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In Puglia e Basilicata

La riflessione

Nord, asili al di sotto di ogni sospetto

scuola materna

Ma che paese è quello in cui, con una evidenza strisciante, emergono storie di ripetute violenze, e fisiche e psicologiche, esercitate da maestre o educatori nei confronti di bambini che in genere non hanno più di tre anni?

29 Marzo 2019

Gino Dato

Ma che paese è quello in cui, con una evidenza strisciante, emergono storie di ripetute violenze, e fisiche e psicologiche, esercitate da maestre o educatori nei confronti di bambini che in genere non hanno più di tre anni?

Avrebbero dovuto essere al di sopra di ogni sospetto. Ma è finita agli arresti una maestra di 50 anni, titolare di un asilo nido a Varzi, comune dell’Oltrepò Pavese, mentre due sue collaboratrici sono state denunciate per abuso dei mezzi di correzione nei confronti di minori. Spinte, schiaffi e strattonamenti sono stati ripresi da telecamere durante le indagini.
Avrebbe dovuto essere al di sopra di ogni sospetto. Ma un’altra maestra d’asilo è stata arrestata, invece, nel Comasco, sempre per ripetuti maltrattamenti verso i bambini. I Carabinieri della Compagnia di Como hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Como, nei confronti di una donna di 58 anni ritenuta responsabile di maltrattamenti. Li avrebbe “commessi in qualità di educatrice in un asilo nido di Cernobbio (Como), dove poneva in essere condotte violente nei confronti di bambini di età compresa tra i 3 e i 18 mesi.”

Che paese è, ci chiedevamo, quello in cui, in primo luogo, i nostri bambini non hanno più quella sacrale centralità che ogni comunità aperta e rivolta con lo sguardo al futuro riserva ai nuovi rampolli? Un paese in cui la stessa educazione dei primi anni è banalizzata e per certi versi anche depotenziata di tutte quelle competenze fondamentali per curare e accudire gli infanti. Un paese in cui la missione e la professione, specie in ambito di puericultura, evidentemente, sono svilite e non potenziate e tarate a prova di imbecilli e di violenti, visto che non si riesce preventivamente a selezionare con certezza il personale.
Paradossalmente siamo precipitati da un immaginario letterario di asili e scuole popolati di monelli terribili che vessano insegnanti irreprensibili, trascinati sull’orlo dell’esaurimento nervoso, in un reale che, dietro al sipario, nasconde storie di ordinaria follia. Altro che digitale… si procede a suon di spinte, strattoni e schiaffi elargiti da energumeni e virago nei confronti di piccoli esseri, che danno fastidio, perché frignano, chiedono attenzioni. E invece di cure e attenzioni, trovano solo malessere e disagio che si scarica su di loro.

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