Martedì 26 Marzo 2019 | 03:45

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaQuote rosa
Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

 
TarantoInquinamento ex Ilva
Il Comune di Taranto discute di ambiente: presente Emiliano

Il Comune di Taranto discute dell'aumento della diossina: presente Emiliano

 
LecceLa protesta
Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

 
HomeIl caso
Bari, acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

Gioia del Colle, beve al bar acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

 
HomeL'inchiesta
La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

 
BrindisiI funerali
L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

 

I naufragi piatto forte di cinema e letteratura

di Sergio Fortis
I naufragi piatto forte di cinema e letteratura
di SERGIO FORTIS
 

«Il mare non è mai stato amico dell’ uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza» scrisse Joseph Conrad, che s’intendeva dell’argomento per esperienze navali. Questa complicità non è sempre benigna.

«Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza» scrisse Joseph Conrad, che s’intendeva dell’argomento per esperienze navali. Questa complicità non è sempre benigna. Il drammatico naufragio del traghetto «Norman Atlantic» da Patrasso ad Ancona, una tragedia avvenuta al di là delle nostre coste pugliesi,fa coppia con la tragedia di Ravenna, dove affonda il cargo turco «Gobkel» dopo la collisione con la nave mercantile «Lady Aziza» battente bandiera del Belize e diretta a Porto Nogaro. La concomitanza suggerisce quella che Jung definisce «sincronicità». Niente è casuale, tutto scaturisce da un unico Grande Inizio, di cui parlano anche i filosofi Filone l’Ebreo ed Agrippa di Netteshein. In tempi più vicini si sarebbe arrivati al concetto di Big Bang.

Lo stesso rumore che, su scala minore, avvertono i passeggeri di ogni mastodonte del mare quando si verifica un cozzo come quello subito a suo tempo dalla «Costa Concordia», i cui strascichi giudiziari sono in pieno corso, e un anno fa dalla «Sorrento jet» in prossimità delle isole Tremiti. Senza dimenticare le navi gemelle della «Concordia» finite alla deriva o comunque in avaria.

Tutte circostanze che evocano uno degli incubi più temibili: il terrore del naufragio. Che non può non ricondurre a quello del «Titanic», avvenuto il 15 aprile 1912. Lo evocano gli stessi superstiti del disastro del «Norman Atlantic» nelle loro prime dichiarazioni ai media. E c’è un miliardario australiano, Clive Palmer, vuole ricostruire il mastodontico mezzo galleggiante: «Sarà identico in ogni dettaglio al Titanic originario, a cominciare dalle caratteristiche più lussuose, ma avrà anche a bordo le più moderne tecnologie oggi disponibili».

L’affondamento del leggendario transatlantico fu anticipato da un romanzo di Morgan Robertson del 1898. L’autore immaginava un immenso natante dalla stazza di 70.000 tonnellate, lungo 800 piedi, con un carico di 3000 passeggeri. Il nome? Incredibile, ma vero: «Titan». Il transatlantico cozzava contro un iceberg durante la crociera inaugurale, che in inglese viene definita maiden voyage. Le misure erano pressoché identiche a quelle del «Titanic». Non si trattava di preveggenza. Era semplicemente il risultato dall’accorta documentazione dell’autore sulle manifatture navali dell’epoca. Il «Titanic» diviene metafora della catastrofe in Corale alla fine del viaggio, un romanzo del norvegese Eric Fosnes Hansen, scoperto e lanciato da Peter Høeg.

Meno ricordato, l’inabissamento del «Lusitania», nel maggio 1915, dovuto all’attacco di un sottomarino tedesco, per via di un segreto carico di armi. Viene da più indietro invece l’enigma della «Mary Celeste», che transatlantico non era, ma ugualmente costituisce un mito incancellabile dalle memorie marittime. Il 4 dicembre 1872 il tre alberi americano «Dei Gratia» avvista un veliero che avanza a zig-zag 400 miglia a est delle Azzorre. La velatura è parzialmente ammainata e dalla prima nave, non ricevendo risposte ai segnali, salgono sul misterioso vascello il secondo e due uomini. È tutto deserto. Il diario di bordo si ferma al 25 novembre, quando la nave si trovava a 500 miglia marittime dal luogo del ritrovamento. Non rimangono nemmeno le scialuppe. Si apprende la denominazione del veliero, «Mary Celeste», immatricolato nel porto di New York. Nessun indizio sul destino delle persone che si trovavano a bordo. Nel gennaio del 1884 viene pubblicato a Londra La testimonianza di J. Habakuk Jephson, diario fittizio di uno scampato del veliero, a firma di un venticinquenne di nome Arthur Conan Doyle, che sei anni dopo avrebbe dato inizio alle avventure di Sherlock Holmes.

Per quanto le Azzorre siano distanti dal Triangolo delle Bermude, la scomparsa della «Mary Celeste» rimanda diritta a quelle del più famoso, o famigerato, tratto marino della storia. Che a sua volta risente di leggende ormai inestirpabili come quella dell’Olandese volante e del vascello fantasma.

Poi, nel dopoguerra, con l’ennesima risalita della borghesia opulenta e bottegaia, la consuetudine della crociera divenne alternativa di massa ai quidici giorni in pensione tutto compreso. La tragedia dell’«Andrea Doria», nel 1956, fu considerata un unicum da moltitudini che i media dell’orrore permanente non avevano ancora nevrotizzato, narcotizzato ed infine assuefatto. Perfino dinanzi al disastro del «Moby Prince», nel 1991.

È opinabile che il calo del livello di fruizione non si possa collegare a quello della sicurezza. Eppure, la qualità dei viaggi per mare ne ha risentito. Anche perché, con l’avvento dei voli aerei, le navigazioni hanno finito sempre di più per divenire di piacere. In passato avvenivano anche per necessità. Si pensi ai bastimenti carichi di emigranti come quello di Nuovomondo, il film diretto nel 2006 da Emanuele Crialese. Nel XXI secolo questi esodi si consumano in condizioni ancora più difficili e le tragedie del mare segnano un’umanità in fuga da se stessa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400