spuntano i pezzi di una torre antica

I lavori per una nuova biblioteca fanno emergere i pezzi

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BARI -  Con la biblioteca di comunità Palazzo San Domenico si prepara a diventare «smart» mentre una torre dell’800 giace «a pezzi» negli scantinati di Palazzo di città. Sono iniziati da qualche giorno i lavori per la realizzazione di una biblioteca di nuova generazione nei locali seminterrati del palazzo comunale. Una superficie complessiva di circa 400 mq tra via Alfieri e via Vespucci, nel cuore del borgo antico, che si prepara ad ospitare una biblioteca moderna e funzionale e a cambiare il volto del Municipio. Oltre al restauro e risanamento conservativo dei locali, infatti, il progetto consentirà il restyling del palazzo comunale con la realizzazione di una sala polifunzionale e conferenze, booking shop, sale laboratorio e di fruizione.
Circa 880mila euro il costo dell’operazione finanziata dalla Regione che, nei mesi scorsi, ha approvato un progetto redatto a quattro mani dall’ex sindaco, Anna Zaccheo, e dall’ex assessore al ramo, Vito Antonio Savino, presentato nell’ambito del bando «Community Library».

Una boccata d’aria per l’enorme patrimonio librario contenuto nella vecchia sede della biblioteca cittadina, intitolata a mons. Gian Matteo Giuliani e che conta più di 50mila testi. Attualmente la biblioteca è situata in una struttura della scuola elementare di viale Della Resistenza che però non basta a contenere e conservare il gran numero degli antichi volumi custoditi.
Tra le altre prezioso e raro è il «fondo antico» della biblioteca, costituito da manoscritti, incunaboli e cinquecentine e pergamene del 1600 e 1700 che riproducono diplomi di laurea in medicina, giurisprudenza e teologia dell’Università di Napoli. La biblioteca custodisce anche gli atlanti geografici del Settecento di Onofrio Bonghi, con incisioni rare e un manoscritto musicale membranaceo del XII secolo. Molto ricca è anche la sezione di interesse locale, che raccoglie i codici diplomatici baresi della chiesa di San Nicola di Bari e il catasto onciario del 1600.

Il patrimonio artistico e culturale cittadino abbandonato in attesa di valorizzazione, tuttavia, non finisce qui. I locali che ospiteranno la biblioteca, infatti, da oltre 50 anni custodiscono i «blocchi di pietra» numerati di un’antica torre esagonale dell’orologio, risalente all’incirca nel 1878, anticamente collocata in piazza Santa Croce, su un lato della chiesa Santa Maria La Porta. Edificata in epoca successiva alla chiesa matrice, la torre fu smontata dalla Sovrintendenza negli anni ‘50 con la volontà di ripristinare integralmente lo stile romanico proprio della chiesa.
«Inizialmente la torre fu realizzata sullo spigolo di mezzogiorno del Palazzo del Principe e nell’anno 1868 venne demolita per addossarla alla navata, poi abbattuta della Chiesa Matrice. Questo progetto venne realizzato nell’anno 1878 su progetto dell’arch. Sabino Ricchetti», spiega Vito Tricarico, studioso di storia locale.

Durante questa prima fase di cantiere, l’impresa aggiudicataria dei lavori sta provvedendo ad una nuova catalogazione dei singoli pezzi attraverso misurazioni e fotografie realizzate con i più sofisticati strumenti di rilevazione per poi trasferire i preziosi ritrovamenti presso un nuovo deposito di proprietà comunale.
Se la biblioteca di comunità però ha già un progetto, non si può dire la stessa cosa per la torre scomposta.
«Bisognerebbe avviare uno studio per capire come poterla ricostruire – spiega l’ingegnere comunale Vincenzo Scicutella – al momento stiamo catalogando i pezzi». Quella del concorso di idee potrebbe essere una strada per la valorizzazione dell’antico immobile ormai cumulo di pietre. A lanciarla è lo stesso Vito Tricarico: «Se queste demolizioni e ricostruzioni sono state possibili nell’800 – dice - non vedo perché non si possano realizzare nella nostra epoca. Un concorso sarebbe lo strumento ideale per decidere dove innalzare nuovamente la Torre».

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