Domenica 24 Marzo 2019 | 12:13

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 

Il Biancorosso

L'ALLENATORE
Bari, le scelte di mister Cornacchini"Palmese difesa forte e ben organizzata"

Bari, le scelte di mister Cornacchini
"Palmese difesa forte e ben organizzata"

 

NEWS DALLE PROVINCE

MateraDroga
Coltivava marijuana in casa: arrestato 40enne nel Materano

Coltivava marijuana in casa: arrestato 40enne nel Materano

 
HomeIl siderurgico
Ex Ilva, Fim a Regione Puglia: «Avviare corsi per lavoratori in cassa integrazione»

Ex Ilva, Fim a Regione Puglia: «Avviare corsi per lavoratori in cassa integrazione»

 
LecceLa visita
Patto Cnr-Eni sulla ricerca: il premier Conte in visita a Lecce

Patto Cnr-Eni sulla ricerca: il premier Conte a Lecce incontra anche olivicoltori

 
FoggiaOccupazione
Foggia, i Centri per l’impiego si allargano

Foggia, i Centri per l’impiego si allargano

 
BrindisiIl caso
Cimitero privatizzato a Ceglie Messapica, la Lega: «È una cosa sospetta»

Cimitero privatizzato a Ceglie Messapica, la Lega: «È una cosa sospetta»

 
BatIl caso
Canosa, «Datemi i soldi per la droga» e minaccia gli anziani genitori: arrestato

Canosa, «Datemi i soldi per la droga» e minaccia gli anziani genitori: arrestato

 
Altre notizie HomeTra sacro e profano
Sannicandro di Bari, ecco i pentoloni di ceci per festeggiare San Giuseppe

Sannicandro di Bari, ecco i pentoloni di ceci per festeggiare San Giuseppe

 
HomeVoto day
Elezioni regionali in Basilicata, urne aperte: si vota dalle 7 alle 23

Elezioni regionali in Basilicata, urne aperte: si vota dalle 7 alle 23

 

Tre mosse per contenere
il grave danno della xylella

Xylella, non ripartono  i monitoraggi nei campi

Se il batterio arriva in provincia di Bari sarà un disastro, dice un tecnico. Tra Bari e Foggia operano i campioni dell’agroalimentare pugliese, sempre più proiettati nell’export di prodotti di qualità. L’olio al primo posto, simbolo della regione. Il batterio darebbe un colpo mortale con conseguenze devastanti. Un imprenditore olivicolo originario di Ruffano nel Salento, Pizzolante, trapiantato a Bari dove ha investito i suoi risparmi di una vita da manager industriale, affonda il dito nella piaga: «Voi – sostiene rivolto agli scienziati – chiedete a noi imprenditori di fare azione di contenimento della diffusione di Xylella fastidiosa, ma sapete quanto ci costa questo tentativo? Negli ultimi due anni ho investito più di 100mila euro per tentare una difesa degli alberi. Vi sembra che possiamo resistere?».

Nella sala dell’Accademia delle Scienze di Villa La Rocca a Bari, nel cuore del Campus universitario, i 10 ricercatori baresi più impegnati a livello internazionale per una risposta efficace all’aggressione di Xylella fastidiosa, varietà Pauca, hanno appena presentato il frutto del loro lavoro scientifico. La sala è completamente occupata in ogni posto, molte persone sono rimaste fuori. C’è tensione perché le notizie che provengono dai tecnici del monitoraggio sulla corsa verso Nord del batterio sono veramente preoccupanti. Ogni speranza di confinare l’epidemia nel Basso Salento è venuta meno. I focolai si condensano e si moltiplicano. Cisternino è già la porta del Barese. Eppure, la ricerca ha fatto un grande balzo in avanti, grazie proprio al lavoro dei gruppi pugliesi e al raccordo con una quarantina di centri scientifici nei diversi continenti. Ma la sfida è soprattutto confinata nei laboratori e tra gli imprenditori più dinamici. Troppo poco per dare coraggio a tutti coloro che operano in campagna nelle aziende frammentate.

Nell’Accademia è custodita una biblioteca con libri unici sulla ricerca medica, sulle patologie umane e sull’evoluzione delle tecniche chirurgiche. Un libro del Seicento descrive un’epidemia di peste. Un tesoro di conoscenze e competenze, ristretto però al piccolo mondo dei medici e degli scienziati. L’impressione è che a distanza di secoli, malgrado la diffusione rivoluzionaria degli strumenti tecnologici della comunicazione, la condizione umana nei confronti delle conoscenze scientifiche sia cambiata di poco. Anzi, lo scetticismo delle persone comuni sembra addirittura cresciuto via via che le conquiste scientifiche si sono accumulate.

