Martedì 26 Marzo 2019 | 11:41

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaLa polemica
Elezioni, blog 5 Stelle: «Pd elegge Pittella e 2 indagati»

Elezioni, blog 5 Stelle: «Pd elegge Pittella e 2 indagati»

 
BariCambio di gestione
Rifiuti, a Mola di Bari il servizio raccolta passa di mano

Rifiuti, a Mola di Bari il servizio raccolta passa di mano

 
LecceIl convegno
«Breast Unit», cresce del 18% sopravvivenza dal cancro al seno

«Breast Unit», cresce del 18% sopravvivenza dal cancro al seno

 
FoggiaIl riconoscimento
Istituto di Foggia vince premio OdG per giornale scolastico

Istituto di Foggia vince premio OdG per giornale scolastico

 
TarantoNel Tarantino
Frode da 2,6mln di euro a Regione Puglia, sequestrati beni a società di Massafra

Frode da 2,6mln di euro a Regione Puglia, sequestrati beni a società di Massafra

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena con «Maratona di New York»

 
BrindisiI funerali
L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

 

La politica dica la sua sul futuro delle Università

di Gianfranco Viesti
di GIANFRANCO VIESTI

È indispensabile discutere con grande attenzione del futuro dell’università italiana. Non è difficile spiegare perché. Siamo in un momento molto delicato della vita nazionale. La grande crisi economica, l’assoluta necessità di mantenere in equilibrio i conti pubblici, la presenza di un governo dalle caratteristiche molto originali, fanno sì che molte cose stiano cambiando o possano cambiare. C’è da fare sacrifici. Ma non necessariamente i cambiamenti dovranno essere tutti in peggio. E’ un momento nel quale si può mettere mano a questioni antiche, e provare ad affrontarle con spirito nuovo, e ad avviarle a soluzione; per questo, occorre riflettere con grande attenzione: banalmente, abbiamo grandi possibilità, ma anche grandi rischi. 

L’università è al centro di grandi discussioni tecniche. Riguardano non solo i meccanismi di finanziamento e di organizzazione – anche per effetto della legge predisposta dall’ex ministro Gelmini – ma anche temi più fondo, dal valore legale del titolo di studio alla stessa struttura del sistema universitario nazionale (sedi, corsi, valutazioni di qualità). Si tratta di temi molto articolati, non semplici da padroneggiare. 

Ma è possibile isolare alcune grandi questioni di fondo, che possano essere facilmente comprensibili anche ai non addetti ai lavori. 

1) Siamo anche nel pieno di una forte offensiva per smantellare il sistema universitario pubblico così come oggi lo conosciamo. Questa offensiva non è sostenuta da uno specifico partito politico, ma da interessi che si catalizzano, ad esempio, sulle pagine del “Corriere della Sera” e negli interventi di alcuni commentatori. L’idea è semplice: dividere gli atenei italiani in diverse categorie, ed assicurare solo a quelli migliori (ovviamente tutti al Nord) finanziamenti adeguati; non puntare ad un accrescimento complessivo della formazione universitaria dei giovani italiani (assai inferiore, oggi, a quella media europea), ma puntare su una piccola elite e su tanti tecnici; 

2) Questo incrocia i meccanismi di valutazione delle Università – al fine di determinare l’ammontare del loro finanziamento statale – avviati dall’ex ministro Gelmini. E’ stato scritto più volte su queste colonne: un meccanismo pessimo. Indicatori assai discutibili (come la velocità degli studenti nel superare gli esami); modalità per cui non si sapeva in anticipo su che cosa si sarebbe stati valutatati. Ci sono domande non semplici, assai interessanti, necessarie: chi è “virtuoso”? Come si premia, giustamente, il merito? Come si incentivano le università a migliorare? Le risposte sono state approssimative; hanno distribuito premi in misura in parte casuale, e hanno penalizzato chi partiva con meno risorse. Premiare il merito è fondamentale, specie in Italia: ma bisogna farlo con onestà e competenza. Spiace, a riguardo, che si sia lasciata cadere una proposta tecnica elaborata in Puglia, per ridiscutere complessivamente il sistema degli indicatori: è meno utile protestare sugli esisti se non si ha la capacità di influenzare i meccanismi; o almeno di provarci. 

3) Anche in connessione con queste vicende, vi è da tempo un sostanziale blocco del rinnovamento del personale universitario in molte sedi. E’ il fenomeno più pericoloso, perché funziona a valanga. Molti, più anziani, vanno in pensione; ma non entrano giovani. Quindi si riduce eccessivamente l’offerta didattica (che certo doveva essere razionalizzata); ma così si perdono studenti e finanziamenti, e si è ancora meno in grado di sostituire chi va via. E i giovani più bravi devono emigrare per poter aspirare ad una normale carriera universitaria. E’ ciò che si vive in Puglia da tempo; situazione aggravata da una decisione assai discutibile, presa a fine 2011, relativa al reclutamento di nuovi professori associati. Ma se non si sblocca il ricambio, le università muoiono. Fa rabbia sentir lamentare la nuova, forte, emigrazione intellettuale dal Sud mentre la si favorisce. 

4) Paradossalmente, quel che resta delle politiche di sviluppo nazionali sta destinando significative risorse straordinarie per nuovi investimenti alle università del Sud. Nuove strutture. Ma chi conterranno se, nello stesso tempo, le università non hanno le risorse per mantenere il personale? Come funzioneranno se le università non hanno le risorse ordinarie per funzionare? Non è il caso di riflettere, con straordinaria intensità, sul nesso fra le diverse politiche? E prendere decisioni anche molto innovative, ma adatte allo spirito dei tempi, come destinare parte delle risorse straordinarie a piani di inserimento di nuovi giovani piuttosto che a nuove strutture? Questioni fra loro intricate. Ma che non possono restare rinchiuse in un dibattitto specialistico, o, peggio, tradotte in qualunquistici slogan di largo consumo di chi all’insegna della lotta alla casta e agli sprechi difende i propri interessi. Devono riguardare l’opinione pubblica più ampia: è un tema importante, che riguarda il futuro dei più giovani, dei figli e dei nipoti, e influenza molto lo sviluppo complessivo dei territori. E soprattutto deve riguardare la politica, oggi assai sfocata. Mentre al governo c’è Monti, di che si occupano i partiti? Un tema fondamentale come questo non merita forse attenzione e proposta? I contenuti specifici sono complessi tecnicamente, ma le grandi scelte politiche che li ispirano sono semplici da raccontare e sostenere. Se anche su questo manca la politica, tutto si riduce a scontro di interessi; e diventa davvero difficile cambiare l’Italia in meglio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400