Giovedì 21 Marzo 2019 | 07:13

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Il Sud non è un paradiso abitato solo da diavoli

di Mimmo Sammartino
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Sorpresa. L'Italia è sicura dove meno te l'aspetti. E quando si parla di sicurezza, un conto è la percezione che si ha del contesto, un altro quello che emerge da registri e documenti. A guardare la speciale classifica stilata dal “Sole 24 Ore”, sui reati denunciati dai cittadini – si fa riferimento a furti in casa, borseggi, rapine, truffe e frodi – desta meraviglia che le città del Sud risultino essere ben più sicure delle capitali del Nord. Lo stereotipo sembra essere smentito dalla realtà dei fatti. Il Mezzogiorno, «ostaggio dell'illegalità», emerge invece come spazio meno assediato dalla micro-criminalità rispetto ad altre aree del Paese.

A guardare i reati totali denunciati in Italia nel 2013, in testa alla poco lusinghiera classifica troviamo infatti Milano, Rimini, Bologna, Torino, Roma, Ravenna, Genova e Firenze. Per incrociare Bari e Foggia, bisogna scivolare alle posizioni 27 e 31, Palermo si colloca in postazione 34, Napoli 41, Brindisi 53, Barletta-Andria-Trani 61, Salerno 65, Lecce 69, Taranto 83, Caserta 90, Avellino 102.

La Basilicata felix può vantare, su 106 capoluoghi di provincia esaminati, postazioni di assoluta retroguardia: Potenza si colloca al posto numero 99. Matera al numero 105 in classifica, a suggerire che una città della cultura (è stata eletta capitale europea della cultura per il 2019) non può far rima con illegalità e con paura. Ultima in classifica (posto 106), cioé il posto in cui meno si sono registrati reati, c'è un'altra città del Sud: Benevento.

Sulle singole discipline del malaffare, se così le si può definire, il rapporto fra Nord e Sud non cambia di molto. Il maggior numero dei furti in casa li troviamo ad Asti (più 43,5% rispetto al 2012), Pavia (più 10,9%), Torino (più 20%). Brindisi (posizione 57), Lecce (62), Bari (64), Foggia (77) veleggiano al di sotto di metà classifica. Con, al fondo, Matera in posizione 95, Barletta-Andria-Trani numero 102 e Potenza 105. Chiude al centoseiesimo posto Crotone. Una volta, nei paesi del Sud, la solidarietà si misurava con la possibilità di uscire di casa lasciando l'uscio aperto. Tanto nessuno si permetteva di far danni. A leggere i dati forniti dal “Sole” viene da pensare che qualcosa, di quell'antica condizione di civiltà, possa essere ancora rimasta anche nei tempi di modernità selvaggia.

Non pare cambiare l'antifona neanche sul versante dei borseggi. Le denunce per gli scippi primeggiano, in ordine di classifica, a Rimini, Bologna, Milano, Torino, Venezia, Roma, Genova, Firenze. E persino a Trieste. Per trovare la vituperata Napoli, bisogna scendere al trentaduesimo posto, Bari al quarantatreesimo. Nella latitudine delle borsette tranquille troviamo Foggia (77), Brindisi (81), Matera (85), Taranto (87). Potenza è centesima e, in coda alla classifica, ci sono Ragusa, Nuoro, Caltanissetta, Vibo Valentia, Crotone e (ultima, posizione numero 106) Oristano.

Per le rapine le cose cambiano un poco: con il primato di Napoli, seguita da Milano, Catania e Palermo. Bari si colloca in sesta posizione. Matera e Potenza sono invece assai lontane: la città dei Sassi è novantasettesima, Potenza, ancora più giù, è in postazione 105. In tema di truffe e frodi, infine, primeggia una insospettabile Trieste, seguita da Savona e Napoli. Lecce (34), Foggia (52) e Brindisi (56) si collocano a metà graduatoria. Nella parte più bassa della classifica troviamo Potenza (68), Bari (84), Taranto (91), Matera (99). Con Barletta-Andria-Trani in posizione numero 104.

Questo è lo scenario che i dati ci raffigurano. Nel Sud, dove (soprattutto in alcune aree interne), è ripresa l'emigrazione, sembrano aver deciso di emigrare anche alcuni fenomeni malavitosi che si ritenevano mali endemici, al pari dell’influenza di stagione. Fenomeni connessi a una microcriminalità che, senza ambire alle glorie della mafiosità più repellente e sanguinaria, complica non poco la vita dei cittadini e mina la loro serenità quotidiana. Poi ci si può sempre far inquietare da un dubbio. Il “Sole” prospetta la situazione dei reati denunciati. Non è che al Nord denuncino di più che al Sud? Ma la risposta alla perfida domanda meriterebbe almeno un'altra inchiesta.

Una cosa possiamo dire, modificando la sentenza di Benedetto Croce: il Sud non è un paradiso abitato solo da diavoli. Strada facendo, qualche angelo lo si può sempre incontrare.

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