Giovedì 21 Marzo 2019 | 06:18

NEWS DALLA SEZIONE

la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 
L'editoriale
Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

Attenzione a non tifare per la decrescita infelice

 
L'analisi
Comincia su un treno la morte del Sud

Comincia su un treno la morte del Sud

 
La riflessione
Le reprimende del garante per i malanni del fisco

Le reprimende del garante per i malanni del fisco

 
L'analisi
Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

Il mondo gira, l’Italia e il Sud non stiano a guardare

 
La riflessione
L’Italia a due velocità: il passato che non passa

L’Italia a due velocità: il passato che non passa

 
L'analisi
Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

Le emergenze planetarie non sono «sovraniste»

 

Il Biancorosso

IL PERSONAGGIO
La signora Francesca colpisce ancoraPizze e focacce per gli auguri a Brienza

La signora Francesca colpisce ancora
Pizze e focacce per gli auguri a Brienza

 

NEWS DALLE PROVINCE

MateraInfortunio sul lavoro
Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

 
LecceIl fatto nel 2015
Lecce, pm riapre il caso del suicidio di «dj Navi»

Lecce, pm riapre il caso del suicidio di «dj Navi»

 
BariCassazione
BARI, Lady Asl pagò ricerca microspie con soldi pubblici: risarcirà

Bari, Lady Asl pagò ricerca microspie con soldi pubblici: risarcirà

 
BatNel nordbarese
Margherita di Savoia, 200kg di cozze conservate e lavorate in un autoparco: sequestri

Margherita di Savoia, 200kg di cozze conservate e lavorate in un autoparco: sequestri

 
TarantoA taranto
Ex Ilva, genitori bimbi morti: «Inopportuno vertice su inquinamento»

Ex Ilva, genitori bimbi morti: «Inopportuno vertice su inquinamento»

 
FoggiaNel Foggiano
Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

Lesina, procura indaga su imprenditore Casanova per abusi edilizi

 
BrindisiCentrale Enel Brindisi
Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

Cerano, principio di incendio nella torre nastro trasportatore, nessuna conseguenza

 
PotenzaLe previsioni
Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

Economia: nel 2019-2023 Potenza crescita zero

 

Il divo Giulio, l’asso nella manica di Umberto B.

