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Il Papa a Cuba e negli Usa sarà il viaggio più lungo

di Michele Partipilo
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Oggi papa Francesco parte per il suo viaggio più lungo, non solo per la durata, ma anche per l’esposizione mediatica e la quantità di temi che dovrà affrontare. Andrà a Cuba e in alcune città degli Stati Uniti. Un viaggio importante, certamente di svolta per il suo pontificato e, forse, per lo stesso futuro della Chiesa. Ci saranno anche momenti di grande suggestione, come per esempio la celebrazione della messa sulla piazza centrale dell’Avana con alle spalle la gigantesca immagine del «Che», oppure il discorso al Congresso americano - la prima volta di un Pontefice - o, ancora l’intervento all’Assemblea delle Nazioni unite.

L’attesa per l’arrivo di Bergoglio è grande, soprattutto a Cuba, tappa aggiunta all’ultimo momento, dopo che erano andate in porto le lunghe trattative, di cui il Vaticano è stato protagonista indiscusso, per la ripresa dei rapporti fra il regime castrista e gli Stati Uniti. Il Papa ha già anticipato che chiederà un allentamento dell’embargo Usa che oggi appare anacronistico, anche alla luce dei nuovi equilibri mondiali. Obama sembra non voglia deluderlo e già ieri ha anticipato una serie di misure che vanno proprio nella direzione di una normalizzazione dei rapporti, favorendo l’arrivo sull’isola di imprese americane e concedendo notevoli facilitazioni per il turismo. Sarà con ogni probabilità il regalo più apprezzato dal papa argentino.

Ma è probabile che agli Usa Bergoglio chieda qualcosa anche in tema di rispetto dell’ambiente. La sua enciclica Laudato si’ ha avuto un forte impatto sulla Casa Bianca che ha annunciato una serie di riforme - sgradite alle lobby industriali - per attenuare l’inquinamento e rallentare il riscaldamento globale. Non è un caso se da alcuni esponenti del Congresso Francesco viene definito come un «papa socialista».

Ma negli Usa si tornerà a parlare di problemi etici e della famiglia, alla luce della situazione americana dove divorziare e risposarsi è prassi molto comune, ma dove è anche molto diffuso un radicalismo cattolico che non vede di buon occhio le aperture di Bergoglio su questi temi. Parlando a Filadelfia davanti ai 400 vescovi statunitensi e ai partecipanti all’Incontro mondiale delle famiglie avrà modo di toccare con mano non solo i problemi che oggi mandano in frantumi i matrimoni, ma anche le reazioni alle novità che potrebbe introdurre il prossimo Sinodo in tema di sacramenti ai divorziati.

A New York Francesco visiterà «Ground Zero», il memoriale che ricorda le vittime dell’11 settembre propriò là dove sorgevano le Torri gemelle. Un’occasione per affrontare un altro tema delicato come quello dei rapporti con l’Islam e il rischio di atti terroristici. Più volte sono comparsi in Internet messaggi riconducibili all’Isis in cui si minacciavano attentati in Vaticano, corredati da immagini di Roma con le bandiere nere dello Stato islamico issate su San Pietro. Propaganda, certo, ma con qualche fondo di verità viste le misure di sicurezza rafforzate e vista l’imminente apertura di quel Giubileo straordinario fortemente voluto da papa Francesco per celebrare i 50 anni dalla fine del Concilio Vaticano II, una ricorrenza insolita per indire un Anno Santo.

Nel discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in occasione dei 70 anni dell’organismo internazionale, sarà affrontato il tema dei migranti, oggi grande emergenza internazionale che rischia di mettere in crisi i bilanci di singoli Paesi ma anche la tenuta di realtà politiche ed economiche come l’Unione europea. A papa Francesco non piacciono le chiusure, i tentativi di alzare nuovi muri, l’indifferenza di fronte alle sofferenze di gente in fuga dalla fame e dalle guerre. È partito proprio da lui, nel momento forse più acuto della crisi, l’appello ad aprire le frontiere e ad accogliere i profughi: una famiglia per parrocchia, ha chiesto. E ha dato per primo l’esempio ospitando in Vaticano - ieri è arrivato il primo - due nuclei familiari.

Sono temi di grande impatto sociale e mediatico, per cui c’è da scommettere che il viaggio avrà larga risonanza. Sarà un susseguirsi di parole e di gesti con cui il Papa venuto dall’altra parte del mondo cerca di scuotere una Chiesa un po’ assopita, dimenticando talvolta che improvvise accelerazioni su argomenti che incidono fortemente sulle coscienze delle persone hanno bisogno di tempo per essere comprese e raggiungere un equilibrio con il patrimonio di fede e di conoscenze che ciascuno possiede.

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