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Escort, Berlusconi imputato a Bari: la difesa vieta foto e video durante udienza

L'ex premier, che non è presente in aula, è accusato di aver pagato l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 nelle sue residenze di Palazzo Grazioli e Arcore

EX PREMIER - Silvio Berlusconi

EX PREMIER - Silvio Berlusconi

BARI - La difesa di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, non ha dato il consenso alle riprese audio-video e foto durante le udienze del processo in cui l’ex presidente del Consiglio, ora europarlamentare, è imputato per induzione a mentire all’autorità giudiziaria. In particolare Berlusconi, che non è presente in aula, è accusato di aver pagato l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 nelle sue residenze di Palazzo Grazioli e Arcore.

Il processo, rinviato il 4 febbraio scorso su istanza della difesa a dopo la campagna elettorale per le Europee che vedeva Berlusconi candidato, è iniziato oggi nell’ex sezione distaccata di Modugno del Tribunale di Bari dinanzi al giudice Monocratico Flora Cistulli, che preliminarmente ha chiesto ai difensori dell'imputato il consenso alle riprese delle quali i cronisti avevano sollecitato l'autorizzazione per l'interesse pubblico del processo.

Alle udienze, quindi, i giornalisti potranno assistere, trattandosi di un processo pubblico a porte aperte, ma non potranno fare foto e video. L’istanza era stata presentata da diverse testate locali e nazionali, tra le quali Radio Radicale. Nel processo è costituita parte civile la presidenza del Consiglio dei Ministri, assistita dall’avvocato Valter Campanile. L’accusa è rappresentata dall’ex pm di Bari, ora alla Dna, Eugenia Pontassuglia.

Eccezioni preliminari sulla incompetenza territoriale del Tribunale di Bari e sulla nullità dell’udienza preliminare sono state presentate dai difensori di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, nella prima udienza del processo in cui l'europarlamentare di Forza Italia, ex presidente del Consiglio dei Ministri, è imputato per induzione a mentire, per aver pagato le bugie dette da Gianpaolo Tarantini nelle indagini sulle escort. Secondo i difensori, il processo dovrebbe celebrarsi dinanzi al Tribunale ordinario di Napoli o di Roma o davanti al Tribunale dei Ministri.

I legali hanno spiegato in udienza che il reato di induzione a mentire si consumerebbe nel momento della promessa delle dazioni di denaro e non nel momento delle dichiarazioni rese da Tarantini all’autorità giudiziaria barese, quindi a Napoli - dove è già stato trasferito per competenza uno stralcio del processo a carico di Valter Lavitola - o a Roma. Al di là del luogo della presunta promessa di denaro, i difensori hanno insistito perché l’ex premier sia processato dal Tribunale dei Ministri perché il reato sarebbe stato commesso nella sua qualità di presidente del Consiglio.

In ultimo i legali hanno chiesto che venga dichiarata la nullità dell’udienza preliminare «per incompletezza del materiale probatorio», per non aver potuto acquisire tutte le intercettazioni. L’accusa si è riservata di replicare per iscritto. Il giudice ha rinviato all’udienza del 23 settembre per decidere sulle questioni preliminari.

«Noi siamo convintissimi che questo processo, superate le questioni preliminari, rapidamente arriverà ad una declaratoria di totale innocenza del presidente Berlusconi». Così l’avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi nel processo in cui l’ex presidente del Consiglio è imputato a Bari per induzione a mentire. «Abbiamo fatto richieste di natura squisitamente tecnica pur nel convincimento della totale estraneità del presidente Berlusconi" ha detto Ghedini, ricordando che «questo processo, non dimentichiamolo, nasce da un Berlusconi persona offesa per un reato di estorsione».

Il co-difensore, l’avvocato Francesco Paolo Sisto, ha spiegato a margine dell’udienza la ragione delle eccezioni preliminari. Sulla richiesta di nullità dell’udienza preliminare, Sisto ha detto che «c'erano alcune intercettazioni molto importanti ma non ci è stato consentito di acquisirle. Sono intercettazioni che riguardano la impossibilità che vi possa essere un rapporto di scambio fra il presidente Berlusconi e Tarantini, lo escludono radicalmente». Sul mancato consenso alle riprese audio-video e foto, Sisto ha spiegato che «non si tratta di un no alla diffusione di immagini, ma c'è necessità di tenere il processo sotto un basso profilo mediatico. È una scelta che deriva dal fatto che essendoci anche testimoni di una certa delicatezza, questo potrebbe essere di nocumento alla stessa riservatezza dei testimoni. In un’epoca in cui si tende a fare dei processi un momento esplosivo, noi ne facciamo invece un momento di pacatezza».

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