Ma proprio quando le difficoltà alzano i loro muri è possibile trasformare i problemi in opportunità. Se ancora non siamo nelle condizioni di debellare il batterio venuto dal Costarica possiamo però rendergli la vita più difficile, isolarlo e dargli colpi mortali con azioni mirate di tipo agronomico e con azioni suggerite dalle nuove conoscenze scientifiche.
Ad ascoltare i ricercatori (da Giovanni Martelli, il decano dei fitopatologi baresi a Maria Saponari, fresca di riconoscimenti per le sue ricerche sul batterio insieme al gruppo di Donato Boscia al Cnr di Bari, da Pier Federico La Notte all’entomologo Francesco Porcelli) il presidente del consiglio regionale Loizzo. Una novità di rilievo perché finora i rapporti tra scienza e politica in Puglia non sono stati facili. Anzi, molti sbandamenti della classe politica hanno prodotti danni gravi alla lotta contro l’epidemia. Esponenti della politica, vecchia e nuova, si sono rifugiati nel complottismo e hanno fatto di tutto per screditare il lavoro scientifico. Un disastro ancora non assorbito nelle periferie delle province.
L’obiettivo nuovo è definire un’alleanza operativa in grado di produrre azioni più efficaci. Risuona l’allarme dell’ulteriore diffusione del batterio. Tre i punti di una possibile offensiva contro la malattia.

Primo, il via libera al reimpianto delle varietà più resistenti (Leccino ed Fs17 frantoio) nelle aree ormai infestate dal batterio. Un risultato ottenuto grazie all’intesa e alla ricerca sul campo e nei laboratori tra un gruppo di coltivatori del Salento e gli scienziati baresi. Una rete virtuosa che può diventare un modello operativo con altre azioni. Controllo dei sintomi, lievi nelle due varietà rispetto a quelli devastanti del disseccamento di Ogliarola e Cellina, e riscontri di laboratori hanno dato risultati significativi. Oggi sappiamo che il Leccino infettato ha una carica batterica 100 volte inferiore rispetto all’Ogliarola e che Fs17 resiste in modo ancora più efficace. Sappiamo che innesti di 10 anni fa di Leccino su branche di Ogliarola hanno determinato una differente risposta al batterio: la parte dell’albero interessata all’innesto è produttiva, la parte rimasta con i geni dell’Ogliarola disseccata. I ricercatori hanno lavorato e sequenziato il genoma delle varietà e così sappiamo molto di più su geni e altre sostanze che influenzano e determinano il comportamento delle piante colpite dalla malattia. Lo stesso lavoro in campo e in laboratorio si sta facendo con l’esame di una quarantina di semenzali selvatici che sembrano resistere all’aggressività del patogeno. Buoni risultati, infine, stanno dando gli innesti su alberi infettati. Non tutto è perduto.
Dice Eugenio Scandale, dell’Accademia: il nostro obiettivo primario è «comunicare la scienza». Fare in modo che cresca il livello di consapevolezza di ogni cittadino contribuendo ad elevare le capacità critiche e la stessa risposta al batterio.

L’Accademia di Bari è una delle 13 riconosciute in Italia con alla testa l’Accademia dei Lincei. Ciascuna può vantare una sua specializzazione. Bari può consolidare così il riferimento internazionale della ricerca sulla Xylella fastidiosa.
Questa seconda azione è di grande rilievo. Comunicare la scienza non significa diffondere un nuovo verbo ideologico. La vera conoscenza è alimentata dalla prudenza e dalla confutazione. Il metodo è quello utilizzato da un esperto come Enrico Bucci che via skype ha contestato le conclusioni di un lavoro del professore Marco Scortichini sull’efficacia di un agrofarmaco di produzione israeliana. Bucci ha rilevato una serie di contraddizioni nella ricerca sui gruppi di alberi oggetto di trattamento con l’agrofarmaco, o semplice concime come dicono molti agricoltori sui social. Ogni lavoro scientifico può e deve essere contestato rispettando però le procedure proprie della scienza.

Il terzo obiettivo, forse il più atteso, è quello di definire un quadro normativo regionale con azioni prevedibili e stabili del potere politico, con un regime di aiuti snello e trasparente in grado di ridare entusiasmo agli imprenditori innovativi e riconosciuti dal mercato. Loizzo ha ascoltato e ha espresso parole di sostegno al lavoro degli scienziati. Il tempo, malgrado la grave emergenza, è paradossalmente propizio: alcuni dei nuovi politici hanno cambiato idea e non credono più alle scie chimiche che hanno portato Xylella dal cielo o agli untori per conto delle multinazionali; gli stessi agricoltori disorientati via via hanno conquistato idee più razionali grazie alla dura esperienza nella campagna. La polemica sulle eradicazioni è meno virulenta. Ma il tempo propizio passa in fretta se non viene utilizzato bene. La procedura di infrazione da parte dell’Ue pende ancora come minaccia. In questo caso la Puglia rischierebbe la beffa oltre al gravissimo danno. Una brutta figura che ci darebbe il colpo di grazia. Una sconfitta di vecchie e nuove classi dirigenti incapaci di promuovere iniziative e speranza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400