Domenica 24 Marzo 2019 | 12:02

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Dietro la magia della Notte della Taranta il Salento che va

di Gloria Indennitate
di GLORIA INDENNITATE

Notte della Taranta, evento monstre? Lo è. Sedici anni, negli States sarebbe già maggiorenne, in Italia deve attendere il 2015. Sergio Blasi, fra gli inventori del fenomeno, disse che c'era bisogno di una pausa, desiderio inascoltato. Stasera sarà ancora «concertone». Una macchina organizzativa infernale, rodata dai tempi eroici del «Melpignano rock festival» (metà Anni ’90) nell'enclave grika, nella minuscola Melpignano, 2210 abitanti, centro virtuoso anche per i servizi alla cittadinanza, in primis la raccolta differenziata (premio Comune riciclone in tempi non sospetti). Centocinquantamila «tarantati» lo scorso anno (fonte Questura), 120mila, sulla base di un recente studio elaborato da Giuseppe Attanasi, docente dell'Università Bocconi, cresciuto del 240 per cento grazie alla valanga di turisti agostani e non ascritto esclusivamente all'«effetto Bregovic» (maestro concertatore dell'edizione) ma ad un lievitare dell'attrazione verso l'evento. FForte e spesso oggetto di feroci critiche il notevole investimento economico profuso dalle Istituzioni verso la manifestazione.

Questo nella cronaca delle cifre. Ma se ragioniamo in un ambiente altro, la percezione epidermica dell'evento si divide in alcune categorie del pensiero: chi ha nostalgia delle prime edizioni, da Sepe (1998) a Zawinul (2000), a Copeland (2003), davvero indimenticabili per chi le ha vissute. Anni nei quali, pur in presenza di una folla inverosimile, pubblico e parterre erano ancora «a misura d'uomo» e tutto ruotava sulla scoperta ogni volta sorprendente di una proposta musicale innovativa. Senza trascurare l'aspetto dionisiaco della danza pizzicata, con scuole sparse in varie regioni d'Italia.

Così, fra i pregi e i difetti del rivoluzionare le note circolari della pizzica si è andati dagli innesti rock e dub di Vittorio Cosma nei pezzi della tradizione grika e salentina alla Sinfopizzica di Piero Milesi, ai passaggi importanti in acustico (gli anni di Ambrogio Sparagna), alle evoluzioni world di Mauro Pagani o dell'«elettronica cerebrale» con Ludovico Einaudi o della «carnalità balcanica» di Bregovic.
Punto di forza, la bravura dei musicisti salentini, assemblati nell'Orchestra popolare della Notte della taranta (Ndt), sovente in giro per il mondo.

Poi, ci sono quelli che, ligi all'ortodossia del tarantismo, non hanno mai visto di buon occhio il montare esponenziale solo sullo specifico musicale del Concertone (a ciò cerca di porre un contrappeso storico, scientifico e antropologico il gruppo di studiosi italiani e internazionali della Fondazione, attiva dal 2010). E poi c'è il popolo composto da vacanzieri, meri appassionati di grandi raduni musicali, a cui la Ndt offre un'occasione in più di divertirsi. Nel mezzo, il ruolo virtuoso o devastante - dipende da come lo si valuta - delle dirette tv e, più di recente, in streaming , che se da un lato hanno tolto la magia dell'hic et nunc, dall'altro hanno fatto sì che la Ndt approdasse nei tinelli di casa e ancora sui computer, tablet, smartphone e si trasformasse da locale in globale. Nota fondamentale, i trasporti pubblici, aspetto da sempre dolente nel Salento e nel Sud in generale. Il sistema integrato treni-pullman a basso costo, in vigore da diverse tornate, riscuote notevoli consensi da parte dei giovani, ma non solo.

Le notizie sul versante turistico danno in questa edizione targata dal violocellista siciliano Giovanni Sollima un movimento molto sostenuto (nel 2012 ben 28.300 presenze). La demartiniana «terra del rimorso» tira, c'è poco da fare, pur nello spostamento geografico del tarantismo nei paesi della Grecìa, ma che vede Galatina, Nardò e Galatone come centri originari e fondativi del rito terapeutico legato al tamburello, al violino e alla danza liberatoria dal morso che tormenta giovani donne. Evento monstre, dunque, con un pubblico unico nel suo genere accanto alla copiosa sfilata di grossi nomi del mondo dello spettacolo sul palcoscenico - De Gregori, Nannini, Dalla, Pelù, Noa, Capossela in passato, quest'anno Emma e la star spagnola Miguel Angel Bernai - e della cultura o della politica nel parterre. Su tutto, concedetecelo, rimane l'atmosfera visionaria post-Concertone, verso le quattro del mattino, in quella piazza San Giorgio dove tutto è nato, gustando cappuccino e cornetto, sull'onda sonora del battito di un... tamburello.

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