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Se la città di San Nicola fa Ferragosto con i turisti

Da quest'anno possiamo ben dire che finalmente, dopo anni di tristezza da solleone, per il Ferragosto del capoluogo pugliese si può parlare di un amore ricambiato

Se la città di San Nicola fa Ferragosto con i turisti

Si è sempre detto nei decenni che «San Nicola è amante dei forestieri». E con lui, per estensione... d'identità, i 324mila e passa baresi che hanno nel «Santo Nero» il Patrono. Da quest'anno possiamo ben dire che finalmente, dopo anni di tristezza da solleone, per il Ferragosto del capoluogo pugliese si può parlare di un amore ricambiato.

Come in un sano principio di vasi comunicanti (sano perché fa bene all'economia che gira sul turismo, dalle strutture di accoglienza alle attività di ristorazione e commercio vario), quasi tutti «fuori» dalla città quegli oltre 300mila cittadini, «dentro» migliaia di turisti.

Gente proveniente da ogni parte del mondo (si sono visti in questi giorni anche folti gruppi di asiatici). Una statistica facile facile si può rilevare da due indici, magari abbastanza empirici, ma che danno l'idea di come si è svolto questo momento centrale dell'estate barese: i posti auto vuoti sulle strisce blu delle varie Zone a sosta regolamentata (nel resto dell'anno le Zsr sono occupate dai residenti, muniti di contrassegno per la sosta annuale) e i cassonetti dei rifiuti semivuoti. Volete sapere chi è stato multato a Ferragosto per non aver rispettato i limiti orari di sversamento dei rifiuti nei cassonetti? Solo due stranieri che alloggiavano in un B&B.

Presidiata da un'inedita cornice di sicurezza che ha fatto ormai piazza pulita della vecchia immagine della «città dei topini» (gli scippatori) e della microdelinquenza costellata di aggressioni alla persona e furti di strada, la Bari del Ferragosto 2019 ha reso possibile al rieletto sindaco Pd Antonio Decaro di snocciolare con orgoglio la notizia dei circa 4mila visitatori che hanno affollato il Fortino per la Festa del Mare e i circa 3mila della Mostra «On Board» organizzata dall'Associazione Phest al Teatro Margherita.

Tra l'altro, se vi ricordate le sere del 14 e 15 agosto delle estati passate, Bari fra Murat e Città Vecchia non sembrava un'enclave colpita dalla desertificazione da disastro nucleare? E ancor peggio nei quartieri periferici ad eccezione delle spiagge cittadine a nord e a sud (Santo Spirito, Palese, zona della Fiera del Levante, Pane e pomodoro e Torre Quetta)? Nelle serate di questa settimana che sta terminando invece Bari Vecchia è un continuo pullulare di gente, persone tutte intente a godersi lo snack, la passeggiata e la cena dopo aver curiosato e magari anche fatto acquisti nei negozi «aperti per ferie».

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, documentato anche dal record di transiti all'aeroporto «Karol Wojtyla» e di occupazione dei posti-letto cittadini. Uno dei siti web più diffusi di «hotellerie» dava in questi giorni disponibilità di alloggio solo nella misura del 16%. È il frutto di un lavoro che va avanti da tempo, legato anche al «doppio appuntamento» con San Nicola, a dicembre e a maggio, e a varie altre iniziative di tipo culturale e gastronomico.

Ma è anche il frutto di un'accorta politica dei prezzi che ha reso più appetibili hotel e B&B cittadini rispetto ad altre «location extra moenia» che magari vantano una tradizione di più lunga data per quanto riguarda l'accoglienza, ma che sicuramente hanno costi più elevati.

Bari attrattrice di se stessa quindi, ma anche Bari come base di partenza per possibili escursioni e gite che hanno coinvolto anche la relativamente vicina Matera nell'anno in cui è Capitale della Cultura.

Certo, c'è ancora molto lavoro da fare, e questo sul piano delle infrastrutture, visto che «idee» e «strutture» sembrano aver imboccato la strada giusta. Parliamo di una rete dei trasporti pubblici ancora insufficiente, sia a livello cittadino sia provinciale, così come dell'annosa questione degli scarichi di fogna sul litorale sud (fra le spiagge di «Pane e pomodoro» e Torre Quetta).

Ma a fronte di questi risultati e in vista della nuova stagione (tra feste, sagre ed elezioni regionali... ) sarebbe il caso che l'«acuto» della città di San Nicola possa diventare ancor di più una «sinfonia» che rivitalizzi maggiormente una comunità che da troppi anni ha vissuto il Ferragosto come appuntamento sofferto e da archiviare il più presto possibile.

Ma per un concerto occorrono tanti bravi strumentisti. E per gli applausi, un'esecuzione che non lasci spazio a errori, in questo caso di programmazione e organizzazione.

(foto Luca Turi)

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