Martedì 26 Marzo 2019 | 01:46

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaQuote rosa
Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

 
TarantoInquinamento ex Ilva
Il Comune di Taranto discute di ambiente: presente Emiliano

Il Comune di Taranto discute dell'aumento della diossina: presente Emiliano

 
LecceLa protesta
Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

 
HomeIl caso
Bari, acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

Gioia del Colle, beve al bar acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

 
HomeL'inchiesta
La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

 
BrindisiI funerali
L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

 

Si fa presto a dire «è qui la festa» se a Foggia regnano miseria ed indifferenza

di Ernesto Tardivo
di ERNESTO TARDIVO

Diciamo che la realtà è una invenzione del Signore; che basta chiudere gli occhi per inventarsene e immaginarne una diversa. Semmai fosse diversa...Ferragosto a Foggia: facile dire che sia qui la festa: il corso transennata e l’isola pedonale semideserta aspettando i fuochi di mezzanotte al pronao della villa; la processione e la banda: chissà se qualcuno ha suonato e soprattutto pregato anche per questa città incastonata nel grigio del suo malessere e dei suoi mille problemi. Il cortei dei fedeli varca l’ingresso del borgo antico, laddove è sistemata la solita arcata di luminarie prodotto impalpabile e strapaesano fatto di un incrocio di fasci luminosi: una lampadina rossa, una gialla, una verde ad alternarsi tra miseria, poco giubilo e tanta indifferenza, come se il mix si alleasse per brutalizzare la scena di cui si salvano solo le radici e il contesto della festa. Nello sfondo la cattedrale ancora ingabbiata. «Ma quando la aprono?», riparte il ritornello in processione. «Ancora un anno, forse due...», fanno fatica persino gli imbonitori. Schizzi di realismo alle spalle: «Per ora l’hanno incendiata... ». 

Ferragosto a Foggia, non è qui la festa. Come potrebbe esserlo del resto in una città dove ogni emergenza è un miracolo rimandato, un intervento un tram perduto, la marginalità mai riscattata e ogni promessa una preghiera di cui si son perse le parole. I soldi contro il degrado dei borghi disastrati si sono volatilizzati e le periferie perciò resteranno mostrificate ancora a lungo, le baracche un folklore fatto di sola miseria. Ci ha colpito una riflessione inviataci tra le tante e-mai e pescata nel mare dell’estate telematico. E’ quella di Salvatore Valerio presidente di un laboratorio di evoluzione politica e delle idee. 

Riflette Valerio: «Foggia, la città che Alberto Moravia ( “Gli indifferenti”) classificò come una delle più brutte città al Mondo insieme a La Paz (Bolivia) e Calcutta (India) durante una conferenza negli anni 60. Moravia si fermò a Foggia come il "Cristo" di Carlo Levi si fermò a Eboli. Il famoso scrittore volle fornire un giudizio esclusivo per l'aspetto meramente urbanistico, o piuttosto voleva soffermarsi sull'aspetto sociologico, quello del foggiano pervaso spesso da una totale apatia e privo di ogni slancio civico e sociale? Io ritengo che la risposta sia in un mix di entrambe le cose. D'altra parte lo scrittore cosa ci vuol far capire con i suoi personaggi? Non è per caso vero che per tanti foggiani l'indifferenza è un modus vivendi, invece di essere considerata una malattia, una situazione dalla quale venir fuori subito? Non è forse vero che molti foggiani al pari dei personaggi di Moravia vivono ai margini dello squallore dove le passioni sono bandite e il tutto ruota intorno esclusivamente all'interesse? 

In questi giorni, mi chiedevo, come classificherebbe Foggia, Alberto Moravia? Una città che malgrado lamenti una disastrosa situazione amministrativa, è riuscita a perdere (grazie ai suoi amministratori "distratti") 7 milioni di euro di finanziamento regionale ai fini della riqualificazione urbana, per aver tardato nella presentazione del bando.Una città dove il degrado è una costante. Una città dove anche quest'anno la Festa del 15 agosto che festeggia La Madonna dei Sette Veli, trae le sue origini nel ceto più umile ma laborioso del capoluogo dauno, i foggiani non potranno venerarla nella Cattedrale (dal 2005 che la “Chiesa Madre” è chiusa per lavori in corso). Addirittura è andata in fiamme qualche settimana fa la parte alta della torre campanaria (dolo?). Una città che da tanti anni attende l'agibilità di un Teatro dedicato a uno dei più importanti compositori di tutti i tempi, il foggiano Umberto Giordano, esclusivamente per la negligenza perpetrata ad ogni livello. Una città che ha un bell' Anfiteatro ( il Mediterraneo) che può ospitare circa 3150 spettatori, nel maggio 2011 i lavori di adeguamento furono ultimati, tuttavia ad oggi il teatro non è stato ancora restituito alla città. Si intuiscie dove il nostro collocherebbe Foggia. 

In conclusione ci vuole un'altro Moravia per stimolarci? Svegliamoci allora, e scrolliamoci di dosso questa infame indifferenza» . E torna l’interrogativo rabbioso: cos’è una città senza il suo tempio nel giorno della festa; cos’è una polis priva del suo teatro, agorà del mondo greco? Cos’è Foggia estratta dalla gogna della spazzatura. E sì ch vien voglia di sognare una città normale almeno nel giorno della festa. Senza chiudere gli occhi, immaginandola normalmente diversa...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400