Mercoledì 27 Marzo 2019 | 03:12

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

 
La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaL'annuncio
Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

 
LecceLa sentenza
Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

 
BrindisiL'episodio
Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

 
TarantoUn 36enne
Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

 
GdM.TVNel foggiano
«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena con «Maratona di New York»

 

L’estate più calda non solo per il Cav

di Michele Cozzi
di Michele Cozzi

I «giorni di passione» del Cavaliere sono incominciati nel peggiore dei modi. La prima battaglia, quella alla Consulta sul caso Mediaset per il riconoscimento del legittimo impedimento e sul conflitto di attribuzione, è persa. La Corte costituzionale non ha riconosciuto a Berlusconi, all’epoca premier, il legittimo impedimento, per una seduta del consiglio dei ministri che, secondo la difesa, non gli consentì di partecipare all’udienza del primo marzo del 2010. Berlusconi è stato condannato in primo grado e in appello a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici. Nei prossimi mesi, il giudizio definitivo della Cassazione. La Consulta, nelle motivazioni, spiega che «la riunione del Consiglio dei ministri non è un impedimento assoluto».

Una dichiarazione che, estrapolata dal contesto, provoca il fuoco di fila dei dirigenti del Pdl. Non solo. Ma anche dei ministri berlusconiani che si definiscono «allibiti, amareggiati e preoccupati» perché a loro parere la motivazione sancisce la «subalternità della politica all’ordine giudiziario».

Reazioni previste e prevedibili. Con toni e sostanza diverse. Perché se da un lato i «falchi» del Pdl trovano conferma del disegno di eliminare Berlusconi per via giudiziaria, le «colombe», pur difendendo senza «se e senza ma» l’ex premier, si affrettano a ripetere che per senso di responsabilità non ci saranno ricadute sulla stabilità del governo Letta. Ma Gasparri la spara grossa e annuncia che in caso di interdizione del Cavaliere dai pubblici uffici (e quindi dal Parlamento), una parte del partito pensa a dimissioni collettive. E sarebbe un vulnus politico e istituzionale di dimensioni imprevedibili. La partita è incandescente. Quello della Consulta è solo il primo atto. Poi, a breve, verrà al pettine la questione-Ruby e, tra qualche mese, la Cassazione per il giudizio definitivo sul processo Mediaset. E se non bastasse, è in calendario, ai primi di luglio, l’avvio in Commissione, al Senato, dell’esame sull’ineleggibilità di Berlusconi.

Quando reggerà la tregua apparente? Al di là delle dichiarazioni ufficiali appare molto difficile prevedere che i fedelissimi assistano a quello che considerano un accanimento giudiziario contro l’ex premier senza alzare un muro. E da quel muro, in tal caso, il primo a rischiare di cadere sarebbe Letta. Al quale Berlusconi continua a inviare attestati di stima. Nel Pdl vedono in questa sentenza il tentativo di porre la magistratura come dominus della vita pubblica. E su questo chiedono una sorte di solidarietà da parte della Politica. Ma è improbabile che su questo versante possano trovare «compagni di strada» a sinistra. Fino a quando il governo Letta riuscirà a sopravvivere nel corso della «tempesta perfetta»?

Il sogno del Pd è quello di distinguere la vita del governo delle «larghe intese«, dalle vicende personali e giudiziarie del Cavaliere. Ma forse è una speranza esagerata. Il Pdl è Berlusconi. Il Pdl senza Berlusconi non è. Dinanzi al precipitare della situazione, soprattutto dal punto di vista giudiziario (la questione dell’ineleggibilità, forse, fa meno paura ai berlusconiani), il Pdl, partito «carismatico» per vocazione e necessità, rischierebbe l’implosione.

I partiti si posizionano in vista dello scontro elettorale. Al quale ognuno vuole giungere dopo avere conquistato alcune «bandierine». Per lo stesso Pdl potrebbe essere politicamente più produttivo andare alle urne attaccando su Imu e Iva oppure alzando la linea Maginot con una difesa ad personam del proprio leader?

Una partita a scacchi. In cui non necessariamente chi compie la prima mossa dà scacco all’avversario. Il Pdl si è legato e ha legato Letta. Il Pd, da parte sua, deve risolvere la sua battaglia interna, tra renziani e anti-renziani, prima di ringraziare il premier per il lavoro svolto.

Una corsa contro il tempo. Ma il giovane Letta non è ancora all’ultimo miglio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400