Mercoledì 27 Marzo 2019 | 03:11

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Nessuna crepa nella Chiesa

di Cosmo Francesco Ruppi

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Ora che il caso Boffo, con le sue nobili dimissioni, sembra chiuso, rimangono non pochi problemi politici ed ecclesiali, che devono essere maturati nelle sedi competenti, perchè molti interrogativi sono stati posti e molte incertezze sono ancora nell'aria, che meritano di essere dissipate, perchè torni il sereno non nei rapporti tra Governo e Vaticano, ma nella vita dei cattolici italiani.
Che si stanno chiedendo se vivono in una democrazia vera, o in una democrazia zoppa, che non offre quella libertà di informazione, che è il segreto di ogni sviluppo civile e sociale.
Per nostra personale conoscenza, vorremmo tranquillizzare tutti che non v'è alcuna frattura tra Vaticano e Vescovi; vi sono competenze diverse, ma non fratture; possono esserci modalità differenti di espressione, ma, di tutto quello che si è scritto in questi giorni, non v'è niente di vero, perchè la fedeltà della Chiesa italiana al Papa non né stata mai scalfita, mentre il nuovo Concordato ha fissato paletti ed ha aperto strade di collaborazione e di intesa, che non è possibile travalicare.
La figura del Direttore di Avvenire ne esce ancora più limpida, mentre l'attentato alla libertà di informazione e la critica del mondo cattolico a talune leggi e comportamenti rimane inalterata, perchè non nasce da ragioni politiche, bensì da interiori dettami etici e religiosi. Se qualcuno pensa che, con la elimazione del di Boffo, si è voluto chiudere la bocca ai cattolici o si è voluto dar loro, se non una lezione, un semplice avvertimento, è del tutto fuori strada. Basta leggere la stampa di questi giorni, per accorgersi che il mondo cattolico ne è uscito più coeso, più forte ed anche più guardingo, perchè s'è accorto di navigare in un mare melmoso, in cui forze occulte tentano di dividere quelli che, per vocazione e per divino madato, ricercano concordia, collaborazione e unità.
L'antica massima: ''cum Petro et sub Petro'' si collega con l'altra: ''nihil sine episcopo'', parole che non hanno bisogno di traduzione, perchè facili nella comprensione, anche se meno facili nella loro attuazione, ma la Chiesa, si sa, non è guidata solo dagli uomini, ma soprattutto dallo Spirito Paralicto, ch costituisce la vera ''anima della Chiesa''.
Chi ha anche una conoscenza sommaria della storia, sa che di scissioni e di fratture tra Stato e Chiesa ce ne sono state sempre, assai più gravi di quelle odierne, se veramente ce siano oggi. La Chiesa conosce gli uomini e vive a contatto non con uno o dieci Governi, ma con cento, duecento e più Governi e sa trovare le strade giuste per salvare i principi, denunciare gli errori e compatire gli erranti. Nessuna paura perciò se i rapporti coi Governi debbano essere trattati dalla Segreteria di Stato vaticano e nondagli episcopati locali. Il problema, per l'Italia, è stato già risolto dal Concilio Vticano II e dalla nostra Costituzione e tradotto in concreto dagli Accordi di Villa Madama.
Non c'è, dunque, nessuna frattura, nessuna rivendicazione da parte dei Vescovi o della Segreteria di Stato, ma reciproci rapporti istituzionali, finalizzati al bene delle anime, che è la legge suprema della Chiesa. Ciò non toglie che la Chiesa italiana possa e debba dire la sua parola in ordine a problemi delicati e urgenti, quali sono la vita, la famiglia, la sanità, la promozione sociale, l'immigrazione, la libertà scolastica etc.
Su ogni problema Avvenire ha detto la sua parola e la continuerà a dire in futuro, anche se fa paura o fa dispiacere:''per amore del mio popolo, non tacerò'' dice il Profeta e lo ripetono i cattolici italiani, che si sentono liberi, anzi, dopo le recenti polemiche e dopo le incaute agressioni, si sentono più liberi e, in certo senso, ancora più forti. Questa è l'unica verità, che emerge dai fatti di questi giorni, non altre.

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