Giovedì 21 Marzo 2019 | 07:04

NEWS DALLA SEZIONE

la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 
L'editoriale
Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

 
L'analisi
Comincia su un treno la morte del Sud

Comincia su un treno la morte del Sud

 
La riflessione
Le reprimende del garante per i malanni del fisco

Le reprimende del garante per i malanni del fisco

 
L'analisi
Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

 
La riflessione
L’Italia a due velocità: il passato che non passa

L’Italia a due velocità: il passato che non passa

 
L'analisi
Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

 

Il Biancorosso

IL PERSONAGGIO
La signora Francesca colpisce ancoraPizze e focacce per gli auguri a Brienza

La signora Francesca colpisce ancora
Pizze e focacce per gli auguri a Brienza

 

NEWS DALLE PROVINCE

MateraInfortunio sul lavoro
Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

 
LecceIl fatto nel 2015
Lecce, pm riapre il caso del suicidio di «dj Navi»

Lecce, pm riapre il caso del suicidio di «dj Navi»

 
BariCassazione
BARI, Lady Asl pagò ricerca microspie con soldi pubblici: risarcirà

Bari, Lady Asl pagò ricerca microspie con soldi pubblici: risarcirà

 
BatNel nordbarese
Margherita di Savoia, 200kg di cozze conservate e lavorate in un autoparco: sequestri

Margherita di Savoia, 200kg di cozze conservate e lavorate in un autoparco: sequestri

 
TarantoA taranto
Ex Ilva, genitori bimbi morti: «Inopportuno vertice su inquinamento»

Ex Ilva, genitori bimbi morti: «Inopportuno vertice su inquinamento»

 
FoggiaNel Foggiano
Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

 
BrindisiCentrale Enel Brindisi
Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

 
PotenzaLe previsioni
Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

 

Pensare positivo potrà salvarci

di Gianfranco Viesti
di GIANFRANCO VIESTI
Segnali positivi per la situazione dell’economia italiana. Dichiarazioni ottimistiche, in Italia e all’estero. Bene la Borsa, e il famoso spread (la differenza fra i tassi di interesse che pagano il governo italiano e quello tedesco). Come valutare questi segnali? A che preludono? Certamente finora sono stati scansati i pericoli di un altro agosto di turbolenze, come quello dell’anno scorso. È un bene, nella situazione gravissima della nostra economia, ancora in una recessione profonda, che dura da tanto, e che sembra non finire mai. È una garanzia per il futuro? Purtroppo non possiamo dirlo con certezza.

Il motivo è semplice. Per quanto possa sembrare assurdo e doloroso per tutti gli italiani che hanno perso il lavoro, che non lo trovano, che sono costretti a sacrifici sempre più intensi, il principale fattore che determina la nostra situazione è di natura psicologica; legato alla psicologia dei mercati finanziari.

Questa crisi non nasce dai debiti pubblici: sono certamente un problema; ma c’erano anche prima e si riusciva a gestirli con relativa tranquillità. Questa crisi non nasce dall’euro: certamente le regole e le istituzioni europee si sono rivelate pericolosamente incomplete e devono essere riviste e completate; ma sono lì da 15 anni, e a lungo hanno garantito un buono sviluppo. Questa crisi nasce dai mercati finanziari.

Prima, nel 2008-09, negli Stati Uniti, quando la crisi dei mutui ha messo in moto un meccanismo a catena; poi, in Europa: quando è arrivata la crisi finanziaria americana e soprattutto quando gli investitori internazionali hanno cominciato a percepire come possibile una rottura dell’euro. In Grecia. Perché il rischio di finanziare la Grecia è cresciuto molto, da quando è diventato possibile uno scenario in cui quel paese non riesce a ripagare i propri debiti, e ancor più in uno scenario in cui la Grecia abbandona l’euro. Dalla Grecia il contagio ha raggiunto altri paesi: indebitati, come Portogallo e Italia, o campioni di finanze pubbliche in ordine, come la Spagna. Il contagio è un tipico fenomeno di psicologia dei mercati finanziari: se la Grecia può uscire dall’euro, perché non può accadere alla Spagna? O all’Italia? Non si tratta di studi accademici: speculare contro le economie europee più deboli può far guadagnare moltissimo, se queste economie davvero si indeboliscono. Ma se vengono chiesti tassi di interesse sempre più alti, e le banche attraversano una profonda crisi, come in Spagna, il compito per il governo si fa molto più difficile; occorre aumentare le tasse e ridurre le spese. Ma questo intensifica la recessione, e con la recessione la possibilità che il paese non ce la faccia. E così le «profezie» dei mercati finanziari spesso si avverano, perché i loro comportamenti contribuiscono ad avverarle.

Come se ne esce? Se ne esce quando cambiano le «aspettative» degli investitori; quando cominciano a pensare che potrebbe andare a finire bene, e non male. E che cosa può provocare questo cambiamento? Le politiche interne dei diversi paesi sono importanti, anche se non decisive. L’azione del governo Monti – da questo punto di vista – è stata positiva, nel suo tentativo di presentare agli investitori internazionali finanze pubbliche a posto, oggi e domani. Utile. Ma certamente non decisiva. Anche perché la grande stretta di finanza pubblica rende più difficile la ripresa economica, e l’economia italiana rischia di avvitarsi. Certamente un governo serio aiuta. Ma nel mondo d’oggi i governi sono assai meno potenti che in passato, e non hanno la forza da soli di cambiare la situazione. Cosa assai importante da tenere a mente. Chi può essere decisivo, allora? Certamente l’Unione europea. Potrebbe mettere in atto meccanismi di intervento – come il fondo salva-Stati o ancora più gli eurobond – in grado di dare certezze molto più ampie sul futuro dell’euro e di tutti gli Stati membri. Dimostrare che la politica, il governo, contano più dell’economia, degli operatori finanziari. Purtroppo l’Unione europea ha fatto e fa molto poco, molto lentamente, molto in ritardo. Non c’è consenso politico. Forte è l’opposizione della Germania e di alcuni paesi satelliti. Per motivi ideologici, e per motivi pratici, dato che in questa situazione la Germania (che si indebita a costo zero) continua a guadagnare moltissimo. C’è un ultimo attore: la Banca centrale europea. Basterebbe un annuncio del suo Governatore per cambiare sensibilmente le aspettative degli operatori, per convincerli a comportarsi, sempre nel proprio interesse, diversamente. Perché Draghi non parla chiaramente? Perché – è lecito pensare – ha bisogno di creare un forte consenso intorno alle sue prese di posizione, e la certezza che possa poi fare quello che dichiara di voler fare.

La speranza è che i dati di questi giorni indichino che l’intervento di Draghi e della Banca centrale europea stia apparendo sempre più possibile. La verità è che non lo sappiamo, e che possiamo solo sperarlo. Due quindi le conclusioni: la prima, positiva, che un filo di ottimismo c’è; la seconda, assai più problematica, è che il nostro futuro dipende da scelte quasi completamente fuori dal potere delle nostre istituzioni democratiche, e in assenza di istituzioni democratiche europee sufficientemente forti. Quando ne usciremo, il tema della democrazia e dell’equilibrio dei poteri in Europa sarà il primo grande tema da affrontare.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400