Sabato 23 Marzo 2019 | 18:26

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 

Il Biancorosso

L'ALLENATORE
Bari, le scelte di mister Cornacchini"Palmese difesa forte e ben organizzata"

Bari, le scelte di mister Cornacchini
"Palmese difesa forte e ben organizzata"

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariPer i 4mila aventi diritto
Bari, il Comune aiuta le famiglie in difficoltà con il «bonus bollette»

Bari, il Comune aiuta le famiglie in difficoltà con il «bonus bollette»

 
HomeA Roma
Operai del siderurgico in marcia per il clima: «Taranto senza Ilva»

Operai del siderurgico in marcia per il clima: «Taranto senza Ilva»

 
FoggiaMaltrattamenti in famiglia
Foggia, picchiava la moglie e le chiedeva soldi per divertirsi al bar: arrestato 34enne

Foggia, picchiava la moglie e le chiedeva soldi per divertirsi al bar: arrestato 34enne

 
LecceNel Basso salento
Incidente tra Casarano e Ugento: giovane motociclista perde la vita

Incidente tra Casarano e Ugento:
giovane motociclista perde la vita

 
GdM.TVTraffico in tilt
Paura a Matera per una valigia abbandonata per strada: intervenuti artificieri

Paura a Matera per una valigia abbandonata per strada: intervenuti artificieri

 
BrindisiGuidava l'auto del padre
I cc lo fermano, rifiuta test antidroga: trovato con hashish

I cc lo fermano, rifiuta test antidroga: trovato con hashish

 
BatParla un imprenditore
Andria, cartelloni pubblicitari non a norma: la denuncia

Andria, cartelloni pubblicitari non a norma: la denuncia

 
PotenzaEnergia e polemiche
Basilicata, un colpo di coda sull’eolico raddoppiata la potenza

Basilicata, un colpo di coda sull’eolico raddoppiata la potenza

 

Pagate pagate il 16 dicembre è arrivato

di Michele Partipilo
Pagate pagate il 16 dicembre è arrivato
Tra un paio di settimane è il 16 dicembre. Una volta avremmo risposto «ecchisenefrega». Purtroppo non è più così: perché entro il 16 dicembre occorre pagare tutte le tasse possibili e immaginabili. Neppure il tempo di prendere la tredicesima che già bisogna versarla e forse neppure basterà. Poi ci saranno le solite statistiche a dire che a Natale c’è stato un altro minimo storico delle vendite, con i commercianti sul lastrico, le imprese che chiudono.

Deve esserci da qualche parte un maleficio oscuro che ci sfugge.

Da anni paghiamo costantemente più tasse, da anni ogni istituzione pubblica lamenta di avere meno soldi a disposizione, da anni la qualità dei servizi peggiora, da anni la povertà è in aumento, da anni le mense della carità sono sempre più affollate. Tutto questo non sembra logicamente possibile. Perché se paghiamo più tasse, i servizi dovrebbero almeno essere garantiti allo stesso modo se non addirittura migliorare.

Il dato inoppugnabile è che gli ultimi governi hanno distrutto quella che era la spina dorsale dell’Italia: la classe media. Prima vista come nemico dall’ideologia, poi vista come pecora da tosare all’infinito, la classe media sta per esalare l’ultimo respiro. Come una candela si sta consumando sotto le rasoiate del fisco, il blocco dei contratti, la paralisi del commercio. Neppure la titanica capacità degli italiani di adattarsi, di reinventarsi continuamente, è capace di evitare la sua l’agonia.

Eppure, se si riuscisse a ridare fiato a quella che una volta si chiamava la borghesia, forse si potrebbe riprendere tutto il paese, piuttosto che aspettare una ripresa che si fa attendere da anni e che ormai ricorda «Aspettando Godot». La ripresa continuano a promettercela tutti: ministri, presidenti, sindacalisti. «La bugia pietosa ai medici è concessa», canta Violetta morente nell’ultimo atto della «Traviata». Solo che per gli italiani non si tratta più di bugie pietose. Ma solo di bugie. Tese unicamente a salvare i governanti e i politici di turno.

Con amarezza dobbiamo dire che per ora la ripresa non c’è e forse non ci sarà neppure nell’anno che bussa alle porte. È inutile prenderci in giro. Ieri la Ue ci ha detto che a marzo riesaminerà il caso Italia. Nell’aria c’è odore di commissariamento da parte di Bruxelles, il che vorrà dire inevitabilmente altre angherie fiscali. Ci sarà qualcuno che si preoccuperà di questo? Quasi certamente no. Perché saranno impegnati nel mercato della politica: a Roma per eleggere il nuovo inquilino del Quirinale, in Puglia e nelle altre regioni per eleggere i nuovi presidenti e consigli. La battaglia sarà asperrima, figurarsi se si potranno dedicare energie per risolvere il problema del lavoro che non c’è o della burocrazia che strangola ogni iniziativa.

Su di noi aleggia già lo spettro di un altro aumento dell’Iva, perché vuoi il calo dei consumi vuoi il calo del prezzo del petrolio, il gettito fiscale sarà ancora inferiore a quanto preventivato e allora occorrerà rimediare in tutta fretta qualche miliarduccio.

Domanda: fino a quando potremo tirare avanti così? Risposta difficile, anzi impossibile. Anche se all’orizzonte si profilano incantatori di serpenti che propongono ricette miracolose. Il mago Grilo ieri ha quasi gettato la spugna. Ora è in ascesa Matteo Salvini per il quale basterebbe uscire dall’euro per fari ripartire l’Italia. Magari fosse così. È facile trovare i capri espiatori negli altri: la Merkel, l’euro, la bolla speculativa, lo spread. Per carità tutti fatti reali, ma guarda caso tutti non determinati dalla classe politica italiana. Della serie: i cattivi sono sempre gli altri.

E invece dovremmo cominciare a guardare un po’ meglio dentro casa nostra, nei sottotetti e nelle cantine dove si consumano patti indicibili sulle teste degli italiani. Dovremmo cominciare a essere un po’ meno superficiali e un po’ più severi con i nostri rappresentanti. Per esempio con tutti coloro che rubano, taglieggiano e speculano alla faccia della collettività. L’altro giorno fior di galantuomini come Gianstefano Frigerio e Primo Greganti hanno patteggiato per il giro di mazzette sugli appalti all’Expo di Milano. Non sono gli unici. Ma guarda caso sono volti noti dai tempi di «Mani pulite». Sono stati condannati e scoperti a suo tempo, ma non sono stati resi innocui. Corrotti e corruttori ci saranno sempre e a qualsiasi latitudine, ma almeno che non siano sempre gli stessi, perché altrimenti vuol dire che non esiste la possibilità che le cose possano cambiare.

Ecco è questa fame di speranza oggi il male profondo dell’Italia e degli italiani. Tutti abbiamo smesso di sognare, di credere nella costruzione di un futuro migliore. Forse era l’utopia che faceva funzionare le ideologie, però era anche l’utopia che faceva muovere un po’ la società. Oggi siamo rassegnati al peggio. Rassegnati a subire. Rassegnati a tacere. Rassegnati a pagare. E a pagare bisogna pure fare in fretta perché il 16 dicembre è già qui.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400