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A Conversano i falchi per fermare i piccioni

di Gianluigi De Vito
di GIANLUIGI DE VITO

Uccellacci e uccellini. Pasolini non c’entra. Si pensi piuttosto a un dedalo duecentesco che affoga nel cavo delle onde di guano. E alle nuvole rosate del crepuscolo di un cielo librato da un falco, assunto per riparare l’arte dallo scatarro dei piccioni. Scenario mica immaginario. Pura realtà. Dove i buoni, gli uccellini (in barba al diminutivo), sono i rapaci. E gli uccellacci, i cattivi, sono i colombi di città. Anzi, di paese. A Conversano, e siamo alla notizia, l’amministrazione comunale ha deciso di combattere gli squadroni columbidi con i rimedi naturali. Lì dove non arriva l’homo tecnologicus meglio ricorrere alla catena biologica. Contro i piccioni sozzoni una guerra naturale a colpi di becchi, piuttosto che attentati alimentari a base di mangimi sterlizzanti o diavolerie a ultrasuoni che svenerebbero. La cosa in sé non è nuova. Negli aeroporti si fa così.

Il «Wojtyla» di Palese ha tra i ranghi un falconiere. E il rapace che sormonta le piste, cade a picco, all’ora della pappa, ogni volta che lo sguardo incrocia il piumaggio grigio-azzurro. E di quelle ali a fasce nere è capace di fare strage. Ma il più delle volte si limita a duellare col capostormo, fino alla vittoria del match. La partita, dall’esito scontato, ha l’epilogo sognato dagli ominidi: il piccione fa la valigia e con esso il resto della compagnia. Tutti in fuga con la coda tra le ali. Nelle Terre di Federico, assicurarsi un falco per proteggere il decollo di aerei da carcasse di colombi ed evitare di spezzare fili di vite umane, è cosa ovvia.

Meno scontato è che ad assumere il rapace sia una amministrazione comunale. Davanti al fuoco di fila dei consiglieri d’opposizione (di centrosinistra) che gridano in aula la vergogna di monumenti imbrattati, rosoni incatramati da escrementi e rischi di infezione, l’assessore (di centrodestra) promette l’assunzione del rapace e della sua proprietaria, una falconiera di Altamura. Tipo di contratto? Un co-co-co (leggi: garrito). Costo: da cinquecento a mille euro a volo. Poco, troppo? Il problema è un altro: la garanzia. Siamo sicuri che funziona? E per quanto tempo? In natura niente è scontato. È vero che i colombi scappano sotto l’assedio dei rapaci; è altrettanto vero che si riposizionano appena il campo è libero dai becchi nemici.

E se i colombi borgatari medievali cresciuti all’ombra dei feudi dei Marchione fossero nel frattempo andati a lezione dal mitico Yankee Doodle? Già. Doodle. Mitico eroe dei cartoon: il piccione viaggiatore che attraversa la Manica fa fessi gli Squadroni Avvoltoi di Dastardly e Muttley. L’estate politica conversanese è davanti al dilemma della guerra o no tra uccellacci e uccellini. Se opzionerà il falco, allora dovrà mettere in conto l’ira degli animalisti. E quella di Povia. Che considerano i colombi non una dannazione impareggiabile. Ma una tolleranza dovuta. «L’amore sopra il cornicione». «Più o meno come fa un piccione». Quando non c’è il falco, aggiungiamo noi.

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