Mercoledì 20 Marzo 2019 | 14:41

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Finanzia i pellegrini
di San Nicola, ma è
nella lista nera Usa

GurieV San nicola

«Quest’arca è uguale al cielo, entra servo buono e fedele, e prega per te e per il popolo». È l’iscrizione sul ciborio di San Nicola che accoglie ogni anno migliaia di fedeli e turisti a Bari. Chissà se il «santo ombrello» sarà efficace anche per Andrej Guriev, il mecenate numero uno della Basilica, finito in una «lista nera» del Dipartimento del Tesoro americano che ha schedato politici e oligarchi russi perché «troppo amici» del presidente Putin. Un elenco di «indesiderabili», nato nel ciclone dell'inchiesta del «Russiagate» (le presunte interferenze di Mosca nelle elezioni che hanno portato Trump alla Casa Bianca) e che potrebbe far scattare sanzioni nei confronti degli «oligarchi» che fanno parte della corte dello «zar».

E lo «zar» Putin è ora a sua volta in campagna elettorale, giacché punta ad essere riconfermato alla guida di Santa Madre Russia alle prossime elezioni del 18 marzo, fra proteste e arresti che stanno costellando queste giornate.
Ma torniamo a San Nicola. Sbattuto dagli analisti d'oltreoceano al 29° posto degli industriali «cattivi» (al primo troviamo Abramovich, patron del Chelsea), almeno per noi baresi il signor Andrej Guriev di Mosca (57 anni e due figli) non è solamente un «fedelissimo» ortodosso della Chiesa Russa, grande amico non solo del presidente ma anche del Patriarca Kirill, ma anche e forse soprattutto un mecenate che in San Nicola crede in maniera così fervente tanto da sborsare ogni anno fior di rubli per pellegrinaggi e altro.

Anche gli ortodossi venerano San Nicola a Bari due volte all'anno, in dicembre e a maggio, ma in date diverse dal Calendario Gregoriano. E Guriev in entrambe le occasioni viene qui in visita pagando voli charter, vitto e alloggio a centinaia di fedeli dell'Est, religiosi compresi, per venerare le spoglie del Vescovo di Myra in Basilica e in cripta, accompagnati da un servizio di sicurezza privato.
Produce fertilizzanti per la terra (la sua «Phosagro» è un impero) e spende per il Cielo il miliardario amico di Putin, che ha firmato un assegno da 200mila euro per far trasportare a Roma il grande altare d'argento della Basilica (donazione nel 1319 dello zar di Serbia Uroš II Milutin e rifatto nel 1684 da due artisti napoletani), fargli levare la patina del tempo e restituirlo scintillante alla Basilica.

Una spesa tutto sommato non catastrofica, rispetto ad un patrimonio stimato da «Forbes» in 4 «bilioni» e mezzo di dollari (un bilione equivale a mille miliardi) e che nel portafogli degli immobili annovera in Gran Bretagna Witanhurst ad Highgate, la residenza più grande del Regno Unito dopo Buckingham Palace (sede della famiglia reale). Così come per lui sarà stato un punto d'onore, e di gran fede, finanziare il trasporto aereo per il ritorno a Bari della storica reliquia di San Nicola (il frammento di una costola) dalla Russia, dov'è stata venerata per due mesi da oltre due milioni di fedeli. Una reliquia sulla quale ha pregato anche Putin il 24 maggio scorso, lo stesso giorno dell'incontro in Vaticano fra Trump (quotato «solamente a 3,1 bilioni di dollari sempre da «Forbes») e un papa Francesco dal volto non particolarmente entusiasta, con una Melania vestita in stile «Madonna del Carmelo».

Proprio per volontà del pontefice argentino, dopo la richiesta di Kirill a Cuba due anni fa, la Basilica di Bari ha organizzato il prelievo della reliquia di San Nicola e lo storico prestito nelle cattedrali di Mosca e San Pietroburgo.
Già, l'Argentina... Pochi giorni dopo aver partecipato al vertice economico internazionale di Davos (dal 23 al 26 gennaio scorso) il «nostro» Guriev si è precipitato con una delegazione ufficiale russa a Buenos Aires, incassando dal presidente Mauricio Macri e dal suo ministro dell'Agricoltura un caloroso benvenuto ai suoi fertilizzanti, che nel Paese di Papa Bergoglio non risultano in commercio.
Evidentemente, «oltre il giardino» della Casa Bianca (famoso il film con Peter Sellers del 1979), esistono altri mondi, con buona pace del Dipartimento del Tesoro a stelle & strisce e con la «benedizione» di San Nicola.
«... entra servo buono e fedele, e prega per te e per il popolo».

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