Mercoledì 17 Ottobre 2018 | 04:39

Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

i più letti

L'inchiesta

Bari, le mani del clan Capriati sul porto
La coop Ariete: «Saremo parte civile»

Secondo l’accusa, grazie ad alcuni addetti alla vigilanza la criminalità organizzata aveva il controllo sui traffici nello scalo licenziati dopo il blitz. Il presidente Angelo Disabato annuncia la partecipazione della cooperativa al processo

porto di Bari

BARI - «Siamo pronti a costituirci parte civile». Il presidente di Ariete Angelo Disabato mette subito le cose in chiaro. L’inchiesta sulle presunte infiltrazioni di esponenti del clan Capriati all’interno del porto si è appena conclusa. La cooperativa che gestisce alcuni servizi nello scalo barese, al pari dell'Autorità portuale, è persona offesa nel procedimento, cioè vittima del presunto malaffare scoperchiato dalle indagini.

Disabato, per ora, non commenta oltre. Ma dagli accertamenti appena conclusi è emerso che i vertici della cooperativa sono totalmente estranei alla vicenda. Del resto, quando lo scorso aprile, sono scattati gli arresti e nell’elenco figuravano anche tre dipendenti di Ariete, ritenuti affiliati al clan Capriati, questi ultimi sono stati subito sospesi e poi licenziati. Una dozzina in tutto i dipendenti della cooperativa Ariete e della Porti Levante Security, la società in-house dell’Autorità portuale, coinvolti - anche se in alcuni casi non formalmente indagati - nell’inchiesta dell’Antimafia sul clan Capriati che in aprile ha portato a 18 arresti, facendo emergere una rete di connivenze e di rapporti opachi con la famiglia della Città vecchia.

Stando alle indagini coordinate dal pm antimafia Isabella Ginefra e condotte dagli agenti della squadra mobile, il clan Capriati aveva acquisito «il controllo del servizio di assistenza e regolazione del traffico veicolare, connesso ai traffici e alle operazioni portuali all’interno del porto di Bari» anche grazie al contributo di alcuni lavoratori di Ariete. Ma se è vero - come emerge dall’inchiesta - che 26 dei 44 addetti alle attività portuali risultavano imparentati o comunque collegati con la famiglia Capriati, è anche vero che si trattava di personale transitato in Ariete in base alla clausola sociale, quella che impone al nuovo appaltatore di farsi carico di chi c’è già. E se è vero, come riferisce un testimone dell’inchiesta, che l’elenco del personale da assumere «era stato proposto dall’Autorità Portuale», questo è accaduto ai tempi in cui ai vertici dell’ente sedeva Tommaso Affinita, che aveva ideato la Multiservizi del porto.

Stando alle indagini, c’era chi tra i lavoratori di Ariete che durante i turni di servizio all’interno dello scalo barese, si assentava per ragioni personali. E chi è accusato di avere commesso reati anche all’interno del porto, durante l’orario di lavoro. La Polizia ha pure documentato gli incontri tra pregiudicati fuori dallo scalo barese durante il loro turno di servizio. Secondo l’accusa, qualcuno timbrava e anziché occuparsi di vigilanza e sicurezza, faceva altro. Anche attività illecite. L’ipotesi, insomma, è che ci fosse qualcuno che aveva la possibilità di sorvegliare, in ragione del ruolo ufficiale di «controllore» anche traffici illeciti. Un’inchiesta da cui è emerso come il porto, secondo l’accusa, fosse «divenuto una “pertinenza” del borgo antico» controllato dai Capriati: usato come deposito di droga, di armi e di merci rubati, come sede per incontri tra gente controindicata o base logistica per azioni criminali.

Il tutto all’insaputa di Ariete, come la cooperativa ha sempre sostenuto e come risulta dagli atti d’indagine. Di qui l’annuncio di Disabato: «Ci costituiremo parte civile».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Bari, tenta rapina ad autista del bus e lo aggredisce svuotando l'estintore

Tenta rapina ad autista del bus e lo aggredisce svuotando l'estintore

 
Spacciava ogni tipo di droga, arrestato pusher 16enne

Spacciava ogni tipo di droga, arrestato pusher 16enne

 
Bari-care, monitoraggio in tempo reale per i senzatetto

Bari-care, monitoraggio in tempo reale per i senzatetto

 
Bari, trasloca i mobili in stradaindividuato e multato al Libertà

Bari, trasloca i mobili in strada
individuato e multato al Libertà

 
Comune di Bari - Palazzo di Città

Nuovo sindaco Bari, fumata nera del centrodestra: decisione passa a Roma

 
Palagiustizia Bari, nuovo sopralluogo in sede ex Telecom

Palagiustizia Bari, nuovo sopralluogo in sede ex Telecom

 
Bari, una casa per i senzatetto, la Caritas: «Noi ci siamo»

Bari, una casa per i senzatetto, la Caritas: «Noi ci siamo»

 

GDM.TV

Tap, la promessa di Di Battista: «Lo bloccheremo in 2 settimane»

Tap, la promessa di Di Battista: «Lo bloccheremo in 2 settimane»

 
Rapinano ufficio postale a Lucera, arrestati un 19enne e un 22enne di Cerignola

Rapinano ufficio postale a Lucera, arrestati un 19enne e un 22enne 

 
Gala Niaf a Washington: gli ospiti ballano la pizzica con Emiliano

Gala Niaf a Washington: gli ospiti ballano la pizzica con Emiliano

 
Alessandra Amoroso a Bari: lei firma le copie del disco, i fan cantano

Alessandra Amoroso a Bari: lei firma le copie del disco, i fan cantano in strada

 
Getta sacco rifiuti in strada, assessore Ambiente glielo restituisce

Getta sacco rifiuti in strada, assessore Ambiente glielo restituisce

 
Le Cesine, sequestrati 3 quintali di marijuana e hashish: 2 arresti

Le Cesine, sequestrati 3 quintali di marijuana e hashish: 2 arresti

 
Bari, troppi tagli a scuola: ecco il raduno degli studenti in sciopero

Bari, troppi tagli a scuola?
E gli studenti scioperano

 
Le acque rosse vicino le salineSequestro choc a Margherita di Savoia

Le acque rosse vicino le saline
Sequestro choc a Margherita di Savoia

 

PHOTONEWS