Mercoledì 27 Marzo 2019 | 00:11

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

 
La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaL'annuncio
Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

 
LecceLa sentenza
Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

 
BrindisiL'episodio
Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

 
TarantoUn 36enne
Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

 
GdM.TVNel foggiano
«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena con «Maratona di New York»

 

A votare ci andrà un popolo disgustato

di Giuseppe Giacovazzo
di Giuseppe Giacovazzo

Cosa è cambiato nei partiti tra la prima e la seconda Repubblica? Se ne discute sfogliando il bel libro di Gianpaolo Pansa: «I cari estinti». Ossia i personaggi della politica di ieri. Uno di essi, l'ex segretario dc Ciriaco De Mita, tira fuori una definizione della politica appresa da Aldo Moro, uno che ne capiva. «La politica è il governo intelligente degli avvenimenti».
Può sembrare a prima vista l'uovo di Colombo. Invece è molto profonda nella sua semplicità. Soprattutto se messa a confronto con la politica dominante nella seconda Repubblica che è l'esatto contrario: un continuo inseguire gli avvenimenti senza governarli. Lo vediamo giorno dopo giorno. Il governo insegue l'economia che gli sfugge di mano. La politica insegue la corruzione che avanza senza freni. Insegue la libera informazione e la mordacchia non funziona. Insegue la giustizia ma il lodo Alfano cade a pezzi. Una incessante fatica di Sisifo.
Se un governo gioca sempre in difesa è condannato a incassare gol da ogni parte: in economia, giustizia, stampa, etica pubblica. Non governa gli avvenimenti. Ha l'affanno a furia d'inseguire i fatti, la realtà dei fatti che cammina più speditamente della politica. E la rincorsa sfianca. Non si può sempre navigare a vista, nella nebbia. Le riforme hanno bisogno di un respiro lungo, di progettare senza fretta, non il solito rappezzo allo strappo quotidiano.
È qui che va cercata la causa prima di una situazione politica bloccata, velleitariamente protesa al cambiamento e tuttavia immobile, nello stile del Gattopardo. Una politica che tradisce sé stessa, la propria ragion d'essere: insegue gli eventi, sempre a rimorchio.
Non stiamo qui a celebrare i fasti di una prima Repubblica che ha pure avuto le sue cadute drammatiche. Basti ricordare gli anni di piombo, il terrorismo, i servizi deviati, la P2, l'uccisione di Moro. Ma ha potuto superarli perché i partiti avevano alle spalle una storia, ciascuno una propria storia. Insieme si riconoscevano nello sforzo generoso di una cultura democratica che dopo la dittatura e la guerra riuscì a dare all'Italia la Costituzione repubblicana.
Oggi i partiti sono i derivati di un precipitoso processo di negazione della propria storia. Si sono scrollati di dosso un passato per loro ingombrante. I comunisti sono ex comunisti. I democristiani ex democristiani. I socialisti addirittura scomparsi: unico caso nell'Occidente europeo. I neofascisti senza più radici. I liberali annegati nella destra plebiscitaria. La Lega sdraiata nella prateria degli interessi nordisti. Sbagliavano anche Craxi, Andreotti, Berlinguer, ma pensavano. Sbagliavano ma con un'idea della politica. Oggi si va avanti a colpi bassi di dossier, querele, diffamazioni.
Siamo scesi a un livello così scadente che persino la Chiesa cattolica, solitamente prudente, non esita a sentenziare: «L'Italia è oggi un paese senza classe politica». Non altrettanto direbbe di Spagna, Francia, Germania, mentre invece giudica severamente la nazione prediletta, la sede della Cattedra di Pietro.
Non regge la solita tentazione di addossare tutte le colpe al popolo sovrano che sceglie i suoi governanti. Questa classe politica non è stata eletta dal demos, ma è stata nominata dall'alto, nelle segrete stanze del potere, insindacabile, inaccessibile. E se si tornerà a votare con questa legge elettorale, a cui l'autore stesso affibbiò l'infame nome di «porcata», certamente riavremo una classe politica non migliore di questa che chiude disastrosamente il suo ciclo. Col rischio di una massiccia diserzione delle urne. A votare ci andrà un popolo disgustato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400