Domenica 24 Marzo 2019 | 05:42

NEWS DALLA SEZIONE

La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 
La riflessione
Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

Matera, silenzio sui suoi ambasciatori di cultura locale

 
L'analisi
Quando a inquinare provvedevano i cavalli

Quando a inquinare provvedevano i cavalli

 
La riflessione
Un Paese tra medioevo e corti barocche

Un Paese tra medioevo e corti barocche

 
L'analisi
Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

Il piano crescita e la campagna elettorale permanente

 

Il Biancorosso

L'ALLENATORE
Bari, le scelte di mister Cornacchini"Palmese difesa forte e ben organizzata"

Bari, le scelte di mister Cornacchini
"Palmese difesa forte e ben organizzata"

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoIl caso
Taranto, il Comune avvia la bonifica dell'area attorno al fiume Galeso

Taranto, il Comune avvia la bonifica dell'area attorno al fiume Galeso

 
PotenzaVerso il voto
Basilicata, in allestimento i seggi elettorali per 573mila elettori

Basilicata, in allestimento i seggi elettorali per 573mila elettori

 
BariPer i 4mila aventi diritto
Bari, il Comune aiuta le famiglie in difficoltà con il «bonus bollette»

Bari, il Comune aiuta le famiglie in difficoltà con il «bonus bollette»

 
FoggiaMaltrattamenti in famiglia
Foggia, picchiava la moglie e le chiedeva soldi per divertirsi al bar: arrestato 34enne

Foggia, picchiava la moglie e le chiedeva soldi per divertirsi al bar: arrestato 34enne

 
LecceNel Basso salento
Incidente tra Casarano e Ugento: giovane motociclista perde la vita

Incidente tra Casarano e Ugento:
giovane motociclista perde la vita

 
GdM.TVTraffico in tilt
Paura a Matera per una valigia abbandonata per strada: intervenuti artificieri

Paura a Matera per una valigia abbandonata per strada: intervenuti artificieri

 
BrindisiGuidava l'auto del padre
I cc lo fermano, rifiuta test antidroga: trovato con hashish

I cc lo fermano, rifiuta test antidroga: trovato con hashish

 
BatParla un imprenditore
Andria, cartelloni pubblicitari non a norma: la denuncia

Andria, cartelloni pubblicitari non a norma: la denuncia

 