di Giuseppe De Tomaso
di Giuseppe De Tomaso

L’unica certezza del match tra Berlusconi e Bossi sull’ipotesi di aprire l’alleanza all’Udc di Casini è il risultato: uno a uno. Il Cavaliere ha stoppato l’assalto leghista per le elezioni anticipate mentre il Senatùr ha fermato l’offensiva del Pdl a favore dell’apertura ai centristi. Dunque, non si voterà a dicembre, e anche il voto in primavera, dopo il pareggio di ieri, è più in bilico di un trapezista. Il che, per restare in ambito calcistico, allontana anche l’ingaggio di Ibrahimovic da parte del Milan, una mossa che avrebbe potuto fare presa tra gli elettori che tifano per il Diavolo rossonero.
Fino a poche settimane addietro, il presidente del Consiglio non era contrario allo scioglimento delle Camere. Anzi, non vedeva l’ora di ripresentarsi ai votanti per mettere fuori gioco il presidente della Camera.
Ma negli ultimi tempi, il Premier ha cambiato linea: sia perché la verifica elettorale avrebbe potuto generare qualche sorpresa al Senato, il cui premio di maggioranza, diversamente dalla Camera, viene assegnato regione per regione; sia perché la conta avrebbe potuto gratificare più la Lega che il Pdl, con sommo disappunto tra i berlusconiani del Nord; sia perché al Cavaliere sta a cuore il «processo breve», la cui approvazione mal si coniuga con le eccitazioni preelettorali; sia perché il capo del centrodestra non poteva ottenere da nessuno la garanzia che una volta rassegnate le dimissioni da Palazzo Chigi sarebbero immediatamente scattate le procedure per il ritorno alle urne. E se si fosse trovata una maggioranza numerica in Aula pescando tra i parlamentari timorosi di perdere il seggio? E se fosse stato possibile allestire un esecutivo tecnico da affidare alle direttive di un Mario Draghi? In tal caso, il presidente della Repubblica non avrebbe potuto fare finta di nulla, con profondo dispiacere di Berlusconi che avrebbe così rivissuto l’incubo di una quindicina di anni fa, quando il governo Dini, concepito per durare sole poche settimane, non solo durò più di un anno, ma costituì le basi del ribaltone, e della successiva vittoria elettorale del centrosinistra. Ecco perché al Cavaliere conveniva e converrebbe andare avanti per un paio d’anni, con una coalizione allargata agli ex alleati dell’Udc.
Ma da questo orecchio Bossi non sente ragioni. Il guerriero leghista sa di possedere il potere di coalizione nel centrodestra, e non intende condividerlo con nessuno. Di qui le barricate preventive contro l’ipotetico reingresso di Casini nell’alleanza. Di qui il linguaggio pesante e i messaggi cifrati di Bossi su temi come le banche o il federalismo. Di qui il contrattacco sull’idea di sostituire i finiani con l’Udc: «Caro Silvio, non è colpa mia se i tuoi fedelissimi avevano calcolato in quattro gatti la scissione di Fini. Invece, i finiani sono molto di più. Tanto vale, allora continuare a trattare con questi, anzinché con i centristi».
Ma l’asso nella manica del generale padano si chiama Giulio Tremonti. L’ex ministro Rino Formica, sottile analista delle trame politiche, ritiene che la posta in gioco tra Silvio e Giulio non sia Palazzo Chigi, bensì il Quirinale, cioè la successione a Giorgio Napolitano. Può darsi. Ma adesso il rapporto Bossi-Tremonti appare così inossidabile da lasciare aperta anche un’altra strada: il vicariato di Tremonti al vertice della Lega. Oggi il titolare dell’economia, grazie alla vicinanza quotidiana con Bossi, è l’uomo politico più amato dal popolo leghista (dopo l’Umberto, si capisce). Tremonti è più applaudito, nelle valli del Nord, di Roberto Maroni e Roberto Calderoli che pure non difettano di popolarità. Ma Tremonti, pur militando nel Pdl, appare il vero delfino del monarca di Gemonio. Di conseguenza, l’Harry Potter del Tesoro potrebbe giocare, a medio termine, non una sola partita, ma addirittura tre: Quirinale, Palazzo Chigi, eredità di Bossi nella Lega.
Berlusconi sa che il Divo Giulio gli è indispensabile, non soltanto per l’equilibrio dei conti pubblici e per la reputazione dell’Italia all’estero, ma anche o soprattutto per il suo ruolo decennale di ambasciatore con il Carroccio. Se, dopo un burrascoso divorzio, Umberto e Silvio hanno ripreso a parlarsi fino al punto di risposarsi (politicamente, è chiaro), il merito va assegnato alla diplomazia tremontiana. Ma ora, il ministro dell’economia non sembra, solo, un luogotenente di lusso, equidistante, o equivicino, tra i due comandanti. Appare, invece, per tre/quarti bossiano e un quarto berlusconiano. Lo testimoniano le sue dichiarazioni, lo confermano i suoi frequenti comizi con lo stato maggiore leghista, lo ribadiscono le sue posizioni («Mi dimetto»), mai smentite, in caso di approdo di Casini nel team governativo di Berlusconi. 
Cosicché. Se si vota, Bossi fa più capriole di gioia di un goleador africano. Se non si vota, può condizionare Berlusconi alzando la voce su federalismo e dintorni, in cambio di concessioni su giustizia e Mezzogiorno. In tutti e due i casi, il Senatùr possiede le chiavi della Cassa, attraverso il fidato Tremonti, unico caso al mondo di personaggio di spicco in grado di fare il numero due (o, sotto sotto, il vero numero uno?) di alleati-rivali del calibro di Silvio B e Umberto B. E chi possiede la Cassa sta meglio che in paradiso.
giuseppe.detomaso@gazzettamezzogiorno.it

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400