Martedì 26 Marzo 2019 | 01:47

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Iniziato l’anno scolastico in Puglia con 5000 alunni in meno e la giostra delle supplenze ancora in piedi, si lavora febbrilmente per completare l’iter della Buona Scuola. Nessun problema, assicura Anna Cammalleri, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, solo due o tre scuole con doppio turno, qualche problema con il personale Ata, ma tutto procede regolarmente, malgrado la complessità delle procedure e tanta fatica dei dipendenti.

Le prime decisioni delle Buona Scuola sono già arrivate in periferia. Triplicati i fondi per la gestione ordinaria delle scuole (in Puglia il 75% in più dello scorso anno), assicurati ad ottobre agli insegnanti in busta paga 500 euro netti per l’aggiornamento, si pensa all’assunzione di 55000 docenti della Fase C . In Puglia si è già provveduto ad elaborare il rapporto alunni e distribuzione dei posti. Saranno gli istituti superiori ad avere il maggior numero di docenti. Al Ministero si spera di concludere tutto entro la fine di novembre e di poter partire con il concorso per 60000 posti a dicembre. Sono in arrivo poi 40 milioni per formare i docenti sui social network e sulle lingue.

Dal 21 settembre al 5 ottobre dunque i collegi dei docenti si riuniranno per approvare il PTOF (Piano triennale di offerta formativa), individuare i posti del potenziamento ripartiti fra le classi di concorso in base al fabbisogno di docenti, inclusi i collaboratori del dirigente scolastico nonché il fabbisogno di attrezzature e infrastrutture materiali. Saranno poi gli uffici scolastici regionali, tenendo conto delle graduatorie, a riequilibrare le richieste e ad assicurare il ruolo a tutti quelli che ne hanno diritto.

La richiesta delle scuole dovrà avvenire non per classi di concorso ma per le 17 aree disciplinari. Il 5 ottobre dunque il PTOF dovrà essere sottoposto all'approvazione del Consiglio di circolo/istituto con l’indicazione dei posti dell'organico dell'autonomia e degli insegnamenti potenziati. Le scuole secondarie di II grado dovranno deliberare sui percorsi di alternanza scuola-lavoro (400 ore negli istituti tecnici e 200 nei licei) che si svolgeranno a partire dalle terze classi. Il Ministero è già pronto a dare indicazioni precise anche perché l’alternanza scuola lavoro di ogni alunno sarà valutata all'Esame di Stato. I percorsi sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità della scuola rispettando lo sviluppo personale, culturale e professionale degli studenti in relazione alla loro età. Previsto un tutor scolastico e un tutor aziendale.

Purtroppo mancano le indicazioni sui requisiti formativi delle imprese e dei tutor aziendali. L’unico “requisito” richiesto alle aziende interessate all’alternanza è quello di fare erogazioni liberali per l’occupabilità sulle quali sono previsti forti crediti di imposta. Rimane la norma sull’alternanza durante i periodi di sospensione dell’attività didattica che porta a prestazioni lavorative gratuite degli studenti in nome dei percorsi educativi. Da considerare poi che il Jobs Act interviene su materie prettamente scolastiche. L’età di accesso per l’apprendistato per gli studenti che vogliono conseguire il diploma di secondo grado scende di fatto di due anni rispetto a quanto previsto dal DL 104/13. Ragazzi che non hanno ancora compiuto i quindici anni potremmo ritrovarceli sui luoghi di lavoro. La Flc CGIL è molto preoccupata anche perché è previsto un forte finanziamento per i prossimi due anni di una sperimentazione nazionale perché così si autorizza l’appalto di un pezzo della scuola secondaria di II grado al Ministero del Lavoro. Per chi non troverà posto tra i 4040 assunti della fase C della Buona Scuola, ancora una volta quest’anno ci dovrebbe essere Diritti a Scuola, 25 milioni già stanziati dalla Regione che potranno fornire lavoro a 1700 docenti delle graduatorie ad esaurimento e di quelle di istituto. Non ci sarà stipendio estivo e punteggio, ma servirà ad alleviare la situazione di precariato. Manca l’intesa con il Ministero che dovrà specificare da quale elenco saranno presi i docenti, ma in Regione contano di portare avanti il progetto, malgrado le difficoltà di comunicazione con il Presidente Emiliano.

Diritti a Scuola: un esperimento riuscito e premiato. Nato per far fronte ai tagli del Ministro Gelmini, ha fornito l’occasione per attività complementari in ogni ordine di scuola. Matematica, italiano, lingue: queste le materie. I sindacati sono sul piede di guerra. A loro dire c’è un malcontento generalizzato da parte del personale scolastico e chiedono che la riforma sia modificata in molte parti, ad iniziare dal merito per poi continuare con l’eccesso di deleghe al Governo. Il 24 ottobre sarà la giornata di mobilitazione generale . “Non puntiamo a tutti i costi a un autunno caldo, ci auguriamo, invece, che il Governo apra un confronto serio per risparmiare alle scuole gli aspetti più deleteri  della legge 107”, fanno sapere i leader sindacali, che si sono riuniti a Roma per fare il punto della situazione, definendo anche un calendario delle iniziative. “Un inizio di anno scolastico che ci vedrà costantemente impegnati nell’informare, proporre, rivendicare cambiamenti su diversi punti di una legge che coinvolgerà i dirigenti scolastici. Un atteggiamento costruttivo che il Ministero dovrebbe apprezzare, anche perché sono in tanti ad aver firmato il referendum per l’abolizione della Buona Scuola, mentre il pericolo di una bocciatura da parte della Corte Costituzionale non è scongiurato.

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