Martedì 11 Dicembre 2018 | 21:47

NEWS DALLA SEZIONE

Il consiglio e il «buco» di 11 milioni
Bari, la Cassa prestanza infiamma il Comune. I dipendenti: ridateci i nostri soldi

Bari, bagarre sulla Cassa prestanza in Comune. I dipendenti: ridateci i nostri soldi. Decaro ai sindacati: dite la verità

 
Cinema
Red Carpet, a Monopoli arriva la multisala ipertecnologica

Red Carpet, a Monopoli arriva la multisala ipertecnologica

 
L'iniziativa
Bari riparte dai quartieri: nascono le reti civiche

Bari riparte dai quartieri: nascono le reti civiche

 
Per il pm è stato riorganizzato il partito fascista
Aggressione al corteo antirazzista: sequestrata sede Casapound Bari

Aggressione al corteo antirazzista: sequestrata sede Casapound Bari VD

 
Gruppo gestiva il porto
Mafia, Dda Bari chiede 24 condanne per clan Capriati

Mafia, Dda Bari chiede 24 condanne per clan Capriati

 
In un camion
Bari, polizia sequestra 200kg di carne mal conservata

Bari, polizia sequestra 200kg di carne mal conservata

 
Il caso
Bari, bimbo morto per polmonite in ospedale: disposta l'autopsia

Bari, bimbo morto per polmonite in ospedale: disposta l'autopsia 
«Ministro Grillo invii ispettori»

 
La mobilitazione
Puglia, gli agricoltori con i gilet arancioni protestano contro Emiliano

Puglia, gli agricoltori con i gilet arancioni protestano contro Emiliano

 
MAFIA
Bari, guerra tra clan per conquistare Madonnella: 13 pregiudicati in carcere

Bari, guerra tra clan per conquistare Madonnella: 13 pregiudicati in carcere

 
Bullismo
Bari, «Minacciato e picchiato a 11 anni dal branco nei bagni della scuola»

Bari, «Minacciato e picchiato a 11 anni nei bagni della scuola»

 
A Japigia
Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

 

Il caso a febbraio 2017

Abbandonò neonata tra scogli a Monopoli, mamma condannata a 14 anni

La piccola fu trovata tre giorni dopo l'abbandono: la 24enne di Castellana Grotte l'aveva lasciata il 12 febbraio a Cala Monaci

recinto a monopoli

Il gup del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, ha condannato alla pena di 14 anni di reclusione la 24enne di Castellana Grotte Lidia Rubino, imputata per l’omicidio volontario pluriaggravato della figlia neonata per averla abbandonata tra gli scogli di una spiaggia di Monopoli, 'Cala Monaci', dopo averla partorita. Il giudice, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha escluso l’aggravante dei futili motivi e ha concesso una ulteriore attenuante per aver riconosciuto il parziale vizio di mente. La neonata fu abbandonata all’alba del 12 febbraio e ritrovata sul bagnasciuga da una coppia di turisti tre giorni dopo, il 15 febbraio 2017. La ragazza, assistita dall’avvocato Nicola Miccolis, dopo circa quattro mesi di detenzione in carcere, dal 29 marzo al 18 luglio dello scorso anno, è attualmente agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica. Nel corso di un incidente probatorio, su richiesta della difesa, è stata sottoposta ad una perizia psichiatrica che ne ha stabilito la semi-infermità mentale.

Al tempo del fatto, stando agli accertamenti psichiatrici e tossicologici, aveva un tasso alcolemico oltre la norma e - secondo la perizia psichiatrica - stava vivendo un «momento dissociativo». Stando alla perizia medico-legale, la bimba, ribattezzata «Chiaraluna», nata sana al termine della gravidanza, sarebbe morta nel giro di alcune ore anche a causa del freddo e dell’acqua del mare. Le indagini sulla vicenda sono state coordinate dal pm di Bari Giuseppe Dentamaro e delegate agli agenti del Commissariato di Monopoli. Inizialmente era indagato per concorso nell’omicidio il compagno della ragazza, la cui posizione è stata poi archiviata.

«Lidia, ancora oggi, è molto scossa e provata dall’accaduto. E’ profondamente pentita». A parlare è l'avvocato della 24enne di Castellana Grotte, condannata oggi a 14 anni di reclusione per l’omicidio volontario di suo figlia, partorita e abbandonata sugli scogli di Monopoli (Bari).
«È evidente che al momento dei fatti ci sia stato un black out, - ha detto il legale - qualcosa che si è verificato e che ha inficiato le capacità cognitive e volitive della ragazza. Lidia, ormai da molti mesi, è agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica in cui sta affrontando un importante percorso di recupero». «Quello che i processi penali non possono fare è restituire la vita alle vittime, - ha continuato Miccolis - ma quello che dal processo si pretende è una accurata e attenta valutazione di quanto accaduto e delle ragioni che l'hanno determinato. Agli operatori del diritto è richiesto proprio questo, la lucidità e la capacità di non farsi trasportare dai sentimenti e dalle emozioni. Emozioni forti che ormai da tempo travolgono Lidia». «La sentenza di oggi chiude la prima fase di questo processo. Attendo di conoscere le motivazioni della sentenza, - ha concluso il difensore - ma è certo che ricorreremo in appello».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400