Martedì 19 Marzo 2019 | 16:32

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Più che la fine del mondo arriva la fine dell'uomo sapiens

di Antonio Biasi
di ANTONIO BIASI

Cittadini di tutte le nazioni state tranquilli: il mondo non finirà né il 21 prossimo, in coincidenza con la conclusione dell’era Maya (anche se alcuni esperti, o presunti tali, assicurano che la data è il 23), né oggi, quando altri esperti (ma quanti sono?) sostengono, invece, che ci sarà una non meglio precisata «giornata della purificazione». Questa storia della fine del mondo prevista per il 21/12/ 2012, come tutti saprete, ci insegue da un bel po’. Dicono i soliti sapientoni che la cifra 12, come pure il suo contrario (il 21), ha valenza particolare. Non sperpereremo i pochi neuroni rimasti cercando di capire quello che non c’è da capire. È tutta una boiata pazzesca. E sorprende che alcuni governi e persino il Vaticano, come altre autorità religiose, si siano spesi in smentite che lasciano intuire come non nutrano grande speranza sull’intelletto del genere umano. 

Chiamateci scettici, insensibili, o come preferite, ma se davvero c’è chi crede a questo tripudio di sciocchezze che è la fine del mondo per il 21 annunciata da cabalisti, cosmologi, numerologi, o come diavolo si chiamano, allora è proprio vero che l’uomo diventa sempre meno «sapiens». Non che queste annunciate Apocalissi siano un’invenzione del giorni nostri, la storia dell’umanità ne ricorda tante altre, ma nel 2012, quando l’uomo ha ormai raggiunto una conoscenza scientifica considerevole, come si fa a credere ancora a ‘sta roba. E meno male che Cisternino e tutta la Valle d’Itria se ne gioveranno turisticamente: per i giorni intorno al 21 gli alberghi faranno festa con il tutto esaurito grazie a una singolare interpretazione secondo la quale il paese del Brindisino sarà uno dei pochissimi al mondo a scampare al disastro. Incontri, convegni, cene, veglie di preghiera: si sta organizzando di tutto per attendere in piacevole compagnia l’ultimo dei giorni lì dove invece è previsto un domani. Come al solito, i furbi ci sguazzano. A Bari un vecchio adagio afferma che «se a mattino non si alza lo scemo, il dritto non può campare». 

E in ossequio a questo detto, in molti posti del mondo sono stati messi in vendita kit di sopravvivenza con bevande e viveri a lunga conservazione e, naturalmente, oggetti indispensabili tipo filtri per depurare l’acqua, lampade disinfettanti, coltelli, bussole, accendini, maschere antigas, tute anticontaminazione e una scorta di carburante. Immancabile anche la valigetta del pronto soccorso con i farmaci salvavita. Alcune aziende americane sono riuscite addirittura a piazzare bunker prefabbricati pieni di tutto il necessario per la sopravvivenza. C’è poi chi vende viaggi per le località che verrano risparmiate dalla distruzione, chi organizza corsi dove insegnare le tecniche di sopravvivenza e chi più ne ha più ne metta. 

Di sicuro in molti ci stanno facendo bei soldini. Persino la Nasa, speriamo senza scopo di lucro, si è attivata e ha messo a punto un programma di ascolto dove si risponde alle domande dei cittadini particolarmente ansiosi. È nato anche un sito per catastrofisti romantici dove scambiarsi tenerezze fino all’ultimo dei secondi. C’è addirittura chi, visto l’arrivo della fine, ha rinunciato a pagare le tasse, chi ha contratto debiti sicuro di non doverli mai rimborsare, chi ha deciso di fare outing, chi ha interrotto la dieta così da concedersi le ultime abbuffate, altri ancora quel fatidico 21/12 rinunceranno ad andare al lavoro. Un campionario di comportamenti che avvalorano la tesi che la mamma del cretino è sempre incinta. Eppure non si parla d’altro. Più la data si avvicina e più la febbre da Apocalisse cresce. Non è vero ma ci credo. Poveri noi, non cresciamo mai. Neppure di fronte all’ultimo dei giorni.

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