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La domenica dell'Italia «neoquaresimale»

di Michele Cozzi
di MICHELE COZZI 

Domenica agostana, anno primo dell'era geologica montiana, volgarmente conosciuta come «neo quaresimale». L'italica famiglia Passaguai, dopo una settimana di lavoro, per chi ce l'ha, e di pianto, per chi lo sogna come una chimera, decide di concedersi una giornata al mare. Sono passati cinquant'anni, più o meno dalle disavventure raccontate dall'esilarante film con Aldo Fabrizi e Ave Ninchi, con la vasta tribù di parenti e affini, alla caccia di un metroquadrato sulla spiaggia di Ostia, ma l'italiano medio sembra ripiombato in quel piccolo mondo antico, fatto di mille espedienti, tante incertezze e paura per il futuro. Alla famiglia Passaguai hanno raccontato per decenni di far parte del circo Barnum dell'Italia godereccia, dei ristoranti sempre pieni, delle vacanze nei luoghi esotici con voli low cost. E molti ci hanno creduto, spendendo e vivendo spesso al di sopra delle proprie possibilità. È stato così fino all'estate scorsa. 

Sembra passata un'era geologica. In un anno la famiglia Passaguai ha scoperto improvvisamente di essere stata cacciata nell'inferno della precarietà, della povertà incombente, sotto una valanga di tasse che non finiscono mai. Con lo spettro che ai guai non c'è mai fine. Non solo, alla famiglia Passaguai tolgono i soldi dalle tasche e vogliono pure cambiare la mentalità, il modo di essere, come dice Sua Maestà Mario I. Così resta un lontano ricordo non solo la vecchia concezione della villeggiatura, che andava tanto di moda nell'Italia del boom, come una fase di rieducazione di se stessi, per ritemprarsi mentalmente, leggendo qualche buon libro, prima di rituffarsi nella quotidianità. Ma persino la «toccata e fuga» di pochi giorni, nelle località a un tiro di schioppo da casa. Meglio non parlare, poi di ristoranti. C'è il rischio che un agente delle tasse ti spunti dal piatto di patate, riso e cozze. E la barchetta ? Vuoi mettere che ti chiedono come te la sei fatta... No, no, meglio stare lontani dai porticcioli. Che infatti, dalla Puglia alla Sardegna, sono semi-vuoti, mentre esplodono quelli greci e dei paesi adriatici. Ma chi se ne frega, di tutto questo, obietta la famiglia Passaguai. Non c'ho una lira.. E così, in questa infuocata domenica d'agosto, s'imbarcano su una Duna semi-antiquariato, padre, madre, figli, nipoti, suoceri, amici e persino il cane, direzione «Pane Pomodoro», a Bari, o le marine leccesi, nel Salento. Con il carico di ombrelloni, sdraio, salvagenti, palette e secchielli per i bambini. Ma soprattutto, con il tesoro più importante: pasta al forno, allievi crudi, agnello arrosto, per i baresi; impepate varie, ciceri e tria, pettule e pasticciotti per i leccesi. 

E inizia la disavventura: per chi vuole rischiare, chilometri di code, in un serpentone di veicoli infuocati, con la capa che incomincia a bollire, i bambini che piangono, la macchina che si infiamma. E quando la disgraziata famiglia arriva finalmente al mare, inizia un'altra battaglia. Non c'è un centimetro a disposizione, gli ombrelloni si intrecciano, si intortano. Come un cercatore d'oro il capo clan va alla caccia dell'unico budello di spiaggia rimasto libero. E quando riesce finalmente ad infilare l'ombrellone nella sabbia assume la stessa sacralità di Armstrong che pianta la bandiera americana sul suolo lunare. Ma è solo l'antipasto dell'inferno. Il tuffo in acqua, un po' di refrigerio, con gli occhi ben aperti con gli acqua scooter che ti passano ad un tiro, i ragazzini che si scagliano la palla, chi gioca a tamburello pensando di essere a Wimbledon, un esercito di ambulanti che cerca di venderti qualsiasi tipo di cineseria e di oggetti contraffatti. Altro che riposo e svago. Un cumulo di stress, mentale e fisico. Il caldo sale, insopportabile: l'acqua portata da casa è ormai pronta per bollire la pasta, si corre al chioschetto. Una bottiglietta costa l'equivalente di una confezione in un supermercato. Il capofamiglia abbozza, che può farci... 

La giornata, finalmente, volge al termine. C'è l'ultimo obolo che il signor Passaguai deve versare al parcheggiatore, più o meno abusivo. Ormai è un automa, reimbarca tutti in macchina, cercando di non dimenticare nessuno. Si rimette in marcia, l'inferno è aumentato, le migliaia di famiglie Passaguai si sono messe in marcia tutte insieme. Per continuare a farsi del male. Finalmente, a serata inoltrata, l'arrivo a casa. Tutti più stressati e incazzati che mai. Col desiderio masochistico di ripetere l'esperienza la domenica successiva. Ma è solo quello che possono permettersi le tante famiglie d’Italia ai tempi di Mario I. Che predica: dimenticate le tasse per un solo giorno, perché gli altri vanno vissuti con sobrietà, senza sprechi né vizi. E un altro valvassore declama il suo rosario: lavorate di più e fate meno ferie. È il nuovo pensiero unico dell’Italia «neo quaresimale».

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