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Elezioni in vista

Comunali, lettera e santini in una scuola: Decaro «caccia» una preside sua candidata 

L'interessata replica: non è una mia iniziativa. Sisto (FI): Decaro senza pudore

Decaro

Il sindaco di Bari Antonio Decaro

BARI - Il candidato sindaco Antonio Decaro interviene sulle notizie di presunta propaganda nelle scuole: «Mi giunge notizia che una dirigente scolastica abbia diffuso nelle aule di una scuola barese una lettera da consegnare ai genitori degli alunni, corredata da materiale elettorale. Sono sconcertato da questo assurdo comportamento. Sono sconcertato da cittadino, da padre e da rappresentante delle istituzioni. La scuola è sacra. Nessuno deve azzardarsi a utilizzarla per scopi diversi dall’educazione dei nostri figli. Lo dice la legge, ma soprattutto lo impone il senso civico. Il fatto che questa candidata faccia parte di una delle liste della mia coalizione non fa che accrescere il mio sconcerto e la mia rabbia. Per quanto mi riguarda per candidati che portano avanti in questo modo la propria campagna elettorale non c’è spazio», conclude in una nota Decaro.

Il problema è sorto proprio con una candidata al consiglio comunale in una lista che sostiene l'attuale sindaco e che al tempo stesso è una dirigente scolastica. In una lettera Rosangela Colucci informava della sua candidatura nella lista Sud al centro: una missiva accompagnata con i classici santini elettorali distribuita all'interno della scuola. Comportamento censurato dallo stesso primo cittadino che ha detto: «non c'è spazio per questa gente». Ovviamente non può essere esclusa dalle liste, am quella del sindaco è una reprimenda politica anche perchè - qualora fosse stata la preside a diffondere quella lettera, dubbio sorto dopo la posizione della interessata - non avrebbe commesso alcun reato.

LA REPLICA DELL'INTERESSATA: NON SONO STATA IO - «Sono profondamente dispiaciuta per la strumentalizzazione che viene fatta in queste ore sull'attribuzione alla mia persona di una lettera consegnata alle famiglie dei miei studenti. Preciso che tale iniziativa non è stata in alcun modo concordata, né autorizzata da me. Se qualcuno l'ha messa in atto ha oltraggiato la mia persona e l'istituzione Scuola. Chi mi conosce sa che mai avrei potuto dare il mio assenso una operazione del genere dalla quale prendo nettamente le distanze. Del resto alle scorse elezioni del 2014 la mia candidatura non ha mai interferito con la mia professione di dirigente scolastica».

SISTO (FI): DECARO SENZA PUDORE, GIOCA D'ANTICIPO - «Senza pudore. Il tentativo di Antonio Decaro di esorcizzare il fantasma nero del voto di scambio, realizzato da chi approfitta di un ruolo pubblico (addirittura nella scuola, e come Preside !) fa sorridere. Resta il dato che ad appoggiare la sua candidatura, oltre alla vergognosa pattuglia di transfughi dal centrodestra, c’è gente senza  scrupoli, indegna di persino pronunciare il nome della città più bella che c’è al mondo”. Lo ha precisato in una nota il commissario di Bari Città Metropolitana di Fi, l’on Francesco Paolo Sisto. «Il voto nelle scuole siamo abituati a vederlo solo per voti di profitto, voti di condotta e per gli scrutini. Oggi abbiamo un nuovo tipo di voto nelle scuole: il voto elettorale in favore di Antonio Decaro (sindaco uscente di Bari ricandidato per il centrosinistra). Questo la dice lunga su chi abbiamo di fronte. Quanto accaduto ieri con quella lettera che la preside ha distribuito ad alunni e genitori dà l’idea della tipologia di approccio della coalizione di centrosinistra che vuole combattere Pasquale di Rella».
A proposito della presa di posizione di Decaro, che ha detto di essere sconcertato da quanto accaduto, Sisto ha evidenziato che «si può prendere le distanze dopo, ma resta il dato che all’interno di quella coalizione, oltre ai traditori del centrodestra, ci sono soggetti che strumentalizzano funzioni pubbliche per ragioni elettorali». 

M5S: INTERROGAZIONE - «È inaccettabile che una preside usi il suo ruolo per fare campagna elettorale a scuola. Stiamo preparando un’interrogazione al Miur che sarà depositata lunedì». Lo dichiarano i deputati baresi del MoVimento 5 Stelle, Giuseppe Brescia e Paolo Lattanzio, commentando la vicenda della dirigente scolastica di una scuola barese, candidata in una lista a sostegno di Antonio Decaro, al centro di polemiche per una lettera a sua firma distribuita nelle classi, e indirizzata ai genitori degli alunni, con allegato il suo santino elettorale.
«Decaro dichiari chiusa la corsa della preside Rosangela Colucci nella competizione elettorale. La scuola è sacra, dice Decaro, ma la politica è una cosa seria e ai baresi non può bastare uno sconcerto ipocrita. Dopo le violazioni delle norme sulla raccolta firme e sulla propaganda politica, assistiamo a un altro fatto che rischia di rimanere impunito».
Per Lattanzio, componente della commissione Cultura, «il ministro Bussetti non può non intervenire. Sono questi i casi in cui gli uffici scolastici regionali devono attivarsi». Il presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, Brescia, sottolinea invece «l'estrema correttezza con cui la candidata sindaca (del M5S, ndr) Elisabetta Pani, tutti i candidati nelle liste e tutti i volontari impegnati stanno svolgendo la campagna elettorale». 

DOCENTI CONDANNANO PROPAGANDA - Docenti e personale scolastico della scuola media 'Amedeo d’Aosta «condannano l’operazione di propaganda elettorale che è stata fatta nella scuola, luogo di formazione ed educazione alla pluralità e al rispetto. Luogo che nessuno può e deve utilizzare per fini diversi da quelli istituzionali». Lo afferma in una nota il personale scolastico commentando la vicenda della dirigente scolastica Rosangela Colucci, candidata in una lista a sostegno della rielezione del sindaco uscente Antonio Decaro (Pd), al centro di polemiche per una lettera a sua firma distribuita nelle classi, e indirizzata ai genitori degli alunni, con allegato il suo santino elettorale.
«I docenti tutti ed il personale della scuola Amedeo d’Aosta di Bari - è scritto nel documento - si dissociano da quanto accaduto nella propria scuola il 17 maggio 2019 e dalle dichiarazioni della dirigente scolastica, ritenendo inaccettabile essere stati coinvolti - a loro insaputa - in azioni lesive della loro funzione di educatori e della dignità personale, poiché il materiale distribuito era chiuso e spillato e pertanto il contenuto non era visibile». 

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