Sabato 23 Marzo 2019 | 18:07

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È proprio vero che nell’oscurità le parole pesano il doppio. Viviamo tempi oscuri, in cui qualche islamico radicale fa strage di disegnatori di vignette. Viviamo tempi oscuri, in cui il dito accusatore puntato sulle ragazze volate in Siria e rapite, offende la loro giovane età e il loro essere donne. Il buio delle coscienze è talmente fitto, che Papa Bergoglio decide di illuminarlo con le parole, quelle parole che saggiamente Freud considerava «magiche». Altro che discorsi a braccio, altro che gaffe. Papa Francesco nel bagno di folla delle Filippine ha lanciato in questi ultimi tragici giorni, parole decisamente non casuali: prima la battuta del «pugno» contro chi offende (piaciuta tanto ai preti di strada e molto meno agli ortodossi della fede); poi, ieri, ha fatto il suo discorso da Feminist Pope.

«Le donne - ha affermato - hanno molto da dirci nella società di oggi, tante volte noi siamo maschilisti, ma una donna è capace di vedere le cose con occhio distinto, con differente sguardo, le donne sono capaci di porre questioni che noi uomini non siamo capaci di capire, hanno più attenzione, si fanno domande». Parole semplici, che fanno da contraltare all’abisso che spesso ci divide. Quel «tante volte noi siamo maschilisti» è un’affermazione leggera e pesante al tempo stesso, capace di volare da Manila, dove è stata pronunciata, al mondo intero della sfiducia, della catastrofica incapacità di aggiornare le mentalità. È questo il cammino che Francesco sta proponendo. Sta scardinando le istituzioni laiche e non laiche, sta entrando nel pensiero comune.

Davanti ad un oceano di filippini ha parlato di integrità morale (anche questa è lotta contro il costume sociale della corruzione, no?) e poi di cura dell’ambiente e dei poveri. Altri temi che fanno parte della vita comune, dello strapotere del cemento e della ricchezza su tutto il resto. E allora? Parla a braccio il Papa? Gli «scappano» affermazioni? In poche ore ha sottolineato alcuni dei nostri mali più comuni, offrendo spunti di riflessione al mondo cattolico e laico, all’insieme delle persone che - appunto, tutte insieme - sono la vera Chiesa. Volti, storie, culture, che spesso tendono verso l’e gemonia, verso l’anelito del comando che colpisce indistintamente credenti e non, buoni e cattivi (se davvero questa differenza esiste).

Ecco il femminismo del Papa, che così diventa sociale, ecumenico, culturale. Le menti bloccate, la saggezza svenduta nel nome del predominio crollano di fronte a queste parole. Altro collegamento non casuale è a ciò che Papa Francesco ha detto ai giovani, esortandoli alla saggezza e alla conoscenza, «ma non solo attraverso i computer, perché lì ci sono tutte le risposte ma nessuna sorpresa». Un invito a sorprenderci che è ben lontano dal déjà-vu depressivo in cui versa spesso chi non vuole aprire i propri orizzonti. E solo gli orizzonti cupi creano piccole idee per piccoli uomini: il segreto è non aver paura di un raggio di sole.

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