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Mozzarelle, Nutella e «bufale» anti-Europa

di Paolo De Castro
di PAOLO DE CASTRO* 

Il sequestro dei Nas di Torino di 70mila confezioni di «mozzarelle blu» ha riportato al centro del dibattito pubblico i temi della trasparenza e della sicurezza alimentare. Un terreno su cui l’Unione Europea, unico soggetto deputato a legiferare in materia di etichettatura attraverso indicazioni vincolanti gli Stati Membri, è stata impegnata la scorsa settimana. Mercoledì l’Aula di Strasburgo ha approvato in prima lettura la proposta di Regolamento relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori. Un provvedimento che ha suscitato numerose reazioni nel nostro Paese, che però si sono rivelate per lo più poco veritiere, quando non del tutto prive di fondamento. 

La disinformazione circolata sulla presunta messa al bando di alcuni importanti prodotti del nostro sistema agroindustriale e dolciario ed in particolare della nutella, ne è la lampante testimonianza. Nulla di vero. Gli europarlamentari italiani hanno semplicemente tentato (non riuscendoci per mancanza di un solo voto) di modificare una situazione già contemplata dall’articolo 4 del regolamento CE n.1924/2006.

La nutella è, e rimane, uno straordinario prodotto del settore agroalimentare italiano e nessuno ha mai pensato di metterla fuori legge, tantomeno l’Europa. Anche nel caso in cui dovesse essere approvato l’attuale testo legislativo (la posizione del Consiglio e la seconda lettura in Parlamento rappresenteranno ulteriori occasioni per modificare il dispositivo), varrebbe la disciplina varata nella precedente legislatura che prevede, in sintesi, che le condizioni che regolano il contenuto dei messaggi relativi ad aspetti nutrizionali e salutistici, debbano essere legate al rispetto dei profili nutrizionali stabiliti dall’EFSA (Agenzia Europea per la sicurezza alimentare) sul giusto contenuto di grassi, acidi, zuccheri degli alimenti. 

Il paradosso che accompagna questo polverone mediatico che si é alzato sulla “crema di cioccolata” è che si è tolto spazio agli importanti risultati che sono stati conseguiti negli stessi giorni in Europa sul tema della trasparenza alimentare, riportato alla ribalta proprio dalle ultime vicende sul sequestro di mozzarella. 
Anche su questo punto è opportuno fare un po’ di chiarezza. In seguito all’approvazione in Aula di un emendamento della commissione agricoltura, tra le indicazioni obbligatorie in etichetta, è stato inserito il paese o il luogo di provenienza per tutti i prodotti agricoli (ortofrutticoli freschi, carne, lattiero- caseari e mono ingrediente), e per carne e pesce ove utilizzati come ingrediente caratterizzante in prodotti alimentari trasformati. Una battaglia sostenuta da tempo e che, finalmente, sembra aver intrapreso la strada giusta. 

Un risultato importante che ci offre nuove occasioni per valorizzare il nostro patrimiono agroalimentare. Oggi su questo terreno vanno fatti investimenti e sforzi importanti, tenendo presente che è in Europa che si decide. Dovremmo disperdere meno energie nel continuare ad invocare leggi nazionali, che come ha dimostrato la storia recente non hanno alcuna possibilità di incidere su ambiti devoluti all'Unione Europea, per sostenere, invece, in sede di Consiglio UE dei Ministri Agricoli quanto l'Aula di Strasburgo ha approvato in prima lettura pochi giorni fa. Una scelta che ha dimostrato ancora una volta che l'Europa sta dalla parte dei consumatori e che lavora per garantire che una maggiore trasparenza e una migliore informazione accompagnino i prodotti alimentari. Se vogliamo lavorare concretamente per la crescita del nostro sistema agroalimentare, per la valorizzazione delle sue specificità, per la difesa delle prerogative dei nostri consumatori, allora dobbiamo comprendere che l’Europa non è un luogo di decisione al quale guardare con diffidenza e preoccupazione, ma soprattutto uno spazio di opportunità per i nostri cittadini e le nostre imprese. Il costume diffuso nel nostro paese di individuare nell'Europa una controparte, un capro espiatorio per ogni occasione, non solo da luogo a mistificazioni e disinformazione, come nel caso della nutella, ma è anche controproducente: l'Europa siamo noi e per essere autorevoli al suo interno dobbiamo partecipare con assiduità, serietà e coerenza alla costruzione delle sue scelte. 

* Presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo

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