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Numeri che fanno piangere e riflettere. Il sangue scorre sulle strade europee a causa di incidenti causati da distrazioni. Il 95% degli incidenti stradali dipende infatti da errori di tipo umano. Quali?
Il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi).
Nel 2018 i deceduti dell'Unione europea sono stati poco più di 25mila, con un decremento del -1% rispetto al 2017.
Il 76% delle vittime della strada sono uomini, il 24% sono donne, mentre il 2% è rappresentato da bambini e ragazzi al di sotto dei 15 anni.
Nello specifico, stando a quanto riportato sul sito del Parlamento europeo, i passeggeri auto costituiscono il 46% del numero totale di vittime degli incidenti mortali, mentre l’altro 46% è rappresentato dagli utenti vulnerabili della strada - di cui il 21% da pedoni, il 14% da motociclisti, l’8% da ciclisti e il 3% da conducenti di motorini (l’8% degli incidenti stradali mortali ha luogo sulle autostrade, il 55% su strade provinciali e il 37% nelle aree urbane).

Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue e 55 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.

È opportuno riflettere in merito alla circostanza che raffrontando i dati della sicurezza stradale si sono ridotti tra 2018 e il 2010 i decessi del 21% in Europa e del 19,2% in Italia.
Tra gli ultimi provvedimenti licenziati dal Parlamento europeo brillano le nuove norme - votate il 16 aprile di questo anno - che hanno reso obbligatori ben trenta dispositivi avanzati di sicurezza come «il sistema di adattamento intelligente della velocità, il sistema di avviso della distrazione del conducente e il sistema di frenata d’emergenza».
Grazie a queste «tecnologie di sicurezza obbligatorie» e «salvavita» potrebbero salvare oltre 25mila vite ed evitare almeno 14mila feriti gravi entro il 2038.
In merito ai tempi di attuazione queste nuove norme andranno a pieno regime, sempre che gli Stati membri non compiano ostruzionismo, da maggio 2022 per i nuovi modelli e da maggio 2024 per i modelli esistenti al fine di poter adeguare la legislazione esistente agli sviluppi tecnologici e alle recenti tendenze sociali.
Sono realtà l’invecchiamento della popolazione, le nuove fonti di distrazione per i guidatori (utilizzo dei cellullari in primis) e costante aumento del numero di ciclisti e dei pedoni sulle strade europee.
Dal Parlamento europeo inoltre fanno sapere che «i veicoli commerciali pesanti e gli autobus dovranno invece essere dotati di dispositivi per l'ampliamento della visione diretta del conducente, così che questi possa vedere gli utenti vulnerabili della strada, e di sistemi di segnalazione, che rilevano la presenza di ciclisti e pedoni nelle immediate vicinanze del veicolo».
Twitter@peppedimiccoli

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