Martedì 26 Marzo 2019 | 00:48

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaQuote rosa
Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

 
TarantoInquinamento ex Ilva
Il Comune di Taranto discute di ambiente: presente Emiliano

Il Comune di Taranto discute dell'aumento della diossina: presente Emiliano

 
LecceLa protesta
Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

 
HomeIl caso
Bari, acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

Gioia del Colle, beve al bar acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

 
HomeL'inchiesta
La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

 
BrindisiI funerali
L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

 

Sindaco e parroco come nemici e la santa non fa più il miracolo

di Mimmo Sammartino
di Mimmo Sammartino

A San Chirico Raparo (Potenza) sembrano essere tornati i tempi di don Camillo e Peppone. Come allora. Peggio di allora. La cortina di ferro non c’è più, ma sindaco e parroco si guardano ugualmente in cagnesco. Irrimediabilmente separati dalla devozione alla patrona. Il sindaco, quando ha sentito il parroco ammonire dal pulpito le autorità a mettersi dietro la statua (e non davanti come accadeva in passato) in processione, non se l'è tenuta: si è alzato dal suo posto, ha fatto l'inchino davanti alla santa e se n'è uscito dalla chiesa, seguito a ruota dai consiglieri comunali di maggioranza. E, per rappresaglia, quest'anno alla processione ha partecipato solo per un breve tratto. E senza indossare la fascia tricolore.

Municipio contro altare nel paese lucano dove stavolta il sangue di Santa Sinforosa non si è sciolto. Non si è ripetuto il miracolo a San Chirico Raparo, paese di mille anime della Val d'Agri in provincia di Potenza. Area affollata di trivelle che estraggono il sangue nero di questa terra. Quella Basilicata Saudita ricca di quel petrolio prezioso per assicurare l’energia all’Italia intera, ma povera di reddito, di infrastrutture e di posti di lavoro. Con enormi preoccupazioni per gli equilibri ambientali, per l’agricoltura, per le falde acquifere, per la salute della sua gente. Per una povertà assoluta che ha travolto oltre il 13 per cento della popolazione e per i giovani che sono tornati a emigrare.

Sarà anche per questo che nella Basilicata dell'interno i municipi come gli altari hanno un bisogno disperato di miracoli. Ma se sindaco e parroco si fanno la guerra, neanche i santi sembrano disposti a concedere grazie. Santa Sinforosa, patrona di San Chirico Raparo, aveva lasciato la propria gente orfana di prodigi dal 1970 fino al 2007. Trentasette anni di astinenza. Finché il suo sangue è tornato a sciogliersi nell’ampolla. È accaduto cinque volte (nel 2007, 2008, 2009, 2011 e 2013) da quando don Antonio Caputo è parroco. E il sacerdote, come il sindaco Claudio Borneo, avevano visto con favore accorrere in paese frotte di pellegrini, insieme a telecamere e a giornalisti.

La remota San Chirico Raparo era finalmente tornata al centro dell'attenzione del mondo. Tutti rapiti dallo stupore per l’evento straordinario. Tutti curiosi di ascoltare storie di miracoli e di miracolati. Vicende di altri secoli, ma anche testimonianze dei nostri giorni, con tanto di nome e cognome dei protagonisti. La donna che racconta della propria guarigione inattesa da un male ritenuto incurabile, la bambina ritrovata dopo essersi perduta nel bosco di Stigliano, la ragazza paralitica poco più che ventenne di Potenza che, solo cinque anni fa, è tornata inspiegabilmente a camminare.

Da queste parti non sono in ballo inchini sinistri come quello che ha fatto scandalo a Oppido Mamertino in Calabria. Non ci sono boss da ossequiare. E neppure autorità locali (sindaco e parroco) che fanno muro nel difendere deferenze indicibili contro le proteste dei vescovi e dello Stato. In Calabria non c'era divisione fra altare e municipio, ma tra il paese (parroco e sindaco dalla stessa parte) e l’altrove (Chiesa e Stato).

A San Chirico Raparo le cose sono messe diversamente. Ora c’è soprattutto una popolazione smarrita. Disorientata da una «guerra» che non si aspettava. Non s’immaginava che, per quel benedetto posto in processione, si potesse arrivare a mandare all'aria la festa e la pace paesana. E il fatto che la santa non abbia ripetuto, almeno sino a oggi, il prodigio del sangue sciolto, insinua fra la gente il sospetto che questo clima litigioso non sia gradito neppure a lei. Peppone e don Camillo faranno mai la pace? Magari, sussurrano i devoti. Sarebbe un vero miracolo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400