Giovedì 21 Marzo 2019 | 02:09

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La lotteria dei musei aperti
nella prima vacanza dell’anno

castello svevo a bari

È una strana Pasqua. Ci investe un vento carico di incertezza, che sembra soffiare nei territori materiali e immateriali del nostro vivere. Incertezza sul nuovo governo che si schiuderà dopo le uova, ma anche sul meteo (a ciascuno la scelta di cosa sia più importante!) che promette e delude più delle stesse star della politica. E ora che Papa Francesco ha pure lanciato dubbi sull’esistenza dell’Inferno, le mancate certezze aleggiano persino tra noi e l’Aldilà.

Sui cavalcavia delle città si moltiplicano gli appelli al «non uccidere» gli agnelli. Mangiarne o non mangiarne? Altro disorientamento. Poche cose restano salde: chi ha fede lo sa e celebra la liturgia della luce, illuminando gli angoli bui del pianeta. Ma per gli altri, non restano che orrende certezze terrene, come l’allarme terrorismo che impazza, tra le foto di giovanissimi bombaroli e i progetti da thriller di attentati al metrò.

Se la paura del terrorismo è certa, lo è però d’altro canto anche il turismo, che per fortuna, sembra rappresentare una delle poche notizie sicure che ci giungono alle orecchie. Gli enti preposti hanno contato ben 10 milioni di italiani in partenza: 700mila a Fiumicino, 600mila in camper, tantissimi nelle campagne per le vacanze «verdi» (o al verde?) con i cani.

A giudicare dalle code sulle autostrade e dalla folla nei treni, tutti gli altri stanno attraversando l’Italia per tornare a casa e quindi poche vacanze, pochi soldi e forse maggiore propensione a utilizzare il «ponte» del 25 aprile. Chi resta a casa, può sempre optare per la gita o per la giornata al museo. E anche qui, ecco in arrivo una bella incertezza: i musei saranno aperti? E saranno davvero gratuiti?

Il centralino di un giornale non è un campione statistico valido, ma va detto che in questi giorni, da quando abbiamo pubblicato le notizie del Mibact con l’annuncio della domenica di Pasqua gratuita nei musei, non sono state rare le chiamate da noi ricevute, con la curiosità di dati precisi. Quali mostre prevedono l’ingresso gratuito? E in quali orari? E cosa rispondere alla signora che sul sito del Ministero ha trovato che gli scavi di Monte Sannace a Gioia del Colle risultano tra i siti aperti e gratuiti per Pasqua e Pasquetta, mentre un rigo più sotto c’è scritto che la chiusura è prevista il lunedì? Altra incertezza: Pasquetta è sempre lunedì o si è cambiata l’abitudine?

In realtà il Mibact ha specificato che saranno aperti e gratuiti i musei statali e quindi in Puglia (consultare lo stesso sito) porte aperte nei castelli, nei Musei Archeologici - a proposito, quello di Bari speriamo di rivederlo presto! - e nelle Pinacoteche pubbliche. Ma sono a pagamento le mostre private, alcuni siti e gallerie. La scelta è più che ampia e si va, per quanto riguarda i pugliesi, dai vari Archeologici fino a Castel del Monte, dai musei civici a quelli comunali, dai castelli di Bari, Trani, fino a Palazzo Simi, Sinesi e tantissimi altri. Per non parlare di Matera Capitale, con sette siti aperti e gratuiti, non moltissimi per la verità ma decisamente interessanti per chi si sposti dalla Puglia.

«Promuovere il turismo»: è una delle frasi più citate dalle campagne elettorali, forse quanto «reddito» e «cittadinanza»... e da tempo la Puglia si gioca questa carta che non dovrebbe mai navigare nell’incertezza, qui, dove abbiamo paesaggi e arte che ormai nessuno oserebbe dichiarare inferiori a quelli di altre zone d’Italia. Un in-canto che canta da solo e che parla da un decennio ai tanti stranieri che ormai hanno scoperto la nostra terra.

Avremmo voglia di qualcosa di più certo anche in questo ambito e a volte spiace ascoltare storie di luoghi affollati e mal serviti o di siti aperti e sguarniti di servizi. Ma la strada da compiere è lunga. Ad esempio, va riconosciuto che la «lotteria» dei luoghi da visitare sembra fatta sempre dagli stessi numeri. Provate a parlare con chi viene da fuori Puglia: ma possibile che si promuovano sempre le stesse mete? Buona idea per diversificare è ad esempio quella che sta per nascere con l’obiettivo di rivitalizzare destinazioni turistiche meno conosciute, che spesso restano - con i loro musei e beni artistici - dimenticate dai circuiti del turismo. La Regione Puglia includerà questi luoghi in un progetto di itinerari transfrontalieri, inserendoli in circuito adriatico che a noi potrà dare solo benefici.

Sì perché quello che si deve finalmente far trionfare è la sinergia, parola sconosciuta nella nostra terra in cui lo spirito levantino dell’orgoglio personale finisce per far coltivare il proprio piccolo «orto» a discapito del «giardino» comune. Un vecchio male dal quale stentiamo a guarire (questa sì che è una certezza) ma che per fortuna sta mettendo radici pian pianino, anche con la nascita di iniziative turistiche itineranti come i Cammini, così di moda, così capaci di legare luoghi e persone diverse.
Serve una «rete», come si usa dire oggi. Una parentela, come si diceva un tempo. «Rete» dalle maglie così intricate e così assente, nonostante la potenza della grande rete di internet, che sarebbe capace invece di dare tanti benefici. L’altra sera, giovedì santo, tutti a mettere sui social il Sepolcro appena visitato, tutti a dare un «mi piace». Ma che chiesa è questa? «Non lo so». E così non mi piace. Auguriamoci più buon senso.

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