Quote latte, il Nord di Bossi, Fiat, ex Nord di Marchionne

di Giuseppe De Tomaso
di Giuseppe De Tomaso

Sosteneva il sacerdote filosofo Antonio Rosmini (1797-1855) che riconoscere la propria ignoranza è un atto di intelligenza. L’affermazione di questo intellettuale cattolico liberale non ha mai goduto di larga popolarità nelle stanze del potere che, per natura, sono refrattarie alla cultura del dubbio, delle congetture e confutazioni. Il guaio, però, è che le conseguenze di cotanta presunzione si pagano a caro prezzo.
Esaminiamo il caso delle quote latte, che sta vieppiù compromettendo la reputazione italica nel resto d’Europa. La storia è nota. Nel 1984 l’Europa pensò di risolvere il problema delle eccedenze, e della concorrenza spietata fra i produttori di latte, assegnando un tot di quote a ciascuna nazione.Già questa idea meritava di essere salutata con una pernacchia, visto che conferiva a menti umane poteri sovrumani: cosa sapeva l’Europa dei gusti futuri dei consumatori? Chi avrebbe garantito ai signori di Bruxelles che le preferenze dei cittadini non sarebbero cambiate nel tempo? Cosa sapevano gli eurocrati dei mutevoli rapporti tra domanda e offerta? Non si poteva far decidere al mercato? Questi interrogativi vennero snobbati con un’alzata di spalle e si procedette spediti nella spartizione della torta, cioè delle quote latte.
E qui venne il bello, cioè il brutto. Gli italiani, da sempre, sono autentici fuoriclasse nell’europeismo declamatorio e retorico. Date loro un tema in merito, ne ricaverete un inno all’Unione continentale più emozionante di un brano musicale di Beethoven (1770-1827). Quanto poi a conoscere i problemi concreti dell’Europa, e dell’Italia in Europa, meglio lasciar perdere. Tranne riconoscibili eccezioni, il grosso degli europeisti made in Italy è più superficiale di uno studente svogliato.
Nemmeno il ministro Filippo Maria Pandolfi, bergamasco, che pure non era un fesso, e che nel 1979 aveva ricevuto da Sandro Pertini (1896-1990) l’incarico (poi fallito) di formare il governo, riuscì a fare meglio dei suoi predecessori, tanto che accettò un tetto comunitario assai basso per la produzione del latte italiano. Pandolfi e colleghi del Belpaese non avevano la preparazione e la grinta della lady di ferro Margaret Thatcher che, quando si presentava a un vertice sul latte o sul grano, era così ferrata sull’argomento, da sembrare più preparata di una massaia della campagna inglese. I nostri sopperivano a queste carenze, diciamo così, professionali, con il salvagente dell’«intuito politico», che, nel Paese di Niccolò Machiavelli (1469-1527), si chiama furbizia. E’ vero - si pensava e si diceva - che formalmente l’Italia aveva accettato un accordo capestro sul latte, ma nella sostanza non sarebbe cambiato nulla: avrebbe provveduto la produzione in nero a compensare i produttori penalizzati dalle quote europee. Nella peggiore delle ipotesi sarebbe arrivato qualche condono, e poi chi s’è visto s’è visto.
Stavolta l’Europa fa sul serio: basta, l’Italia deve pagare una bella multa per le sue «sovrabbondanze» di latte. Uno Stato normale che fa? Si adegua ripromettendosi di rispettare la legge, che sarà pure ingiusta e anacronistica, ma sempre legge è. Invece la Lega impone al governo, contro il parere del ministro in carica dell’Agricoltura, di far pagare allo Stato le contravvenzioni (due miliardi e 700 milioni di euro) inflitte agli allevatori, guarda caso tutti del Nord.
Roba da non credere. La legge è un optional. Da un lato s’inneggia alla legalità, dall’altro si impone allo Stato un atto di palese violazione della legge comunitaria. Da un lato si sbraita contro gli sprechi del Sud, dall’altro si chiede anche ai contribuenti meridionali di scucire denaro per pagare le follie degli allevatori nordisti. Carlo Cattaneo (1801-1869), padre dell’idea federale cui dice di ispirarsi Umberto Bossi, si starà rivoltando nella tomba visto che il suo era un federalismo di diritto più che un federalismo economico (quello della serie: vogliamo qui tutti i soldi). Insomma, il Nord delle quote latte è il peggiore spot che il Sistema Padano avrebbe potuto confezionare per se stesso e per il suo popolo.
Ma per un Nord che invoca più assistenza e più privilegi c’è un Nord che vuole rompere con l’antica tradizione degli aiuti statali a oltranza, anche a costo di sconvolgere relazioni industriali e porre una pietra sopra tutti i massicci benefit pubblici ricevuti in decenni di storia: la Fiat di Sergio Marchionne. L’amministratore delegato della casa torinese è italiano nei cromosoni, ma iperglobalista nella mentalità (si dichiara canadese). Governo e sindacati dovranno prepararsi ai continui aut aut di Marchionne che, vantando una reputazione mondiale e non autarchica, può consentirsi di fare a meno dello Stato, cioè della politica, sia per la propria carriera di top manager sia per l’avvenire dell’azienda sabauda. E’ la prima volta che agisce in Italia un signore votato al capitalismo planetario, fondato sulla competizione anziché sulla protezione. Il suo potrà apparire una sorta di ducismo industriale, ma perlomeno ha il pregio della schiettezza: basta incentivi alla mia impresa, ma basta anche condizionamenti aziendali. Di sicuro il Marchionne pensiero, rude e rigoroso, costituisce l’antitesi della Lega azione, che sulle quote latte ha scoperto il vero volto della Padania: federalistica e anti-assistenziale a parole, strapaesana e sprecona nei fatti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400