Mercoledì 01 Aprile 2020 | 20:53

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Niente poveri e non istruiti siamo inglesi post Brexit

La forza lavoro del dopo-Brexit verrà selezionata in questo modo: il candidato ideale all’espatrio nel Regno Unito dovrà rispondere a canoni di perfezione e a rispettivi punteggi

Inghilterra, Big Ben

AAA, cercasi immigrato/a di bell’aspetto, colto, con busta paga da oltre 25mila sterline. La libera Inghilterra di un tempo si aprirà così al mondo, dal 2021, se davvero andrà in porto ciò che il governo di Boris Johnson annuncia.
La forza lavoro del dopo-Brexit verrà selezionata in questo modo e - come per Miss Italia - il candidato ideale all’espatrio nel Regno Unito (sempre meno unito!) dovrà rispondere a canoni di perfezione e a rispettivi punteggi. Quasi come avviene nei concorsi di bellezza: ci saranno i punti assegnati, la giuria... e non sappiamo se s’inventeranno anche le fasce col titolo «Miss e Mister Immigrazione». It’s London! Nella capitale che ha inventato il multiculturalismo, si faranno cernite umane così precise che vale la pena di raccontarle, perché il meccanismo è talmente studiato da meritare la medaglia della nuova selezione della Razza.

Nascerà così la nuova etnìa di immigrati, questa volta inglesi-dop, con origine protetta e certificata. Se chi legge queste righe ha voglia di andare a vivere in Inghilterra (l’ex Viva l’Inghilterra di Baglioni), deve sapere subito che il suo punteggio deve arrivare minimo a 70, ma 50 sono quelli obbligatori. Vediamoli. Hai già in tasca un’assunzione nel Regno Unito da 25.600 sterline all’anno? Conosci già bene l’inglese e non parti certo per impararlo lì? Oh yeah, 10 punti. Hai laurea, Phd, altri titoli nelle materie «Stem» come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica? Ti meriti gli altri 20 punti. Lo score , i punti che si «accendevano» quando si giocava a flipper e che ora segnalano il risultato di ogni videogame, rendono un comune mortale degno di diventare migrante nella bellissima isola inglese, che tanto ci attira e che tanto ora ci respingerà.
Siamo sinceri: in fondo, se proprio vogliamo dirlo, a tutti i Paesi del mondo piacerebbe far entrare masse di questi geni. Una manodopera iperspecializzata, un esercito di cittadini pronti a inglesizzarsi, a brexizzarsi, gestendo a loro volta le chiusure successive di una nazione che ha detto bye bye alla democrazia. I rigurgiti antieuropeisti ci sono ovunque, ma l’Inghilterra, la Perfida Albione, sta superando persino l’Ungheria di Orbán! Però, un’idea c’è: se gli «espatriati» reali Meghan e Harry, volessero tornare in patria, avrebbero un punteggio ottimo, sia per le sterline a disposizione, sia l’ottimo accento british! Belli e ricchi, per loro sì? Che farebbe la regina suocera? Domenica scorsa a Bari, l’incontro della rassegna «Dialoghi anteMeridiani» promossa da «Donne in corriera» e dalla casa editrice Il Mulino, era dedicato proprio a Londra ed è stato un dialogo interessante, con il giornalista Enrico Franceschini e il poeta e scrittore Valerio Magrelli. La Brexit ha dominato ovviamente su tutto e Magrelli ha aperto il suo intervento con una «modesta» e ironica proposta: quella di cambiare il nome di Trafalgar Square in Cameron Square, perché - ha detto - gli idioti vanno esposti al pubblico.

Le cause della nuova closed island, i motivi che hanno innescato la tempesta perfetta sulla Gran Bretagna sono vari e vanno dalla politica alla sociologia, dalla crisi economica di molte parti del Paese, ai nostri tempi attuali, così rozzamente impoveriti di principi e di idee sociali.
Resta da capire chi dal 2021 occuperà i gradini più bassi del mondo del lavoro inglese: avete fatto un viaggio recente a Londra o a Brighton o a Liverpool? O nella Manchester England England cantata dai fantastici The Lords, anni Sessanta-Settanta in Hair? Non c’è un volto che non sia filippino-mauriziano-marocchino tra addetti a pulizie, tassisti, sottocuochi, buttafuori. Per non parlare degli ospedali, o del mondo dell’agricoltura. Il mitico grido London calling dei Clash mette i brividi: l’ultimo verso è I never felt so much alike, Non mi sono mai sentito così tanto uguale. Ma dove? A Londra? E dove vai se il punteggio non ce l’hai?

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