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di FRANCO GIULIANO
Passano i giorni (ne sono trascorsi 915 da quando Trenitalia ha tagliato i treni Etr500-Frecciarossa alla Puglia spostandoli sulla rete ad Alta velocità del centro-Nord), cambiano persino i vertici di Trenitalia (da dieci giorni il premier Renzi ha nominato un uomo del Sud, il pugliese Michele Mario Elia alla guida delle Ferrovie dello Stato), ma non cambia nulla per una migliore e più veloce mobilità da e per la Puglia.

La nomina di Elia ci aveva reso felici, immaginando che quella scelta avrebbe significato una maggiore attenzione per i viaggiatori del Sud, che sempre italiani sono e - perchè no - anche una risposta politica all'appello delle cinque Regioni (Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Friuli Venezia Giulia) che da un anno sostengono la battaglia della Gazzetta e dei 35mila sottoscrittori della petizione.

Oggi Trenitalia ha annunciato il nuovo orario estivo che entrerà in vigore da domenica, nel quale sono previste alcune novità per quanto riguarda il numero dei Frecciarossa da Milano ad Ancona (due nuovi treni al giorno) e alcune offerte tariffarie, sempre per le tratte del nord già servite da treni veloci. Per la Puglia e per il Sud in generale non ci sembra di leggere alcuna novità nel nuovo orario che durerà fino alle prossime vacanze di Natale. Zero.

Nessun segnale di attenzione. Nessuna novità, nessun treno veloce. Tutto fermo: gli appelli dei governatori, la petizione dei cittadini, le promesse dei nostri politici non hanno sortito alcun risultato. I treni Frecciabianca che da tre anni vanno su e giù impiegando una media di 10 ore da Lecce a Milano continueranno ad essere gli stessi fino alla fine dell'anno.

Caro, presidente Renzi, caro ing. Elia, possibile che continuiate a fare finta di non accorgervi di questa dispartità di trattamento che il Governo e la più importante società pubblica di trasporto destinano ai cittadini delle regioni del Sud? Possibile che non riusciate a dare una risposta alla domanda di democrazia che vi giunge dai cittadini italiani di cinque Regioni, agli appelli dei governatori e ai 35mila cittadini del Sud che come quelli delle regioni del Nord pagano anche loro le tasse (e le stesse tariffe, 011 cents a km sia chi viaggia sui bellisismi Frecciarossa sia sui lenti Frecciabianca) a fronte di due servizi che non sono paragonabili in un Paese civile?

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