Mercoledì 27 Marzo 2019 | 04:30

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

 
La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaL'annuncio
Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

 
LecceLa sentenza
Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

 
BrindisiL'episodio
Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

 
TarantoUn 36enne
Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

 
GdM.TVNel foggiano
«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena con «Maratona di New York»

 

Il fantasma dell’imu sul cammino del Professore

di Giuseppe De Tomaso
di GIUSEPPE DE TOMASO
Un fantasma sta turbando le notti del presidente del Consiglio: l’Imu. L’imposta sugli immobili costituisce la voce più pesante della manovra fiscale varata dal Professore sull’onda dello spread da infarto tra i titoli italiani e i corrispettivi tedeschi. Tutti sanno, sin dall’inizio, che l’Imu darà una sonora botta ai portafogli dei contribuenti, al mercato della casa, e alla ripresa dei consumi. Ma tutti finora avevano preferito esorcizzare la diabolicità del nuovo balzello, diluendo nel tempo angosce e preoccupazioni. Ora il bello, o il brutto, si avvicina. Forse non si pagherà in due rate, forse si pagherà in tre. Sta di fatto che l’umore degli italiani non sarà più lo stesso quando il Grande Fratello fiscale avrà tolto loro un altro po-po’ di soldini, cioè altri spicchi di libertà, dato che tra una tassazione al 50-60% e una tassazione al 30-40% esiste la medesima differenza che passa tra una condizione di (sostanziale) sudditanza e uno status di (relativa) indipendenza economica.

Come possa un Paese assediato da un’imposizione fiscale da capogiro pensare di rimettere in moto l’aereo della ripresa, non lo scoprirebbe neppure uno scrittore di fantascienza. Eppure, il professor Monti, sostenuto dal professor Piero Giarda, non dà l’impressione di considerare il mostruoso, e sempre più esoso, prelievo fiscale, come il vero caimano che uccide la crescita. 

Èsufficiente ripetere il tormentone contro l’evasione tributaria per mettersi la coscienza a posto. Quanto al resto, meglio procedere come un martello pneumatico contro il popolo più tartassato del globo. Mancano i soldi per la protezione civile? Via con il rincaro della benzina. Ogni occasione è buona per togliere quattrini a chi produce e lavora. E quando qualcuno alza la voce, si ipotizza l’avvento di qualche tassa etica, ad esempio contro l’obesità, in perfetta aderenza con le tesi di chi vuole attribuire allo Stato tutto il potere di decidere per noi: dall’influenza sul nostro stile di vita alla sanzione per comportamenti giudicati peccaminosi e censurabili dal Principe. Se poi la gente comune non ce la fa, se sale il numero di imprenditori e lavoratori indotti a togliersi la vita dall’impossibilità di resistere all’urto della crisi, beh queste tragedie sembrano archiviate, a certi livelli decisionali, alla stregua di un fenomeno statistico.

Il premier non ce ne voglia. Ma, avendo concentrato tutta la sua manovra sul versante delle tasse, non ha dato un contributo per così dire «strutturale» all’abbattimento del debito pubblico, un vulcano che tra pochi anni potrebbe travolgere il Belpaese provocando più danni della lava eruttata dal Vesuvio quando distrusse Pompei e Ercolano. L’alta tassazione è il vero peccato all’origine dei numerosi drammi personali e sociali che stanno dilagando sullo Stivale. Troppe tasse sulle imprese comportano prezzi più alti e salari più bassi. Il che significa frenare la spinta propulsiva delle aziende, metterle fuori mercato rispetto alla concorrenza. Tradotto: troppe tasse significano più disoccupazione.

Anche le tasse sui cittadini non giovano all’interesse generale, perché riducono i consumi e alimentano la fuga di capitali. Ma, da quest’orecchio molti governanti preferiscono non sentire, giudicando quasi irreversibile la spirale tra debito pubblico e tassazione: un atteggiamento incosciente e irresponsabile, fondato sul più cinico egoismo. Chi se ne frega se le spese pazze, i debiti scriteriati di oggi saranno le tasse di domani. Saranno cavoli di chi verrà.

Monti aveva il dovere di ricordare che il risparmio, pubblico e privato, rappresenta la più sicura e sincera prova di solidarietà inter-generazionale. Aveva il dovere di sottolineare che nessuna famiglia ha mai conservato la prosperità dopo aver adottato un tenore di vita indifferente al conto in banca. Aveva l’opportunità di dimostrare che vendendo beni di Stato strategici solo per gli alti papaveri della burocrazia addetta alla loro gestione sarebbe stato possibile erodere il debito pubblico senza toccare in continuazione le tasche degli italiani. Monti, invece, ha preferito concentrarsi esclusivamente sull’avanzo primario, vale a dire sull’attivo dei bilanci annuali al netto degli interessi sul debito. Obiettivo che, storicamente, si raggiunge introducendo nuove tasse. Che, a loro volta, però, contribuiscono ad alimentare il debito e a deprimere la produzione.

Monti forse sperava che il traino europeo e internazionale avrebbe supplito agli effetti benefici di un calo del carico fiscale. Speranza mal riposta, come dimostra il malessere diffuso nel Vecchio Continente. Monti, invece, soprattutto nel suo primo mese da premier avrebbe dovuto adoperare l’accetta senza tanti riguardi per nessuno. Non lo ha fatto e oggi rischia il bis dell’incubo spread già vissuto nell’ultima fase del governo Berlusconi. Il che vorrebbe dire una nuova manovra, più tassaiòla delle precedenti, successiva al salasso Imu.

Ma fino a quando si abuserà della pazienza dei contribuenti (onesti)? C’è chi dice che prima o poi scoppierà una rivolta sociale, cui seguirà una ribellione fiscale. Due reazioni che in fondo sono e sarebbero la stessa cosa.


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400