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E la mia terra fu costretta alla secessione ferroviaria

di Marcello Veneziani
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Volevano fare il ponte per unire la Sicilia al continente, ma nell'attesa hanno tagliato i ponti con la Puglia che si è scoperta un'isola, almeno rispetto a Roma e al resto del sud. Come sapete, da un mese una frana in terra di Campania spacca il sud ferroviario in due metà incomunicanti. L'infarto del Mezzogiorno. Chi da Roma o da Napoli vuol raggiungere Bari o Lecce via treno deve fare i conti con questa scissione assurda e cronica tra Benevento e Foggia. Vi narro un viaggio da me compiuto con la mitica Freccia rossa. Prezzo invariato, in prima classe 144 euro andata e ritorno per la mia destinazione. Nessuno ti informa se fai il biglietto per telefono, via internet o anche in stazione che a causa della frana perdurante ti tocca passare dal viaggio al pellegrinaggio. Devi saperlo da te. Per essere scrupoloso avevo visitato le news di Trenitalia; beh, dicevano che dal 1° aprile sarebbe stata ripristinata la linea. Ma era primo aprile, dovevo capire che era una bufala. Sì, ma nei servizi pubblici non sono previsti pesci d'aprile e scherzi del cassio. 

Sicchè sono partito. Dunque, sono partito in un giorno del duemiladieci e sono arrivato in una sera del millenovecentosettanta, più un'ora e un quarto di ritardo. Perchè tu parti con una frecciarossa di quelle che ti fanno sentire contemporaneo. Poi a Benevento, come se ci fossero ancora i bombardamenti, ti fanno salire sui pullman, in un remake dell'emigrazione. Gente disorientata, odissea delle valigie, trasbordi faticosi. Torni al bianco e nero. Poi, quando arrivi a Foggia, ti sbarcano dai pullman e ti fanno salire su treni che erano spariti dalla circolazione, che so, i rapidi, o le vecchie zie degli eurostar. Ti sembra di tornare al film muto. La gente borbotta, poi delira, c'è chi sogna un bell'aliscafo Benevento-Foggia. 

Si parte da signori, si prosegue da sfollati, e si arriva - con puntuale ritardo - da immigrati clandestini, ma con un biglietto di soggiorno pagato il doppio del servizio che ti rendono. Poi dicono che noi meridionali rivalutiamo il brigantaggio. Ma per forza, non è possibile che una linea ferroviaria in seguito a un danno del maltempo, possa restar bloccata per mesi. Dicono che il problema sia il solito conflitto di interesse, anzi di disinteresse: i veramente interessati sono i pugliesi ma la competenza territoriale della frana è la Campania che è meno interessata e ha ben altre voragini di cui occuparsi. Risultato: la Puglia è costretta alla secessione ferroviaria da Roma, deve attaccarsi al treno del separatismo. Certo, c'è pur sempre l'auto o l'aereo. Però c'è chi non guida o non vuol guidare, c'è chi ama utilizzare quel tempo per lavorare o altro, c'è chi non vuol volare o non se lo può permettere o magari non ha nessuno che venga a prenderlo in areoporto. Insomma, 'sti treni che ci stanno a fare? Sono o no un servizio pubblico per i cittadini? Il danno si estende dai pugliesi ai turisti e a chi vuol venire in Puglia ora che è la bella stagione. Tutti quegli investimenti, quella campagna pubblicitaria, quegli aumenti di tariffe, e poi si torna alle corriere... 

Senza dire il tasso elevato di ritardi ordinari dei treni superveloci, il pessimo servizio a bordo, con mezzi bicchieri di bevande tiepide, sia se sono calde sia se sono bibite; o quegli amaretti ridotti in briciole nella loro monoconfezione, come se fossero reperti e souvenir della frana di Mont'Aguto. E bagni spesso fuori servizio che ti costringono a migrazioni urinarie o a ritenzioni prostatiche. 

Sulla tratta Benevento-Foggia torni davvero all'età del brigantaggio; il treno anche prima della frana qui rallenta, perde colpi, si ferma in aperta campagna, la linea telefonica è sospesa a lungo; da Caserta sale a volte brutta gente. Insomma sarà per l'avvicinarsi dell'anniversario unitario ma sembra di tornare al periodo postrisorgimentale. Quando ero bambino, e vi parlo degli anni sessanta, c'era un rapido che partiva da Roma alle 18 e 27 e arrivava a Bari in meno di cinque ore. Ora impiega di più. E mi raccontavano che le littorine negli anni trenta impiegavano uguale... Ma possibile che con questa tecnologia avanzata e costosa, con questi prezzi da aereo, dobbiamo ritrovarci al punto di prima? Fino a poco tempo fa almeno risarcivano mezzo biglietto in caso di ritardi ordinari superiori alla mezz'ora e ti davano un bonus; ora dicono di essersi adeguati alle direttive europee e non lo fanno più. Ma non si sono adeguati nella puntualità e nei servizi all'europa; abbiamo norme europee ma diritti aborigeni. 

Se la Puglia è diventata un'isola come la Sicilia e la Sardegna, allora dateci lo statuto speciale e le agevolazioni previste per gli isolani.

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