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Stop al gas radon
chi non si adegua è perduto

Stop al gas radon  chi non si adegua è perduto
di Mimmo Giotta
La sicurezza sui luoghi di lavoro costa denaro e burocrazia. Gli adempimenti infiniti per garantire sicurezza agli utenti non finiscono mai. Pochi sanno che l’ultimo di questi, ovvero la misurazione semestrale del gas radon, entrerà in vigore il 3 febbraio 2018 ,entro quella data bisognerà attrezzarsi per evitare sanzioni o addirittura la chiusura dell’attività.
I costi saranno notevoli per tutti, con particolare riferimento ai locali seminterrati e al primo piano, con esclusione di quelli inferiori a 20 metri quadri. Non potranno essere eseguiti dai datori di lavoro, ma richiederanno l’intervento di un tecnico esperto in radioprotezione. 20 euro a dosimetro ogni 100 metri quadri di superfice, due misurazioni ogni anno, invio dei dati e burocrazia aggraveranno i costi aziendali di oltre 200 euro. L’uso di estrattori potrebbe favorire il ritorno alla normalità così come un’adeguata ventilazione è sempre consigliabile per evitare alte concentrazioni del gas.
Qualora all’esito delle misurazioni previste, il livello di concentrazione dovesse risultare superiore al limite fissato di 300 βq/mc, la nuova normativa impone altre incombenze. Il proprietario dell’immobile dovrebbe presentare al Comune interessato, entro e non oltre sessanta giorni, un piano di risanamento. Il piano è approvato dal comune entro e non oltre sessanta giorni dalla sua presentazione, previa richiesta di esame e parere alla ASL competente. Terminati i lavori previsti dal piano di risanamento, il proprietario dell’immobile effettuerà le nuove misurazioni di concentrazione di gas radon su base annuale e dichiarerà al comune, sotto la responsabilità di un tecnico abilitato alle misurazioni di attività radon, il rispetto dei limiti previsti dalla nuova legge.
Le attività di monitoraggio, della durata di un anno, devono essere compiute, a pena di sospensione della certificazione di agibilità, ogni cinque anni dall’ultimo monitoraggio. In tutti gli edifici di nuova costruzione la concentrazione di attività di gas Radon in tutti i locali dell'immobile non può superare i 300 Bq/mc. Dal rispetto di tale limite dipende il rilascio della certificazione di agibilità. Per gli edifici esistenti, eccezion fatta per gli edifici residenziali, il valore da non superare in tutti i locali è quello di 300 Bq/m come media annuale. Gli esercenti delle attività interessate, incluse le scuole (anche asili nido e materne), sono quindi obbligati  ad avviare le misurazioni per il primo semestre al più presto . Una volta completate le misure, gli esiti dovranno essere trasmessi al Comune di appartenenza e all'ARPA entro un mese. La fonte principale del Radon è il sottosuolo, ma anche l’acqua e i materiali da costruzione come tufo e graniti sono buoni conduttori di questo gas. Prima di decadere il radon rimane attvo per un tempo sufficientemente lungo che gli consente di essere trasportato, in quanto gas, dai flussi di aria presenti nei suoli, anche a distanze notevoli, fino anche ad alcune centinaia di metri.
PERICOLI - Il territorio carsico della Puglia, costituito da una rete sotterranea di diffusione, permette al Radon di essere prodotto e trasportato per grandi distanze, ed essere liberato all’esterno grazie a numerose faglie che gli permettono di raggiungere le nostre abitazioni ed i nostri ambienti di lavoro. Il Gargano, le Murge e il Salento le zone più a rischio. Essendo potenzialmente cancerogeno, se inalato può causare tumore.
Le statistiche ci dicono che in alta concentrazione, è la seconda causa di tumore al polmone dopo quella delle sigarette. Per l’attuazione di una legge giusta ci potrebbero essere enormi speculazioni, dovute alla non conoscenza della materia da parte degli utenti, acuita dalla mancanza di tempo per documentarsi e alla fiducia riposta nel conoscente di turno per risolvere velocemente la questione.
La norma, che parte dall’Unione Europea e che la Regione Puglia ha dovuto approvare, sta provocando la protesta di molti imprenditori che si sentono truffati anche da una serie di studi professionali che stanno approfittando di questa nuova legge per imporre prezzi esorbitanti. Il controllo di questo tipo di gas dovrebbe essere fatto dall’Arpa, l’agenzia regionale per la verifica della qualità dell’aria. In tanti pensano alla disobbedienza civile. A questo proposito per calmierare i prezzi l’Enea ha fissato in 41,80 euro a stanza il costo di ogni valutazione.
Bisogna affrettarsi per evitare problemi. Imprenditori e enti locali devono avviare le misurazioni, soprattutto nei luoghi pubblici come scuole e ospedali, ma anche evitare speculazioni per una legge che evita rischi. L’ambiente in cui viviamo con il quale abbiamo imparato a convivere pieno di rischi. In questo caso l’attitudine corretta sarebbe quella di non preoccuparci di piccole dosi di radiazioni oltre il fondo naturale, ma controllarle non farebbe male, così come è opportuno vigilare sulle speculazioni e l’aumento dei prezzi dei controlli in prossimità della scadenza della legge. Il radon è sempre esistito. Intere generazioni vi hanno convissuto per molto tempo. Non se ne conosceva la pericolosità e quindi la necessità di tenerlo sotto controllo. Oggi oltre che attenersi alla normativa è opportuno fare lo stesso per evitare alte concentrazioni di radon e nello stesso tempo controllare chi specula a danno dell’economia.
L’obbligo di certificare i livelli di gas radon nelle attività commerciali ed artigianali, per lo scarso livello di informazione della regione e dei comuni sul rischio reale, potrebbe portare alla chiusura di molte attività. E’ importante comunicare per tempo i nuovi obblighi e possibilmente agevolare le piccole e medie imprese creando le condizioni politiche per far fronte ad una spesa che non può essere tutta a carico delle imprese in un periodo di crisi che attanaglia il settore commerciale e artigianale, ma che deve essere controllata per evitare le speculazioni che la mancanza di informazione porta con sé.

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