Giovedì 21 Marzo 2019 | 06:24

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Il cerchio magico si riapre

di Stefano Tatullo
di Stefano Tatullo 

Possiamo dirlo? Siamo delusi. E se dobbiamo dirla tutta, ci dispiace. Lega Nord e Bossi erano l’ultima cosa che ci faceva credere in un’Italia onesta e pulita, pura e dura (scusate l’espressione). La penultima era il consiglio regionale della Lombardia. La terzultima certi tesorieri di partito italiani. 

E qui il cerchio magicamente si chiude. Invece guardate quel Belsito lì che restituisce lingotti d’oro e diamanti manco fossimo in un film di trafficanti in Africa ai tempi di Bokassa. Ha restituito anche l’Audi A6 che usava il Renzo, ma questa per fortuna è una cosa proprio italiana, famigliare. E mancano ancora trecentomila euro, sempre in diamanti. Insomma, una cosa che non si può credere.

Uno si chiede: ma com’è stato possibile? Tutta quella gente con le corna e i campanacci, le sacre ampolle del Po, quel dito medio del Bossi sempre alzato contro ‘Roma ladrona’, e poià E poi, All’apparir del vero Tu, misera, cadesti, dice Leopardi, che però non si riferisce alla Lega, lo diciamo per Renzo che deve ancora sostenere degli esami. (E niente paura: gli studi leggiadri e le sudate carte non si riferiscono a lui). E guardate che caduta: un’ecatombe! Il Belsito si è dimesso da tesoriere, e poi è stato anche espulso; l’Umberto si è dimesso da segretario federale (ma subito l’hanno eletto presidente); il Boni si è dimesso da presidente del consiglio regionale della Lombardia; la Rizzi, nota come “la badante” del Trota, si è dimessa da assessore ai Giovani della Lombardia; il Trota, che poi è il povero Renzo, si è dimesso da consigliere della Lombardia. Per completezza di informazione, bisogna dire che non si è dimesso il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: uno perché non è leghista, e due perché non è indagato. Insistono a fargli domande su certe vacanze che gli avrebbe pagato Daccò, ma lui ha detto chiaro è tondo: uno, che si sente puro come acqua di fonte; due, che non ha avuto tempo per cercare le ricevute per dimostrare di aver pagato la vacanza fino all’ultimo euro; e tre, che anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori. Quest’ultima puntualizzazione non sembra essere stata molto apprezzata.

Non si è dimessa neanche la senatrice Rosy Mauro, nota come “la badante” dell’Umberto, ma in realtà vice presidente del Senato. Anche lei è stata espulsa dalla Lega, ma pare che continui a frequentare casa Bossi. Perché?, ci si chiede. E perché, ci si chiede ancora, l’Umberto e suo figlio hanno bisogno di una badante? Non sono abbastanza grandi tutt’e due? Certo, l’Umberto ha avuto i suoi problemi, ma non c’è già la signora Manuela, la moglie, in casa? Eh, facile a dirsi, ma quando si ha un marito sempre occupato con la politica, chi si occupa della casa? Chi porta il ragazzo piccolo, il Sirio, dal chirurgo a sistemarsi il naso? E l’Umberto stesso dal dentista? E la casa, che bisogna rifare il terrazzino? Certo, pagava tutto il Belsito con i soldi della Lega, che poi sono quelli del rimborso elettorale, che poi sono quelli dei cittadini italiani, che poi siamo noi; ma intanto era tutto sulle spalle di quella povera donna. Senza dire il notaio, che praticamente era diventato un secondo lavoro, perché avete idea che significa andare a fare gli atti per diciotto proprietà, quante ne ha intestate la signora? E poi la scuola Bosina (con una sola esse). Sì, è vero, i parlamentari della Lega le hanno fatto avere un sacco di soldi con la “legge mancia” (come suona male, vero?) ma poi bisogna gestirli, la scuola e i soldi. Insomma, questa povera donna non ha mai un minuto di tempo libero. Ed è chiaro che con i genitori così impegnati, un povero ragazzo come il Renzo, per esempio, ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui, e così ha trovato la Monica Rizzi, che gli ha dato una mano per farsi eleggere al Pirellone e il Belsito che si occupava di pagare i conti.

Perché, bisogna dirlo, questo ragazzo ha sacrificato la sua gioventù per la Lega. Lui non voleva candidarsi. Ma poi se il partito te lo chiede una volta, e due, e tre, tu alla fine cedi; anche per non far fare brutta figura a tuo padre che è il segretario federale. Certo, al consiglio regionale della Lombardia non si stava male: diecimila euro al mese, più la presenza di colleghi simpatici come la consigliera Minetti; ma Renzo ai soldi non ci toccava proprio, pagava tutto Belsito: la macchina, l’assicurazione, la benzina, le multe, la scorta di undici ragazzi, i pranzià Con i soldi della Lega, che sono quelli del rimborso, che sono quelli dei cittadini, cheà

Ecco, ma bisogna dire che non andava male. Poi però sono arrivati questi giudici con queste inchieste, l’Umberto si è dimesso, al Maroni non gli è parso vero di mettersi lì sul palco con la scopa di saggina, e allora si è dovuto dimettere anche il Renzo, e ilà e laà Un’ecatombe, un’ecatombe. E noi che credevamo che erano diversi. Siamo delusi, davvero. Ci dispiace, davvero.

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