Lunedì 25 Marzo 2019 | 15:09

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 

Il Biancorosso

DOPO I 5 ANNI DI DASPO
La difesa dello steward della Turris"False accuse e tanta cattiveria"

La difesa dello steward della Turris
"False accuse e tanta cattiveria"

 

NEWS DALLE PROVINCE

HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
PotenzaElezioni
Regionali Basiicata, ecco il nuovo Consiglio: ritorna Pittella, confermati 5 su 20

Regionali Basilicata, ecco il nuovo Consiglio: ritorna Pittella, confermati 5 su 20

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

 
HomeIl caso
Bari, acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

Gioia del Colle, beve al bar acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

 
HomeGli arresti
Palagianello, furti in casa: in manette 4 baby topi d'appartamento

Palagianello, furti in casa: in manette 4 baby topi d'appartamento

 
HomeL'inchiesta
La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

 
LecceA Casarano
Lecce, al Liceo Vannini sbarca la robotica: ecco la scuola del futuro

Lecce, al Liceo Vannini sbarca la robotica: ecco la scuola del futuro

 
BrindisiI funerali
L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

 

Macché regalo alle banche, solo princìpi di sana economia

di Antonio Dell’Atti
Macché regalo alle banche, solo princìpi di sana economia
di Antonio Dell’Atti

Le cosiddette politiche di autofinanziamento attuate dalle imprese consistono, da sempre, nell’accantonare utili di esercizio conseguiti e ovviamente non distribuiti, ai fondi di riserva al fine di accrescere il proprio patrimonio.

Questi utili vengono imputati a diverse tipologie di riserve, tra cui quelle disponibili. Il che sta a significare che in qualsiasi momento, su apposita delibera, quelle imprese, solitamente società di capitali, possono distribuire ai propri azionisti le riserve disponibili.

Ho voluto premettere questi importanti concetti di Economia aziendale al fine di intervenire sul Decreto Legge del 30 novembre 2013, n. 133, in G.U. n. 281 del 30.11.2013, convertito nella legge 29 gennaio 2014 n. 5, in G.U. n. 23 del 29 gennaio 2014, Supp. Ord. n. 9. Il contenuto del decreto e della legge ha suscitato notevole clamore, polemiche, confronti, dibattiti a qualsiasi livello: politico, economico, di sindacati, della pubblica opinione e via dicendo. Le mie considerazioni riguardano la convinzione diffusa secondo la quale il contenuto del decreto e della successiva legge abbia prodotto un “regalo alle banche di 7,5 miliardi di euro”.

Intendo dimostrare che così non è e che le critiche che sono state avanzate e oggetto di aspre polemiche non hanno tenuto conto dei principi di Economia aziendale. Invero, coloro che hanno insistito a considerare che sia stato fatto un regalo alle banche di tale entità farebbero bene a consultare qualche testo, tradizionale ed attuale, di Economia aziendale.

II. Bankitalia ha prodotto da sempre cospicui utili di esercizio che ha, appunto, in larga misura, destinato anche alle “riserve disponibili” ossia distribuibili agli azionisti (banche, compagnie di assicurazione e INAIL) accantonate in apposite poste di patrimonio netto. Al tempo stesso dette riserve – come peraltro avviene anche in società non bancarie – possono essere portate a capitale mediante appunto un aumento di esso da parte di Bankitalia in maniera gratuita.

III. Con il passare del tempo si è venuta a creare tra i possessori di quote Bankitalia l’esigenza di vederle rivalutate al fine di meglio rappresentare, nei propri bilanci, i valori reali delle loro partecipazioni. In tal modo i bilanci delle banche che posseggono quote di Bankitalia e contenenti tra le attività le “partecipazioni rivalutate” evidenziano una situazione patrimoniale più rispondente agli effettivi valori di mercato.

IV. Ciò sta a significare che le riserve detenute da Bankitalia vengono trasferite da una posizione di “immobilizzo” ad una “situazione di dinamismo” per effetto del trasferimento di esse ai partecipanti che, attraverso l’incremento delle loro “Attività” realizzano plusvalenze monetarie tassabili con un duplice effetto:

a) utilizzare le risorse (realizzate dalla vendita dell’eccedenza del 3% delle partecipazioni) destinandole al finanziamento delle imprese grazie anche all’azione di “moral suasion” attivata da Bankitalia, ponendo in essere una mobilizzazione di ricchezza che altrimenti rimarrebbe improduttiva nelle Riserve di Bankitalia;

b) assoggettare a tassazione le plusvalenze realizzate dai partecipanti incrementando, così, il gettito fiscale.

Tale operazione, per i motivi indicati, è più che legittima e non va assolutamente considerata come regalo alle banche della rilevantissima cifra di 7 miliardi e 500 milioni (300 mila quote da euro 25 mila cadauna).

Come ho già detto tale disponibilità va vista come una attività dinamica produttrice di ricchezza per effetto dei maggiori finanziamenti concedibili alle imprese che, specie in questi periodi, ne hanno forte necessità.

E’ noto invero, che specie attualmente, le banche sono costrette a ricorrere a politiche di “credit crunch”, politiche che prendono le mosse dal forte deterioramento dei crediti pari, secondo le ultime stime, ad euro 300 miliardi e delle sofferenze che raggiungono l’importo di euro 170 miliardi: cifre rilevanti che incidono in misura assai marcata sui bilanci delle banche.

Ultima notazione: leggo la nota dell’amico Generale Gaetano Nanula sulla Gazzetta del 16 marzo u.s., il quale, da grande aziendalista, spiega in maniera assai chiara ed esaustiva e da vero specialista della materia del perché non è stato fatto nessun regalo alle banche evidenziando la legittima procedura contenuta nel decreto, trasformato poi in legge. Aggiungo ancora che le imposte versate sulle plusvalenze realizzate dalle banche possono comportare altri benefici all’erario, specie in questo periodo di insufficienti entrate tributarie.

Peraltro, i maggiori valori delle partecipazioni iscritte nei bilanci delle banche rafforzerebbero decisamente il loro patrimonio idoneo a generare ulteriori concessioni di credito alle imprese creando, così, valori che verrebbero diffusi nell’ambiente economico. Tale meccanismo comporterebbe, come è agevole constatare, vantaggi per le PMI, e maggiori equilibri nei bilanci bancari.

Nessun regalo da parte di nessuno a nessuno dunque, ma applicazione, invece, di principi di sana economia imprenditoriale contenuti nella legge ed utili alle banche ed ai loro clienti, costituiti da imprese richiedenti crediti e finanziamenti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400