Giovedì 21 Marzo 2019 | 06:20

NEWS DALLA SEZIONE

la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 
L'editoriale
Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

 
L'analisi
Comincia su un treno la morte del Sud

Comincia su un treno la morte del Sud

 
La riflessione
Le reprimende del garante per i malanni del fisco

Le reprimende del garante per i malanni del fisco

 
L'analisi
Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

 
La riflessione
L’Italia a due velocità: il passato che non passa

L’Italia a due velocità: il passato che non passa

 
L'analisi
Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

 

Il Biancorosso

IL PERSONAGGIO
La signora Francesca colpisce ancoraPizze e focacce per gli auguri a Brienza

La signora Francesca colpisce ancora
Pizze e focacce per gli auguri a Brienza

 

NEWS DALLE PROVINCE

MateraInfortunio sul lavoro
Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

 
LecceIl fatto nel 2015
Lecce, pm riapre il caso del suicidio di «dj Navi»

Lecce, pm riapre il caso del suicidio di «dj Navi»

 
BariCassazione
BARI, Lady Asl pagò ricerca microspie con soldi pubblici: risarcirà

Bari, Lady Asl pagò ricerca microspie con soldi pubblici: risarcirà

 
BatNel nordbarese
Margherita di Savoia, 200kg di cozze conservate e lavorate in un autoparco: sequestri

Margherita di Savoia, 200kg di cozze conservate e lavorate in un autoparco: sequestri

 
TarantoA taranto
Ex Ilva, genitori bimbi morti: «Inopportuno vertice su inquinamento»

Ex Ilva, genitori bimbi morti: «Inopportuno vertice su inquinamento»

 
FoggiaNel Foggiano
Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

 
BrindisiCentrale Enel Brindisi
Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

 
PotenzaLe previsioni
Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

 

Il cav ha deciso Renzi e Monti al bivio fra sfida e attesa

di Giuseppe De Tomaso
di GIUSEPPE DE TOMASO
Che farà Silvio Berlusconi? Che farà Matteo Renzi? Che farà Mario Monti? Sono le tre domande che ispirano molti pezzi di cronaca dai palazzi capitolini. Di Berlusconi si sa. Ha già deciso. SB non vede l’ora di ridiscendere in pista e di divorziare da quelli, tra i suoi, che non ritiene sufficientemente votati alla sua causa. A conferma della libidine elettoralistica del Cavaliere giocavano due spie pressoché infallibili: il ritrovato attivismo come primo tifoso del Milan, con relative promesse a tutti gli altri tifosi (arriveranno Guardiola e Balotelli); la resistenza contro tutti gli aspiranti sgozzatori del Porcellum, l’unico sistema elettorale che può garantire al Capo un tasso di fedeltà canina da parte di molti eletti.

Nella renitenza alla riforma elettorale, in particolare alla reintroduzione del voto di preferenza, Berlusconi ha trovato un inatteso alleato in Pier Luigi Bersani, cui finora lo univa solo la circostanza che entrambi festeggiano il compleanno il 29 settembre (ovviamente la variabile è l’anno di nascita). A Bersani non piace la prospettiva di dover rischiare la foratura nella volata per Palazzo Chigi mentre si trova a un metro dalla meta. Di conseguenza, anche il candidato premier del centrosinistra non ostacolerà la strategia del «surplace» adottata dal Cav per non cambiare i meccanismi elettorali.

Sui progetti del putto di Firenze dopo la sconfitta vittoriosa nello spareggio con Bersani, si stanno esercitando numerosi analisti, tanto da scommettere che nel giro di poche settimane si farà strada nei conciliaboli degli addetti ai lavori un tema di conversazione del tutto imprevisto: la renzologia. Il sindaco che amministra la città d’arte più rinomata del globo rimarrà con le mani in mano in attesa degli eventi, collaborerà con il vincitore nel Pd, allestirà un nuovo partito, lancerà un’opa (modello Fiat versus Chrysler) sui democrat, o entrerà nello «squadrone» governativo che Bersani intende costruire?

La renzologia per il momento offre risposte assai variegate. Solo su una valutazione si registra una sostanziale convergenza: chi ha ottenuto il 40% dei consensi in un test politico significativo come le primarie, non può pensare di disperdere questo patrimonio con l’incoscienza di un gaudente scialacquatore. Ergo, per sé e per i suoi Renzi qualcosa farà. O non farà. Ma sempre con un preciso obiettivo in testa.

Renzi è il soggetto nuovo, per certi versi ancora misterioso, della scena politica nazionale. Ma le sue prime mosse indicano un modo di agire originale e discontinuo rispetto alla prassi e alla tradizione in voga, da sempre in Italia, nelle anticamere del Potere. Anzi. Renzi non vuole proprio fare anticamera prima di varcare la soglia di Palazzo Chigi. Lui vuole raccogliere lo scettro del governo con la stessa strategia di gioco che spinge il tennista Roger Federer a preparare, con bordate lungo linea, la discesa a rete per raccogliere il punto. Ma per raggiungere l’obiettivo, Matteo deve sperare in un passo falso del rivale Pier Luigi.

Previsione. Il sindaco-rottamatore-comunicatore si sistemerà sulla riva del fiume per osservare la navigazione del possibile governo Bersani. Se la crociera dell’imbarcazione bersaniana procederà tranquilla e coglierà qualche apprezzamento a bordo, Renzi si dovrà mettere l’anima in pace, anche perché il potere - ricorderebbe la volpe andreottiana - logora chi non ce l’ha. Se invece il viaggio del governo si rivelasse procelloso e litigioso, il Ragazzo potrebbe automaticamente ritrovarsi in cabina di pilotaggio, anche perché in giro non si vedono molti comandanti con la stoffa di un anti-Schettino.

Per finire, Monti e la montologia. Fino all’altro ieri il Professore sembrava più insostituibile della Madonna. Oggi, dopo le primarie del Pd, le quotazioni montiane sono in sensibile ribasso. Non solo. C’è chi prevede che anche il Quirinale, ritenuta la seconda opzione del Prof dopo Palazzo Chigi, possa sfuggirgli di mano per essere affidato al mazzo di chiavi di Romano Prodi. Di qui, secondo gli esegeti più attenti, la non sfiducia di Monti nei confronti di una manovra politica al centro, da realizzarsi attraverso la sua benedizione al progetto dei moderati per l’Italia (e per MM) lanciato dal tandem Casini-Montezemolo, e assecondato con attenzione da tutti quei pidiellini disamoratisi di Re Silvio. Ma il presidente Napolitano, si sa, ha stoppato il programma di emancipazione (dal Colle) abbozzato dal capo del governo, ricollocando il primo ministro tra le future risorse e riserve della Repubblica.

Appunto. Il presidente del Consiglio è stretto tra il pressing del Quirinale che non contempla per Monti l’abbandono dello status di personalità super partes , e il corteggiamento dei centristi anti, ex e post berlusconiani che vedono nell’ex rettore della Bocconi l’unica figura in grado di contrastare un esito elettorale che oggi appare più scontato del pallone d’oro a Messi. Il bivio di Monti è persino più incerto e rischioso del bivio di Renzi. Quasi certamente il Professore non si accaserà con nessuno, ma non è detto che tra pochi mesi egli trovi libera una postazione degna delle sue aspettative. Né, il premier italico potrebbe consolarsi con una super-collocazione internazionale. Fino a quando al vertice della Bce (Mario Draghi) si respirerà aria di casa nostra, gli altri posti che contano, in Europa, saranno preclusi ai pezzi da novanta del Belpaese. Morale: presto anche il super-tecnico dovrà prendere una scelta politica.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400