Domenica 24 Marzo 2019 | 05:37

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Tra l'Inter e Moratti finisce un'era

di Gaetano Campione
Tra l'Inter e Moratti finisce un'era
di GAETANO CAMPIONE

Dici Moratti, dici Inter. La storia della società nerazzurra assomiglia ad una sagra familiare. Da Angelo a Massimo, dal padre al figlio: 31 anni di presidenza in 105 anni, 23 trofei vinti su 39. Si spende e si investe sempre sulla passione calcistica. Un fiume di soldi. Massimo ha superato il miliardo di euro per far rivivere il mito della grande Inter, quella dei mitici anni Sessanta.
Ricordate la litania di una generazione? Sarti, Burgnich, Facchetti.. Lui, l’erede predestinato, seguendo più il cuore della ragione, è riuscito a sostituirla con quella della magica notte di Madrid del 22 maggio 2010. Un'altra Inter, un'altra Champions: Julio Cesar, Maicon, Lucio... Il primo scudetto dell'era Moratti junior arriva nel 2006 per procura federale. La vergogna infinita di Calciopoli spedisce la Juventus in serie B e cancella i vertici del calcio italiano. Milano torna la capitale del pallone del Belpaese. Poi conquista l'Europa. Infine, il Mondo.

Impossibile cancellare la stagione del Triplete di Mourinho. Ma tutte le storie hanno una fine. Non sempre bella: «L’inter è un grande allenamento alla pazienza», ha ricordato più d’una volta il presidente nerazzurro che dal padre ha ereditato la Saras, gruppo operante nel settore della raffinazione del petrolio. Con le dimissioni di Massimo Moratti dalla carica di presidente onorario (offertagli da Thohir) e con la contestuale uscita dal cda del figlio Angelomario, si chiude un'era. Svanisce un mondo. Nonostante ci siano ancora una serie di cose da mettere a posto prima dei titoli definitivi di coda.

Un esempio? Il 29,5 per cento delle quote del club in suo possesso. Saranno vendute? A chi? Quindi, bisognerà convocare un’assemblea per eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione e ritrovare altri equilibri all’inter no dell’azienda. Soprendente la frattura all’interno della società, alimentata da malintesi, distanze anche culturali, interpretazioni, diversi modi di vedere le cose. L’allontanamento tra Moratti e Thohir è aumentato con la «Rivoluzione d’estate» quando sono stati allontanati i «morattiani». C’è poco da recriminare. La globalizzazione del pallone, ormai, non lascia più spazio al romanticismo sportivo, al cuore, alla passione. Servono pragmatismo, business, soldi e soprattutto risultati. I tifosi interisti non vedono l’ora di imparare un’altra litania...

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