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Signori saltimbanchi lasciateci faticare

di Lino Patruno
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Ovvio che quelli della Lega Nord cerchino di sfasciare l’Italia: a loro non interessa nulla dell’Italia. A loro interessa solo la casciara per vilipendere l’Italia, rispolverare il milione di fucili, fare le vittime per arraffare sempre di più da quel Paese la cui bandiera trattano come carta igienica. E del resto, visto che ha sempre funzionato, continuano. L’Italia è all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare per salvarsi, la gente perde lavoro e vita, ma loro continuano a fare baldoria per succhiare voti alla spalle degli altri. Povero Nord cosiddetto operoso, se è finito così.

Smemorati, fra l’altro. Lasciamo stare Tremonti, che accusa l’attuale governo di aver pensato soltanto al rigore infischiandosene dell’equità e soprattutto della crescita. Lui, che Berlusconi avrebbe voluto cacciare un giorno sì e l’altro pure perché non sapeva far altro che tagliare. Lo stesso Berlusconi che ha dovuto ricordare agli ex alleati che la contestatissima Imu, la tassa sulla casa, l’avevano inventata loro e sarebbe entrata in vigore nel 2014 col federalismo. Solo che la loro Imu se la sarebbero presa tutta i Comuni, questa di Monti va per metà all’odiato Stato.

Per la verità al cittadino interessa solo di doverla pagare. Ma sono i sindaci nordisti a minacciare l’obiezione fiscale, cioè non pagare, dicendo che senza quei soldi non ce la fanno. Essi che non hanno i disoccupati e gli sfrattati dietro la porta, chissà cosa dovrebbero dire quelli del Sud. Ma finché fosse stato il federalismo ad ammazzare metà Paese, andava bene. Ora invece torna “Roma ladrona”. Guardandosi però bene dall’uscire dai consigli di amministrazione delle aziende pubbliche del Paese che disprezzano. Dal lasciare la presidenza di Finmeccanica. Dal lasciare la presidenza di Alenia, fresca di scippo della sede legale da Napoli a Varese. Dall’accorpare i piccoli Comuni, salvati coi loro assurdi costi perché quasi tutti al Nord. Dal rinunciare ai 40 miliardi di incentivi alle imprese (che vanno dove ci sono più imprese, quindi anche questi soprattutto al Nord).

Barricate, barricate. Barricate dei tassisti. Barricate dei farmacisti. Barricate dei negozi. Barricate degli evasori fiscali. Barricate da parte di chiunque per la prima volta dovrebbe pensare all’interesse generale invece che a quello privato. Tanto a pagare, soprattutto le tasse, sono sempre gli altri. Meno male che c’è un Nord che, pur sofferente, continua nel silenzio a lavorare nonostante i leghisti. E che su quella produzione e su quel lavoro dovrebbe davvero essere meno massacrato di tasse. Ma i leghisti, che non richiesti dicono di difenderli, si guardano bene anche dallo smantellare quello scandalo italiano dell’oltre cinquanta per cento di economia statale che pesa sul resto del Paese, al Nord come al Sud. Perché ci vanno appunto a prendere i posti superstipendiati di potere.

Inutile dire che il Sud, come le stelle, rischia ancòra una volta di stare a guardare. Sud i cui produttori sono la parte buona d’Italia come quelli del Nord. Vittime entrambi di una politica che ha fatto anch’essa le barricate (e ti pare) al solo pensiero di dover condividere qualche rinuncia. E Sud che pur nelle consuete condizioni peggiori, ha contribuito al boom delle esportazioni più del Nord (con la Puglia in testa). E Sud per il quale, ma guarda, si scopre la necessità di infrastrutture, quel quaranta per cento in meno che gli fa pesare di più tutto ciò che fa, lo fa faticare sempre in salita per sentirsi dire poi di essere parassita eccetera eccetera. Solo che se osava chiederle, queste infrastrutture, era il solito Sud piagnone.

La conferma si ha dall’ennesimo Piano per il Sud di questo governo, nel quale la presenza del ministro Barca è garanzia di competenza e serietà. Bene che si sia puntato su ferrovie, scuola, banda larga per computer veloci, sgravi per le assunzioni. E bene che si siano trovati sùbito i fondi, al contrario di un recente passato (tremontiano, ancòra) in cui si garantiva di tutto tanto poi i soldi o non c’erano o erano dirottati per pagare le multe-latte dei vaccari del Nord. Si farà, per dire, solo un primo pezzetto dell’alta velocità fra Bari e Napoli, ma non starà anche il Sud a fare casciara come quei saltimbanchi alla Calderoli.

Il “pensare positivo” meridionale fa finta anche di ignorare una perenne beffa della storia. Per il Sud il “piano di coesione”, cioè una presunta spesa “straordinaria”, prevede 3146 milioni. Poi però per il Centro Nord si sbloccano fondi di spesa “ordinaria” per 3800 milioni. Cioè al Sud si dà meno che al Nord, dicendo però che lo si dà in aggiunta rispetto a non si sa cosa. Morale: il miracolo di voler ridurre il divario dando meno a chi ha il divario. Ma al Sud c’è gente seria, le pagliacciate del milione di fucili le fanno gli altri.

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