Mercoledì 20 Marzo 2019 | 14:12

NEWS DALLA SEZIONE

la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 
L'editoriale
Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

 
L'analisi
Comincia su un treno la morte del Sud

Comincia su un treno la morte del Sud

 
La riflessione
Le reprimende del garante per i malanni del fisco

Le reprimende del garante per i malanni del fisco

 
L'analisi
Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

 
La riflessione
L’Italia a due velocità: il passato che non passa

L’Italia a due velocità: il passato che non passa

 
L'analisi
Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

 

Il Biancorosso

IL PERSONAGGIO
La signora Francesca colpisce ancoraPizze e focacce per gli auguri a Brienza

La signora Francesca colpisce ancora
Pizze e focacce per gli auguri a Brienza

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceIl 25 marzo
Xylella, ministro Lezzi convoca incontro con sindaci del Salento

Xylella, ministro Lezzi convoca incontro con sindaci del Salento

 
FoggiaNel Foggiano
Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

 
TarantoA Taranto
Ricostruzione mammella con il lipofilling: interventi riusciti

Ricostruzione mammella con il lipofilling: interventi riusciti

 
MateraNel Materano
Policoro, istituto falsificava diplomi di maturità: 21 persone indagate

Istituto falsificava diplomi di maturità nel Metapontino: 21 persone indagate

 
BrindisiCentrale Enel Brindisi
Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

 
BatCasa Leopold
Un orfanotrofio per il Burundi: nel progetto una famiglia di Canosa

Un orfanotrofio per il Burundi: nel progetto una famiglia di Canosa

 
PotenzaLe previsioni
Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

 

Gratta & gratta che perderai sempre

di Carmela Formicola
Gratta & gratta che perderai sempre
di CARMELA FORMICOLA

C’è chi gratta, chi scommette, chi consuma i pulsanti delle slot, chi aspetta l'estrazione ogni ora, chi gioca numeri, chi punta denaro su cavalli o sport improbabili. Un popolo indemoniato di giocatori: ecco chi siamo. Ecco cosa siamo diventati. Un tempo, al di là del rito sociale del Totocalcio, il pomeriggio del sabato, o di qualche ambo e terno tentato nella funambolica interpretazione dei sogni, il gioco d'azzardo in senso stretto non ci apparteneva poi tanto. Non ci apparteneva come società, magari individualmente, lo si covava in retrobottega o sottoscala in zone grigie spesso contigue alla malavita. Ma l'allegro (e legale!) tripudio odierno di forme possibili per vincere soldi, non solo svela la nostra sorprendente e collettiva vocazione all'azzardo, quanto indirettamente ci testimonia la nostra disperazione.

E la nostra fame. Proprio perché non abbiamo più soldi proviamo a investire i pochi spiccioli rimasti sulla più acrobatica e inverosimile strategia di guadagno: il gioco. Tentati da improbabili milioni di euro promessi con la stessa attendibilità del lupo cattivo travestito da innocua nonnina. Favole, appunto. Non a caso il gioco d'azzardo (quello che oggi viene placidamente gestito non già da clan malavitosi ma dallo stesso Stato italiano) è ormaiuna delle principali voci di indebitamento per famiglie di strati sociali medi e medio bassi. E si sa che evocarela parola «debito »comporta il richiamo ad altra dannatissima pratica tutta italiana: l'usura, con tutto il corollario di lacrime, sangue, vergogna e paura che l'inquietante legame tra usuraio e usurato mostruosamente genera.

È questo scenario di disarmo umano a ispirare l'intensa lettera chel'arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, con l'intera Diocesi, ha inviato al governatore Nichi Vendola e al consiglio regionale della Puglia per rendere veloce e urgente il cammino della legge regionale sul gioco d'azzardo. «I numeri del consumo dell’azzardo nella nostra Regione sono allarmanti: quasi 4 miliardi di euro consumati dai pugliesi nel 2012, senza contare quelli dissipati nel cosiddetto gioco on-line (non facilmente quantificabili) e quelli dilapidati nel gioco illegale. In un periodo di forte crisi occupazionale e di difficile ripresa economica come quello attuale, pertanto, l'azzardo diventa un moltiplicatore di “disutilità sociale”», scrive tra l'altro Cacucci.

Una legge è fondamentale. Lo sarebbero altrettanto un robusto intervento psicologico su personalitàfragili inclini a dipendenze e una rivoluzione culturale, che magari ridimensionasse bisogni fasulli. O è troppo tardi per tornare indietro? O il possesso dell’iPhone, l'obbligo di feste sfarzose, il piacere di certi agi inutili,ci legittima a vendere l'anima? Senza dimenticare che tra i miserabili finiti nelle mani degli usurai vannotracciati i solchi della differenza: c'è anche chi ha perso il lavoro, la casa, la propria famiglia e la dignità dell'esistenza. E alla fine a qualche porta, qualunque fosse, ha dovuto bussare. E c'è chi in certe spirali è finito per la propria incapacità a gestire il senso del limite.

C'è poi un sottobosco – spesso tutto femminile – che dell'economia parallela, dell'usura della porta accanto e delle gioie trasgressive dei gratta & vinci ha fatto un grottesco copione domestico. È il microcosmo barivecchiano – dal quale pure trae linfa l'esperienza della Fondazione antiusura della diocesi di Bari–Bitonto e dunque in qualche modo dà fondamento al solenne intervento dell'arcivescovo. Un racconto almodovariano di donne da cultura neomelodica ma bisogni postmoderni che albergano in tabaccherie defilate, dove giocano e grattano e scommettono e s'indebitano per poi andare nel vicolo accanto, da qualche altra barivecchiana che nella quotidianità muliebre raccoglie soldi da dare in prestito a tassi variabilissimi. D'altronde, «dappertutto gli uomini non fanno altro che togliersi o vincersi qualcosa a vicenda», scrive Dostoevskij in un libro che prima d'altri ha disegnato l'affresco di questa umanità morbosa, cialtrona, canaglia e perduta: «Il giocatore».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400